domenica 21 giugno 2015

Il Ponte dell'Amore, sì che bello !




tempo stimato di lettura: 4 minuti


E' di pochi giorni fa la notizia che l'Ungheria cattivissima e ultranazionalista di Victor Orbàn vuole erigere un lungo ponte anti-immigrati al confine sud con la ex Iugoslavia.
Naturalmente, l'annuncio ha messo in subbuglio i cuori teneri e le menti aperte di tutti i buonisti nostrani, sempre pronti a sostenere la tesi della frontiera aperta.

Persino un'alta carica istituzionale ha proclamato: "niente muri ma ponti !".



Orbene, io vorrei fare due brevi considerazioni:

1) stranamente, dell'Ungheria non se ne parla mai. MAI. A radio e televisioni sentirete di tutto dalla bocca di professoroni ed esperti di turno, ma mai nulla di questo paese. Il quale si è tirato fuori da una crisi economica epocale e viaggia a vele spiegate verso Pil da sogno e calo di disoccupazione che da noi sono pura utopìa.

2) si parla dell'Ungheria solo ed esclusivamente per sottolineare decisioni "xenofobe" e nazionaliste prese dal governo ungherese. Un governo che ha il coraggio di difendere la cultura nazionale, l'occupazione nazionale, le aziende nazionali. Tutte cose che odorano di destra e ovviamente danno fastidio a certi intellettuali italiani per i quali se dici "patria" sei automaticamente un fascista.


Io ci andrei càuto a parlare di ponti, in un'epoca come questa.

Quando mi trovavo in Svezia nel 2012 assistevo spesso a un programma televisivo nazionale chiamato MalmoPolisen. Si trattava di cronaca nera anzi nerissima relativa alla cittadina costiera svedese di Malmo, che prima era tranquilla e pacifica, poi si trasformò in territorio di guerriglia urbana con criminalità degna dei peggiori bassifondi di Napoli o di Palermo.

Cos'era successo realmente, chiesi agli svedesi attòniti ?
Semplice: da quando nel 2000 era stato costruito il lungo ponte di Oresund, che collegava Malmo alla Danimarca, si era riversato attraverso lo stesso ponte la peggior feccia migratoria proveniente dall'est ( e non solo dall'est ); le bande si erano spartite la città e poi si erano fatta la guerra tra loro, infiltrandosi nel commercio locale secondo schemi criminali e mafiosi.



Il ponte era stato la rovina di Malmo, e gli svedesi si pentirono e si pentono tutt'ora amaramente di averlo realizzato.

Trovate un articolo del 2012 qui

 - l'articolo parte bene, poi la giornalista scrive:
"Malmö è in balia di gang giovanili e gruppi razzisti che infieriscono su minoranze e immigrati".

BRAVA HAI CAPITO TUTTO !!!
TUTTI VOI CHE BLATERATE DI AMORE E TOLLERANZA: VOLETE UNA BUONA VOLTA SVEGLIARVIIII ?

...come sempre, le persone di una certa mentalità non vogliono vedere dove risiede veramente il problema. A queste persone non va giù il fatto che la società multietnica, multiculturale, multi-integrata, sia un totale fallimento.

Credetemi, pagherei perchè collocassero un bel campo nomadi vicino casa loro.

A quel punto costruirei io sempre a mie spese un bel ponte tra il loro balcone pieno di fiori e la prima roulotte disponibile, in modo da facilitare lo scambio di culture. Poi vediamo se tutti questi intellettuali buonisti sono davvero di mente così aperta e votata alla fratellanza e all'amore universale...


((Se poi nella vostra indaffarata vita avete da impiegare dieci minuti di tempo per un quadro molto più dettagliato e molto meno ipocrita dei fatti di Malmo e in generale della società che potrebbe attenderci in Italia, allora godetevi questo articolo)) :

http://bastacasta.altervista.org/p5687/









Nessun commento:

Posta un commento