lunedì 29 dicembre 2014

L'italianissima, sempre regina, Facilonerìa.



Quando nel 2012 attraversai l'intera Germania in bici, mi aspettavo di trovare un popolo rigido e serioso, intollerante e severo, in altre parole insopportabile. Invece scoprii che i tedeschi erano sì rispettosi delle regole - amavano disporre ogni dieci metri cartelli di divieto - ma sapevano anche ridere e divertirsi. Insomma erano rigidi ma non erano cattive persone. Sorridevano a me e al mondo, lo percepivo.

Passai in Germania un mese, un tempo assolutamente insufficiente a giudicare una nazione. Ma una domanda da allora mi è rimasta: come sarebbe l'Italia se ci governassero i tedeschi ? Saremmo più felici, più ricchi ?
Al posto dell'immondizia a Napoli ci sarebbero giardini verdi e curati ? Gli uffici pubblici aprirebbero in orario ? Non ci sarebbero corruzione nè cantieri mangia-miliardi lasciati a metà da trent'anni ?

La mentalità italiana pressappochista, fatta di semplicismo e facilonerìa, scomparirebbe ?

E' curioso notare come dietro a certe sciagure ci sia sempre proprio quella mentalità.
Creiamo edifici di regole e di controlli, facciamo ispezioni e scriviamo che no, certe cose non vanno bene.
Però il semaforo è comunque verde. "Sì potete andare, non si tratta di niente di importante".
Le porte tagliafuoco non funzionano bene, i sistemi di allarme sono latitanti -

"cosa volete che succederà ?" ( razza di menagrami iettatori scassapalle...)

La Sicilia è sismica, la fascia tirrenica e la Calabria sono ad altissimo rischio, la popolazione è assolutamente impreparata:
"sì ma ci protegge il santo patrono"
"sì ma qui non succederà"
"sì-ma-tanto-le-case-nuove-non-cadono"

Facciamoci caso a quanto semplicismo e facilonerìa ci circondano. Facciamoci caso a quanti, pur proclamandosi intellettuali, abbraccino questa forma mentis che io personalmente detesto ( e per questo passo spesso e volentieri come rigido-metodico-preciso-pedante, insomma uno scassapalle ).

E se dal '45 ci avessero governato i tedeschi ?
- avremmo forse avuto un'Italia disseminata di cartelli di divieto
- avremmo forse avuto meno feste religiose e più feste della birra
- avremmo avuto TUTTI più rispetto delle regole, più serietà nel fare, costruire, governare

Ma soprattutto ragioneremmo meno alla "spera in dio".
E faremmo le cose per bene, dalle più insignificanti alle più importanti.

Anche sostituire una lampadina senza rimandare di farlo può alle volte essere di importanza cruciale.

Sì, se i tedeschi o i norvegesi o gli svedesi ci governassero non mi dispiacerebbe affatto.

E comunque le "cose che funzionano" piacciono a tutti. Anche a chi proclama di voler vivere bohèmien - e ipocritamente afferma che gli italiani vanno bene così come sono.
 

 

mercoledì 24 dicembre 2014

Un anno attraverso la lente.



  Un anno sta per finire. Un anno intenso e ricco di esperienze e radicali cambiamenti.
Parlo con le immagini,come sempre. Tra le centinaia di foto scattate con la mia adorata reflex ne ho scelte una dozzina che riguardano le vicende più belle vissute da gennaio a oggi.
Buona visione.

4 marzo. La notte in solitaria alle Rocche del Crasto.
Un altopiano roccioso nel cuore dei Nebrodi a 1200 metri d'altezza - 
la Casa del Sole è un vecchio ricovero di pietra usato dai pastori dove ho trovato rifugio.

10 marzo. Etna, versante nord.
Ho ritrovato il sentiero dopo averlo smarrito.
Poi mi sono rifugiato nella casermetta forestale di Monte Spagnolo,
assistendo a una bellissima nevicata mentre la legna crepitava nel camino.

 10 marzo. Etna, versante nord.
Rientro a Randazzo tra campi lavici antichi
mentre nubi scure si addensano sui Nebrodi che fanno da sfondo.

25 marzo. Un breve tour fotografico sullo stupefacente
altopiano dell'Argimusco, al confine tra Nebrodi e Peloritani.
Due chilometri di sentiero affascinanti tra vento gelido e inquietanti megaliti rocciosi.

28 marzo. Etna, rifugio forestale Saletti.
Quando capisci con cristallina evidenza  e senza scomodare
i grandi filosofi che la felicità non dipende
da ciò che si ha, ma da ciò che si fa.

2 aprile. Tour della dorsale est dei Nebrodi.
Una massacrante e desolata pista d'alta quota percorsa in bici -
  un viaggio tra paesi persi tra le montagne dell'interno.

24 maggio. Ancora un viaggio di due giorni in bici.
Dal labirinto della Fiumara d'Arte di Tusa a Nicosìa,
nell'entroterra verde e fiorito della primavera siciliana.

29 giugno. La prima di tre microavventure.
Dormo in cima a una collina deserta senza l'uso della tenda.
Un risveglio decisamente fuori dalla norma.

16 settembre. Etna, versante nord est.
Un'escursione indimenticabile di due giorni sul grande vulcano,
tra colate laviche e antichi crateri.

26 settembre. Etna Pizzi Deneri.
In tenda a quasi tremila metri sull'orlo di un immenso
sprofondamento calderico. Una delle esperienze più intense mai vissute sul vulcano.

30 settembre. Brandelli di nebbia in sollevamento sui Nebrodi.
Io e la mia macchina fotografica. Un istante di vita e di bellezza ripreso a 50 mm.


4 ottobre. Un viaggio fotografico indimenticabile tra i borghi rurali
del ventennio fascista. Il fascino dell'abbandonato; le infinite 
colline deserte dell'interno della Sicilia.

 26 ottobre. L'Ottobrata di Floresta, borgo di montagna.
Un'intera giornata perso tra i profumi e i sapori dei Nebrodi.
Semplicemente meraviglioso.

21 dicembre. Lombardia.
In cammino nella natura a due passi da casa, nel Parco del Lura.
27 chilometri di piste ai lati del canyon scavato dal torrente che dà il nome al parco.

21 dicembre. Parco del Lura, Lombardia.
Cammino e fotografo. Tra i filari di alberi spogli che scandiscono,
simbolicamente, il tempo della vita e di un anno che sta per finire.

E' stato bello, quest'anno.

lunedì 22 dicembre 2014

Lupolibero Chef. La ricettina per le Feste.



Generalmente durante pranzi e cene di fine anno un sacco di gente prepara primi piatti complessi e poco digeribili, primi fra tutti quei piatti in cui c'è l'associazione carboidrati-proteine, tipo cannelloni o lasagne o pasta col ragù. Questi piatti tradizionali hanno i seguenti inconvenienti:

- sono laboriosi e lunghi; la preparazione genera tensione e stress
- a causa dell'associazione pasta+carne sono pesanti da digerire tanto che li ruttiamo fino al giorno dopo ( sì, io parlo sempre molto chiaro )
- per quanto "buoni" sono sempre un po' la solita zuppa delle feste

Io propongo un primo piatto di ottimo sapore e semplice preparazione. Meno spettacolare dei cannelloni ma altrettanto valido.
Bando alle ciance e procediamo.
( Scriverò in corsivo i Tips, i consigli utili per la perfetta riuscita ).


4 persone.
380 g di farfalle    ( usare farfalle di alta qualità, tipo Rummo )
1 litro di brodo di verdura
2 cuori di radicchio rosso
2 scalogni
1 bicchiere di vino bianco secco  ( non risparmiate comprando una bottiglia da 2 euro ! )
100 g di formaggio Camembert
noce moscata
sale pepe
20 g burro
2 cucchiai olio extravergine di oliva
sale
pepe bianco

Il cuore del piatto è il formaggio Camembert; nel piccolo negozio di alimentari di quartiere o peggio ancora di paese non lo troverete MAI, quindi occorre procurarselo in un grande supermercato. Le alternative sono il Brie o il Camoscio d'Oro, ma il risultato non sarà altrettanto soddisfacente.



Procedura.
Lavare e tritare il radicchio rosso riducendolo a striscioline di mezzo centimetro; eliminare la crosta bianca dal formaggio e tagliarlo a dadini.
( mettete in frigo separati tra loro i pezzetti tagliati di formaggio, altrimenti si attaccheranno l'uno con l'altro e al contenitore peggio di una colla per piastrelle. Attenetevi alla dose prevista senza calcare troppo la mano col Camembert che è di per sè molto saporito )

Tritare lo scalogno e soffriggerlo in una padella con l'olio e il burro. Aggiungere le farfalle tal quali, aspettare un minuto e insaporire col vino bianco lasciandolo evaporare solo per metà a fuoco vivo.

Unire il brodo caldo poco alla volta senza smettere di mescolare e aggiungerne altro solo quando il precedente è stato tutto assorbito.
( è un modo totalmente diverso di portare la pasta a cottura, e funziona benissimo )

usate farfalle di alta qualità. Rummo va bene, Barilla fà sch...o !
 
aggiunta del brodo di verdure


Dopo 10 minuti aggiungere il radicchio e portare a cottura sempre aggiungendo via via il brodo: ci vorranno circa altri 15 minuti. Comunque finchè le farfalle risulteranno cotte al dente.
( la pasta Rummo tiene perfettamente la cottura; pasta più economica si scuoce diventando molle e sgradevole )

Allontanare la padella dal fuoco e aggiungere i pezzi di formaggio Camembert mescolandoli. Il calore della pasta scioglierà il formaggio.
Insaporire con sale, pepe bianco e una spolverata di noce moscata.


Lasciare riposare due minuti e servire.
( non esagerare con l'aggiunta del sale nè con il pepe e la noce moscata; il sapore principale dev'essere quello del Camembert vellutato dal radicchio. Aggiungendo aromi i piatti non diventano più buoni ! )

NIENTE GRATTATA DI PARMIGIANO O GRANA, 
NON C'ENTRANO NULLA !!
USERO' IL MANGANELLO SE FATE UNA SCEMENZA DEL GENERE.

Questo piatto è magnifico, garantisco io personalmente.
Dopo una vita di pasta che bolle in acqua scoprirete il mondo meraviglioso della cottura a secco.
Il risultato è questo.
Buona vita da Lupolibero.


venerdì 19 dicembre 2014

Breve passeggiata a piedi in attesa della fine dell'anno.

uno scorcio "antico" a breve distanza dalla nostra nuova casa.




Ieri ho passeggiato per un paio d'ore tra le strade del paese. Ci sono ville antiche e cascine, odore di legna bruciata nell'aria. Una torre che sembra medievale ma edificata nei primi del '900.



A breve, soprattutto se avrà termine una piccola infiammazione all'orecchio - gentile regalo del viaggio di trasferimento in nave - riprenderò le uscite in bicicletta e le escursioni. Il parco del torrente Lura, nei dintorni, si snoda per 27 chilometri tra colline e prati che ricordano vagamente la Svezia. Esiste per lunghi tratti una pista ciclabile che permette di starsene alla larga dal traffico pesante lombardo. Voglio esplorarla tutta.

Ancora un po' di pazienza e arriveranno altre foto.
Come quella di questo tramonto infuocato ripresa a 400 iso dal balcone di casa.


sabato 6 dicembre 2014

Lupolibero al Nord.


Non idealizzate i luoghi della vostra infanzia / giovinezza:
Non sono quello che pensate.
Non saranno mai quello che immaginate.
Li avete marcati emotivamente con il vostro vissuto.
Quel vissuto è dorato, sembra un meraviglioso vaso di miele,
ma è irrimediabilmente perduto.

Appartiene esso al passato,
mettetevelo bene in testa.
Non tornerà mai più.



  Quello della foto in alto è il panorama che si vede dal mio balcone. Abbiamo acquistato una prima casa di nuovo al nord Italia, in Lombardia.
Da questo balcone, che è esposto a sud, posso vedere nebbie,albe , tramonti, il Monte Rosa lontano e uno scorcio di campagna. La mattina se il cielo è pulito ci sono nuvole come queste:
Sicuramente è una vista migliore di quella che avevamo nella nostra casa di Turate, che abbiamo venduto due anni fa per trasferirci in Sicilia:
 
( dove prima c'era un magnifico campo di granoturco che luccicava al tramonto avevano tirato su quella bella palazzina a meno di dieci metri di distanza, e non ero più libero di muovermi in sala o in cucina senza sentirmi osservato ).

  Appartiene al passato, quella casa, come appartiene al passato il sogno di realizzare una prima casa in Sicilia, in mezzo ai nostri due ettari di proprietà. Il passato è alle volte maestro, alle volte ingannatore. E' carico di ricordi, di memorie emotive. Lo abbiamo appesantito noi. Anch'io ho idealizzato troppo i luoghi della giovinezza, la luminosa Sicilia tutta frutti e sole e mare e strade dove pedalare.

  Ma bisogna fare le scelte razionalmente, non emotivamente. Emotivamente si perdono soldi e basta. Abbiamo cercato di acquistare una prima casa nei pressi della nostra campagna, ma alla fine non lo abbiamo fatto per i seguenti motivi:

- la pressochè totale irrivendibilità degli immobili, anche nuovi, dell'entroterra.
- il costo esorbitante degli immobili della fascia, eventualmente, costiera.
- gli scarsi e precari servizi pubblici in un caso e nell'altro.
- certe catapecchie da ristrutturare vendute come fossero baite della Val d'Aosta.
- il costo mostruoso del servizio di nettezza urbana anche riferito a superfici abitative "normali", tipo 90 mq.
- l'assenza di ascensore negli immobili oltre il secondo piano.
... i quali immobili però vengono venduti come se l'ascensore ce l'avessero ("c'è la predisposizione", ti dicono)
- la generalizzata inaffidabilità delle parti venditrici, nel caso di immobili nuovi (comunque rari):

esempio pratico: manca da intonacare un'intera facciata della palazzina; manca il portone d'accesso ai box; l'area dei box è rimasta a cantiere ecc... però tu l'immobile lo paghi come completo; e la parte venditrice ti fa firmare un compromesso in cui è scritto che essa "si riserva di completare le opere mancanti quando lo riterrà opportuno"...

  Un po' come dire che tu acquisti un'auto. La paghi per completa ma manca lo sportello destro. E il venditore ti assicura che quando lo riterrà opportuno te lo consegnerà.

  Ce ne sarebbero tante di cose da raccontare. Ma sono anche stufo. Mi secca anche parlarne, scriverne. Poi mi direbbero che ragiono per luoghi comuni. ...sarà -
Quello che cerco è un po' di serietà.
Una casa rivendibile in un posto dove paghi ma i servizi ci sono e funzionano. Forse non come in Germania, ma funzionano.
Con 300 euro complessivi qui al nord pago Tarsi e servizio rifiuti. E a terra è pulito che ci si può mangiare.
Se ho problemi di salute non devo farmi quaranta chilometri per reperire un ospedale dove se ne lavano le mani e ti mandano in un altro ospedale lontano altri trenta chilometri. Qui il medico del servizio sanitario nazionale non fuma la sigaretta seduto nel suo studio mentre tu gli parli della tua bronchite. E gli impiegati pubblici bene o male si danno da fare con rapidità e competenza in uffici che se c'è scritto che aprono alle 9,00 vuol dire che alle 9,00 sono aperti.

  Perciò annuncio all'Italia e al mondo che d'ora in poi trascorrerò i mesi da maggio a dicembre in Sicilia, dove faremo l'orto, mangeremo pane frutta verdura pasticcini e meraviglie. 

  I mesi da dicembre a maggio li trascorreremo al nord Italia, dove leggerò, andrò in bici, se possibile in montagna nelle impareggiabili Alpi. Rivedrò la "mia" Valsesia. Respirerò il freddo delle alte quote, a me gradito.

  Adesso torno a lavorare. Gli ultimi ritocchi a questa deliziosa mansarda con le travi a vista. I vicini ci hanno accolto benissimo, abbiamo già socializzato. Per fortuna non ci sono caciaristi scassapalle urlatori, sembra tutta gente civile e silenziosa. 
Nessuna casa, nessun luogo comunque è perfetto.
E' in quel lasso di tempo, in quel fugace stato di equilibrio emotivo, qualcuno lo chiama "di pace con se stessi" che siamo temporaneamente felici.

Stabilizziamolo, quello stato, facciamo che esso duri il più a lungo possibile; è questo che mi (vi) auguro per il nuovo anno.
E ora basta con le chiacchere, devo finire di montare un mobile che dopo due anni era stufo di stare in un magazzino di un paese - uno dei tanti - della Sicilia.