lunedì 29 agosto 2016

Sempre immersi nel multitask, mai rilassati, ignorando i dettagli della vita.



Spaghetti Rummo no.3 con pomodoro Murano fresco, basilico appena colto, spolverata di peperoncino e olio d'oliva Minuta dei Nebrodi annata 2015, tutto di nostra produzione.




      Nella stagione calda, in genere tre-quattro volte al mese vado al bar alle 10 del mattino a prendere una granita. I tavoli si trovano all’aperto sulla strada principale, sotto vecchi alberi che fanno ombra. Quest’anno viene servita anche la granita ai gelsi neri, che a me rammenta lontane estati passate sull’Etna. Gli altri gusti sono limone, caffè ( che non prendo mai ) e fragola. C’è ancora gente in giro, tanti forestieri; si sentono accenti romani, settentrionali e siculo-australiani, dato che qui c’è stata nel passato un’emigrazione massiccia verso la terra dei canguri.

     Eppure, sono uno dei pochi avventori concentrati esclusivamente sul piacere della granita. Quando mi viene portata al tavolo, mi piace osservare la condensa che si forma sul bicchiere, il colore della brioche, i semi dei gelsi dispersi nel ghiaccio tritato fine. Mi piace osservare anche chi passa; chi posteggia, chi esce con il giornale o le sigarette, chi rallenta e si ferma alle strisce pedonali, chi prosegue imperterrito rischiando di travolgere la ragazza che serve ai tavoli, dato che il bar e l’area di consumazione sono separati dalla strada; mi piace osservare la maglietta della ragazza con stampata sopra la faccia della fidanzata di Topolino, e intuire il suo seno florido;  mi piace osservare quel settantenne pensieroso che fuma la 273549esima sigaretta della sua vita, seduto in disparte; e il palazzo appena dietro con le porte e le finestre di legno sprangate e i balconi in ferro battuto privi di ballatoio, e immaginare chi ci viveva ai tempi del Duce; e per contro, le tovaglie da mare stese sul balcone opposto, tra le quali una con su scritto ‘Le isole della Sicilia’, con i colori consumati dal sole.

     Quasi tutti gli altri clienti seduti ai tavoli, invece, sono impegnati in altro - che poi consiste nel digitare chissà cosa sullo smartphone o nel parlare al telefono. Sembrano tutti tanti Sergio Marchionne, gli uomini – e tante Emma Marcegaglia le donne: stiamo-conducendo-importantissimi-affari-reggiamo-noi-le-sorti-d’Italia. Tutti a condurre esistenze multi task del tipo:

 - Mangio o bevo svogliatamente e nello stesso tempo cazzeggio con lo smartphone

 - Guido e fumo e nello stesso tempo parlo al telefono

 - Cammino e nello stesso tempo cazzeggio ( sì, di nuovo ) con lo smartphone, sollevando ogni tanto lo sguardo giusto per non sbattere la fronte contro un palo

E via dicendo.

Tutti distanti dal momento, dall’adesso, dal presente, dal dettaglio. Mai rilassati, neanche in vacanza. Tutti a perdersi i micro particolari della vita, che – ove ci sia la sostanza, pure – la rendono degna di essere vissuta.

     A me invece piacciono i dettagli. I colpi di scalpello su una pietra di 150 anni fa; la ruggine su quel particolare punto del mio pergolato, l’odore di fiori che arriva alle 18 di sera da chissà dove, le foglie dei noccioli ormai opache, stanche; il colore dei ceppi dove ho tagliato la legna due mesi fa; il rosso dei miei pomodori appena tagliati sulla pasta e il fatto che il sole scompare un po’ prima dietro la montagna, il che è segno che un’altra estate, lentamente ma inesorabilmente, se ne sta andando.

Sì, mi piacciono i dettagli della vita. Che peccato perderseli, sempre chini sui touchscreen.
Che peccato.  



4 commenti:

  1. E poi dicono che noi uomini deficitiamo perchè sappiamo fare 1 sola cosa per volta... :D

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    1. Tempo fa anche tu hai scritto qualcosa in merito allo stare sempre impegnati a cazzeggiare con lo smartphone. Che pena: anche in pausa o in vacanza o al bar: perennemente con quelle cazzo di dita sui touchsreen. Contenti loro...

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    2. Ieri sera ho visto "presa diretta" ed è stato peggio di un film horror. Dario Argento in confronto è un comico.
      I temi sono stati diversi, ma qui in questo commento parlo delle "Real Doll":
      https://it.wikipedia.org/wiki/RealDoll
      (vedi "Impatto sociologico")
      La tecnologia è arrivata a livelli incredibili e l'inventore dice che molti la comprano non tanto per il sesso (per quello esistono le prostitute), quanto per avere compagnìa in casa!
      Dice che l'essere umano ha bisogno di prendersi cura di qualcuno (persona, cane, gatto, piantina...) e di avere qualcuno che li faccia sentire considerati. E molti trovano soddisfazione nel prendersi cura e dialogare con la bambola in silicone.
      Il software è talmente evoluto da far sembrare che provi emozioni: è felice se tu sei felice, ti consola quando sei triste, ecc. E pare che... molti se ne INNAMORINO.
      E' una cosa di una tristezza....angosciante.

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    3. Certo, è una cosa tristissima. Scusa... hai mica capito quanto costano queste bambole...?

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