giovedì 14 maggio 2015

Venite a pranzo? Gli 8 consigli di Lupolibero.




Ma chi è questo presuntuoso 40enne che pretende di insegnare l'educazione?

   Con l'estate alle porte, stagione di convivialità, di incontri e ri-incontri, fioccano gli inviti a pranzo e a cena. Molto in breve: per far sì che queste occasioni non si trasformino in un incubo, mi permetto di elargire presuntuosamente parlando, una serie di consigli a tutti anche a quelli più adulti di me, su certi errori da NON fare quando si invitano persone alla nostra tavola.

E' tutto materiale tratto da esperienza diretta.


1) IL PRANZO SPAGNOLEGGIANTE
   E' molto diffuso al meridione, dal regno delle Due Sicilie in giù, ossia ove hanno regnato i Borboni. L'eredità di questa dominazione si riassume in una parola sola: mostrare, far vedere, impressionare
Spagnoleggiare significa perciò presentare in tavola un assortimento sconfinato di portate che dovrebbero convincere i nostri ospiti che siamo non solo benestanti ma anche dei grandi chef.
L'unico risultato è invece quello di generare un pasticcio che risulterà indigesto e foriero di mal di testa di lunga durata.
Un antipasto e un primo piatto sono già abbastanza, se gestiti bene, e questo vale soprattutto in estate, quando il caldo affatica già di per sè l'organismo.


2) I FRITTI
   Mi sento dire che "non bisogna demonizzare i fritti". Secondo me invece bisogna eccome. I fritti sono proposti quasi sempre da chi è ossessionato dall'idea del sapore ad ogni costo.
Se ben fatti i fritti sono buoni, non lo nego. Ma risultano anche pesanti e difficoltosi da smaltire, se non abbiamo uno stomaco da operaio ucraino.
Alcuni affermano di "mangiare sano", ma alla loro tavola stranamente i fritti non mancano mai. 
Forse mi sono perso qualcosa, ma se a 43 anni non ho pancia e dall'oggi al domani mi permetto di partire per percorrere migliaia di chilometri in bici, forse - dico forse - è dovuto al fatto che sono io, quello che mangia sano.
Cioè friggendo una volta ogni mille mai.


3) MI DATE UNA FORCHETTA ? MI DATE UN TOVAGLIOLO ? MI DATE...?
   La tavola va preparata prima del pranzo o della cena. Prima di occuparci della cottura e della preparazione: sulla tavola non deve mancare nulla.
Non c'è niente di più scocciante che mettere i piatti in tavola e accorgersi che a tizio manca una forchetta, a caio un coltello, mentre sempronio è privo di tovagliolo. Dove abbiamo la testa ? 
Le portate comuni devono essere dotate TASSATIVAMENTE di posate ad esse dedicate. Gli ospiti non dovrebbero mai per nessun motivo azzardarsi a prelevarvi cibo usando le loro posate già usate. E se i padroni di casa danno il cattivo esempio non vuol dire che si è creato un clima casareccio, alla buona: vuol dire solo che sono dei maleducati.
La dimenticanza è perdonabile, la zingaraggine manifesta lasciamola agli zingari.


5) LO VUOI? LO VUOI? LO VUOI? LO VUOI?
Si può insistere una volta, pacatamente. Due è già troppo. Oltre le tre volte abbiamo a che fare con persone di scarsa intelligenza. Alla terza insistenza comincio a rispondere già con un tono secco, oppure altre volte prendo la bontà che mi viene offerta con una mossa rapida, giusto perchè non se ne parli più.
Non si dovrebbe mai arrivare a questo punto. Se una persona non vuole una cosa, non forziamola.
Allo stesso modo, se agli ospiti a un certo punto scatta la fregola di tornare a casa, non insistiamo per trattenerli. Sono appena le 15 e vogliono tornare a casa loro a scorreggiare in santa pace ? Lasciamoli andare e amen, ci rivedremo sicuramente e con piacere reciproco un'altra volta.


6) IO, IO, IO, IO, IO PENSO CHE... IO IO IOOOOO
Offrire un pranzo o una cena non deve costituire l'occasione per innalzare un palcoscenico per il nostro egocentrismo. Parlare sempre di sè, oppure sempre di uno stesso argomento, ma soprattutto interrompere gli altri dopo cinque-sette secondi che hanno iniziato a parlare, è sbagliato e fastidioso.
Capisco l'eccitazione, il diversivo... ma fare conversazione significa anche e soprattutto ascoltare in silenzio. Poi semmai si può intervenire, senza dare il La a monologhi interminabili. Sì lo so, le grandi esperienze di vita, le grandi cose che avete imparato... Però per favore, ascoltate anche cos'ha da dire chi è un po' più giovane; forse qualcosa da imparare l'avrete anche voi.
E fatemi un piacere: se proprio dovete parlare non fatelo con la bocca piena.


7) TELEVISIONE E MUSICA
Detesto mangiare con la televisione accesa. Soprattutto se messa ad alto volume, come accade il 90% delle volte quando mi trovo in casa altrui. La televisione disturba, distoglie e quasi sempre getta ombre sul momento che passiamo insieme. Se ad esempio si parla di immigrazione, io che la penso come Salvini, Meloni e Santanchè messi assieme, mi metto di malumore e comincio a incazzarmi. Spegnetela e mi fate un favore.
Lo stesso vale per la musica. Basso volume per favore, tanto lo stereo ce l'abbiamo tutti. 



8) LA REGOLA D'ORO
Prima di invitare qualcuno a casa chiediamogli: cosa non ti piace?
oppure, in alternativa: io vorrei cucinare questa e quest'altra cosa, ti va bene?
per quanto strano possa sembrare, queste indagini sono rare.
Molti preferiscono "fare la sorpresa". E spesso e volentieri queste sorprese sono state un incubo fatto di associazioni sbagliate, cibi pesanti e indigesti.
Cattivi ricordi di quella giornata, che difficilmente sbiadiscono.
Chiediamo e soprattutto ascoltiamo: se un amico mi dice che i peperoni gli fanno male, io per il resto della vita non glieli farò trovare mai.


Se una persona ci presenta in tavola dei cibi che noi non gradiamo, e glielo abbiamo detto centinaia di volte, vuol dire che quella persona sta cucinando per se stessa, non per noi.



9) IL COROLLARIO ALLA REGOLA D'ORO DI CUI AL PUNTO PRECEDENTE.
A quel punto, sentiamoci pienamente autorizzati a rimanere a casa nostra, non siamo nè cattivi nè misantropi. Faremo solo del bene a noi stessi.


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