giovedì 28 dicembre 2017

I miei eroi del 2017.



Ogni anno eleggo un mio eroe personale. Ecco quindi l'eroe, anzi i due eroi, di questo 2017 che sta per finire di qui a poco:
Il primo è Roy Lerner, il tifoso inglese 47enne del Millwall che ha sfidato a mani nude i terroristi scagliandosi contro di loro:



 Qui un breve video riassuntivo della vicenda.



Il secondo eroe è un leone da circo; lo troviamo in questo video
Dal minuto 3:03 inizia il vero spettacolo -

Il mio apprezzamento non nasce da un particolare credo animalistico; mi è sembrato molto appagante però veder reagire una bestia fiera e bellissima che era stata costretta a sottomettersi e a inscenare patetici esercizi. E a giudicare dai commenti su Youtube non sono stato il solo a pensarla così.



PERCHE' HO PROCLAMATO EROI IL TIFOSO E IL LEONE
Non sono nè tifoso di calcio nè come ho detto particolarmente animalista. In entrambi i casi apprezzo la reazione. Che forse non porta a nulla, è vero - ma è sempre meglio della sottomissione totale a qualcosa o qualcuno che opprime e minaccia. 
E mi piace anche il filo conduttore che lega i miei due "eroi": il simbolo di un leone, guarda caso.

Ecco, ho finito.
Viva Roy e il leone.


6 commenti:

  1. Non sono molto d'accordo.
    Nella antichità il concetto di eroe era quello del semidio. Un uomo che nasceva col proprio destino di grandezza, spesso tragica, già scritto e determinato proprio dalla sua natura super-umana.

    Nella modernità l'eroe è il fante della Grande Guerra che va all'assalto piangendo, dopo mesi di trincea con la merda fino alle ginocchia.

    Non può essere il "buon samaritano" ne il "leone del circo", perché in entrambi i casi non c'è la deliberazione e l'inevitabilità del destino.

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    1. Aggiungerei che un tratto tipico della contemporaneità è la negazione, la cancellazione del concetto del "dovere" che è connaturato al concetto di "virtù".

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    2. Mah, no so. Non che ci si debba attenere rigorosamente alle "definizioni", ma una definizione di eroe è:

      "Persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s'impone all'ammirazione di tutti"

      Il punto è IL CORAGGIO. Sono rimasto colpito dal gesto coraggioso in quanto tale. Sia il tifoso che il leone si ribellano, fanno QUALCOSA. Non ha importanza il risultato: sia l'uno che l'altro gridano la loro identità e lo fanno con impeto - con FISICITA' - guadagnandosi rispetto e ammirazione.

      Sono d'accordo sull'eroismo del Fante; l'eroismo antico è invece per noi un concetto un po' oscuro da comprendere, forse completamente alieno all'uomo contemporaneo.
      Ammetto comunque che mi sono concesso una "licenza" proclamando eroe un animale -

      Tu nel 2017 chi proclameresti eroe ? Chi ti ha colpito particolarmente ?

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    3. Il linguaggio è uno strumento potente ma bisogna sempre tenere presente che è "labile", perché il significato delle parole non è univoco.

      Per capirsi, è utile andare alla radice etimologica. La parola "virtù" viene da "vir", uomo e ha un significato affine a "forza", nella accezione di "forza necessaria a comportarsi in maniera ammirevole". Qui bisogna tenere presente che mentre oggi si considera positivo l'eccesso, anticamente si attribuiva alla "virtù" la dote della moderazione. Ovvero l'uomo forte era quello che manteneva un contegno, che rimaneva imperturbabile, che un giorno pugnava contro lo inimico e il giorno dopo tornava a coltivare i campi come se nulla fosse.

      Il coraggio, viene da "cuore" e banalmente significa la capacità di dominare la paura, il terrore.

      Abnegazione è una parola composta e sta per "da" + "negare", significa negare se stessi rispetto ad una necessità superiore. In origine non aveva significato positivo.

      La ribellione a cui accenni è un atto istintivo, in tutti gli animali è programmato l'istinto "fuggi o combatti". E' evidente che non può essere ne virtù ne coraggio perché in entrambi i casi il pre-requisito è la scelta consapevole, la pre-visione delle conseguenze, il dominio conscio di se stessi.

      Non posso conoscere gli eroi che hanno compiuto gesta eclatanti perché ci vengono nascosti di proposito. Di quello che succede nelle tragedie dei nostri giorni non sappiamo nulla.

      Quindi dico che per me sono piccoli eroi quelli che scelgono di andare controcorrente rispetto alla propaganda "mainstream". Quelli che non accettano la grettezza, la pochezza, la bassezza su cui si fondano le vite della maggioranza, ovunque, a scuola, al lavoro, eccetera.

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    4. Voglio dire, fare un gesto senza pensarci è diverso rispetto a farlo essendo coscienti delle conseguenze e che si potrebbe anche fare altrimenti. L'eroismo è nella SCELTA, cosi come la libertà è nella SCELTA. Sia l'eroismo che la libertà implicano anche il prendere sulle spalle le conseguenze della scelta.

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  2. Com'era quel detto? Beata la terra che non ha bisogno di eroi?
    Secondo me non sono eroi nè l'uno nè l'altro.
    Il signor leone ha semplicemente seguito la propria indole, ha obbedito alla propria leonità piuttosto che al domatore. Umanizzando la faccenda si potrebbe dire che ha avuto uno scatto di orgoglio.
    Il signor Lerner ha reagito anch'egli d'istinto, con una dose eccessiva di incoscienza. Forse ha avuto anch'egli uno scatto di orgoglio, o forse è un invasato, un pazzo, un ultras che pensava di essere rambo.

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