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sabato 15 novembre 2025

In cammino tra faggi secolari sui nostri Nebrodi.

 

 


 

 

Pubblico, dopo colpevole prolungato silenzio-blogging, le immagini della magnifica escursione fatta con l'amico Luigi nei Nebrodi orientali. 

Siamo partiti più tardi del solito e ci siamo incamminati in una storica faggeta sino al bivacco dove abbiamo passato la notte. Al crepuscolo ho fatto belle riprese della parete settentrionale dell'Etna, complice l'aria pulitissima.

 



 

in alto e in basso: immagini dalla prima giornata

 


 

 

La sera e la notte al bivacco sono state piacevolissime anche grazie a un ottimo vino portato da L. e all'altrettanto ottimo tiraggio della stufa-camino, che a differenza di altri posti non ci ha riempito i polmoni di fumo.




L'alba del secondo giorno d'escursione è stata fresca e luminosa anche se priva di nuvole fotogeniche come avremmo sperato. Incamminandoci verso est abbiamo fatto un breve fuoritraccia passando per un vallone in ombra dove cerri e faggi, protetti dal vento, avevano mantenuto molte più foglie e apparivano pertanto splendidi:





 

sopra e sotto: boschi spettacolari di faggi e cerri






 

Continuando incessantemente a camminare abbiamo intercettato un percorso corrispondente alla nostra prima escursione di oltre dieci anni fa. Vi si trovano freschissime sorgenti e boschi che si spingono sino alla quota massima di quest'area chiamata 'Foresta Vecchia': la Serra del Re - m.1749.




 

 

in basso: presso l'obelisco di Serra del Re, m.1749




Per tornare alle auto mancavano 500 metri di dislivello e altri sette chilometri che abbiamo in parte percorso su sentieri nuovi - ossia non esplorati da noi in precedenza.

Tornare al punto di partenza è stato un sollievo perchè avevo da diverse ore un notevole dolore alla pianta del piede destro e vesciche che bussavano a entrambe le dita dei piedi. La cosa è strana per me - con gli scarponi della Lowa che uso da sempre non ho mai avuto problemi di compressione di sorta.

Complessivamente abbiamo camminato per 24 chilometri con un dislivello totale di 700 metri nei nostri magnifici Nebrodi.




NOTA: non fornisco tracce gps nè indicazioni sull'ubicazione del bivacco




sabato 6 novembre 2021

In bici nel salotto dei Nebrodi: le faggete di Mangalaviti e Serra del Re.

 

 


 

 

Da giorni il cielo è livido e non c'è abbastanza freddo. Insiste l'orrendo vento di scirocco - non si riesce a liberarsene. Così, per tentare di sfuggir(gli) ho passato una giornata nel "salotto" dei Nebrodi: le grandi faggete di Mangalaviti e Serra del Re.

Il vento micidiale di due settimane fa ha spogliato gli alberi di molte foglie - tuttavia meno di quanto mi sarei aspettato, e la carrareccia che da Mangalaviti giunge a Portella Scafi è come sempre un incanto:

 



 


Intorno alle 9 raggiungo Portella Scafi (m.1455), unico punto da cui il panorama si apre verso Monte Soro, la cima più alta dei Nebrodi. La visibilità è comunque limitata dal pulviscolo atmosferico. Riprendo a salire per un breve tratto verso Portella Balestra e quindi imbocco un tratto molto accidentato che si dirige a est verso Serra del Re.




sopra: il paesaggio nei pressi di Portella Scafi, Nebrodi


sotto: lungo il tratto isolato che conduce a Serra del Re





Le piogge torrenziali hanno scavato ulteriormente il letto dei tre torrenti da attraversare. I primi due sono facili; il terzo non lo è per nulla. 




 

La faggeta di Serra del Re gareggia in bellezza con quella di Mangalaviti. Pedalo su un tappeto di foglie in una solitudine assoluta; il vento pur se di scirocco è piuttosto fresco a queste quote (m.1700 circa).




in alto: meravigliose faggete in località Serra del Re (m.1750)


sotto: il tratto isolato compreso tra Serra d.Re e la Dorsale dei Nebrodi




 

Non si pensi che seppur in discesa si possa procedere a velocità sostenuta: bisogna fare attenzione a non impantanarsi in mille rivoli, destreggiandosi tra fango e pozzanghere. Intorno alle 13 raggiungo di nuovo la Dorsale dei Nebrodi e riprendo a scendere. Faccio sosta per mangiare qualcosa appena oltre P.lla Scafi, sotto una debole pioggia.









Ormai il giro è quasi terminato. Mi godo dalla sella della bici la non ripida discesa verso Case Mangalaviti, in un tripudio di gialli e arancioni che richiedono diverse fermate fotografiche.






 

Poco prima di giungere alla macchina incontro numerosi cavalli al pascolo. Le nuvole basse hanno formato un "mare" che si arresta alle imponenti pareti delle Rocche del Crasto. Sono un po' stanco per l'impegno fisico ma soddisfatto di aver rivisto un'altra volta queste bellissime faggete.

Essere qui ogni anno costituisce un privilegio, e di questo sono pienamente consapevole.




sopra: aspetti del paesaggio in località Case Mangalaviti, m.1250


in basso: un mare di nuvole occupa la valle del torrente Rosmarino




 

 

sotto: mappa del percorso di 25 Km (Mapy.cz). Il dislivello totale è di 780 metri; il tratto compreso grosso modo tra i punti 2) e 3) è molto accidentato e sono previsti tre guadi, il terzo dei quali parecchio impegnativo