venerdì 24 gennaio 2014

Oggi voglio filosofeggiare anch'io




Oggi voglio filosofeggiare, voglio parlare di felicità.

La faccia da eunuco adagiato tra i fiori è riuscita bene, vero ?

Sento molti parlare di felicità. Chi ci insegna che bisogna vivere il presente, chi ci ammaestra con ricettine simpatiche su come raggiungerla, chi fa sfoggio di espressione facciale calma e beata che vuole comunicare: vedete come sono sereno? io la felicità l'ho raggiunta!

Io credo che la felicità sia uno stato transitorio e soggettivo della persona.
E per quanto mi riguarda sono felice quando:

- le cose girano per il verso giusto e mi sento sveglio e in salute
- dedico il tempo alla contemplazione del bello, della natura, della musica e di quello che ho realizzato con le mie mani
- sono padrone della mia giornata
- vado in bici o cammino e fotografo

e tante altre cose.

Mi chiedo se ero più felice nella mia vita di prima: no, non credo proprio.
Lo ero meno e sporadicamente. Ero sempre in debito di sonno, anche quando andavo in montagna, in bei posti. Vedevo la natura e i colori da dietro le finestre di un ufficio e mi dicevo: anche oggi una giornata "persa qui dentro". Prendevo ordini da eseguire alla svelta, con i ritmi degli altri e non con i miei.
Indossavo otto ore al giorno scarpe non mie, decise da altri, e non potevo rifiutarmi di farlo. Avevo tre settimane di ferie che impiegavo così: la prima a recuperare il sonno perso e la stanchezza di undici mesi di lavoro; la seconda a godermela appena un po'; la terza ad angosciarmi progressivamente in vista del rientro nei ranghi.
Per non parlare del viaggio: se avessi proposto al grande capo che avevo bisogno di tre mesi per raggiungere la Norvegia in bici, mi avrebbe riso in faccia. E io quando rivedo quelle fotografie sento una soddisfazione e una felicità immense - la gloria di una "impresa" riuscita e a cui tenevo tanto.

Complessivamente, cari i miei filosofi, ero meno felice prima che le cose cambiassero.
Pensare che le cose cambino in meglio solo coltivando un forzato ottimismo corrisponde a una visione passiva della vita. Io sono per il fare.

Forse il risultato non sarà perfetto, ma neanche le torte Margherita riescono perfette al primo tentativo.
E' solo questione di tempo.
Io proprio quello mi sono comprato: il tempo.
Me ne rendo conto quando mi alzo la mattina, con la mia calma. Non scatto giù dal letto dopo una notte tormentata e nervosa. Posso indugiare tra le coperte ancora mezz'ora, se voglio. Vedo l'alba dalla finestra di legno e mi dico: ancora un giorno mio.

Non tornerei indietro a fare la vita che facevo prima.
Sì, direi che sono complessivamente più felice adesso, anche se questo non vuol dire sghignazzare dalle risate ogni giorno o mostrare - falsamente - una faccia sempre beata e nirvanica.
Quella la riconosco a fiuto, è falsa come una moneta da tre euro.


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