venerdì 30 agosto 2013

Sfogo, perchè devo!

In questi giorni assisto allo svuotamento delle spiagge, dei luoghi di villeggiatura, di vacanza.
La grande macchina dell'estate si esaurisce -
Il temporale violento di oggi sembra sottolineare ancora di più che l'estate sta terminando.

E io ho fatto tante cose delle quali sono contento -
Una di queste è il privilegio di restare qui - e di vivere qui. perché questo è e resta comunque un bel posto.

E guardando tutte quelle macchine del nord che ripartono vorrei dire una cosa:

SONO DALLA VOSTRA PARTE

Ho vissuto innumerevoli volte l'angoscia del rientro nei ranghi. Ho vissuto le notti insonni, l'ansia del dover rientrare nella casellina prestabilita. La rassegnazione. Le occhiaie a pochi giorni dalla ripresa del lavoro.

E ripeto, sono dalla vostra parte, NON lo dico con ironia.

Sono rimasto affezionato al nord Italia, comunque, e lo rispetto.
Perché esso sopporta tutto il peso dell'immigrazione selvaggia di questi mesi, e degli anni precedenti.

Perché voi buonisti parlate senza conoscere realmente le cose - senza averle vissute.
Mi piacerebbe che collocassero un Centro di accoglienza a cento metri da casa VOSTRA.
Mi piacerebbe che sbarcassero sulla vostra spiaggia.
Mi piacerebbe che aveste un bell'accampamento di rom a pochi passi dalla vostra bella villetta
Mi piacerebbe che slavi o albanesi o rumeni vi svaligiassero la casa dopo avervi preso a sberle

Le opinioni cambiano drammaticamente quando si vivono le cose sulla propria pelle. Dio quanto è vero!

E sono dalla parte di quei pescatori di Mazara ai quali i signori tunisini hanno sequestrato il peschereccio e i cellulari - e dato 15mila euro di multa. Questo i giornalisti nazionali non lo hanno detto.

Noi a gennaio-febbraio 2011 abbiamo dovuto sopportarci lo sbarco di migliaia di clandestini dalla loro costa - e dovevamo stare zitti.
"Intolleranti! Razzisti!" -

Il sindaco di Lampedusa recita: "dovremmo chiederci perché l'Italia non è accogliente per gli immigrati".
Io dico che dovremmo chiederci PRIMA perché l'Italia non è accogliente per gli italiani.

Ah già dimenticavo...noi italiani veniamo dopo...

Signori buonisti: voi vi indignate e piagnucolate. Ma avete mai invitato a tavola in casa vostra un marocchino? A mangiare con voi ?
Avete mai fatto volontariato in un Centro di accoglienza, a pulire cessi e rifare letti pieni di pulci, rischiando di beccarvi la tubercolosi ?

Facile fare i buonisti quando lo sporco è lontano da casa nostra.
In Vaticano sono specialisti in questo - infatti i loro giardini sono e restano pulitissimi: quanti ne ospitano loro, di "profughi" ?

E mi piacerebbe, cari buonisti, che vostra figlia sposasse un magrebino radicale -

Poi, con indosso il burka, ne riparleremmo.
E io morirei felice.

Tinteggiature, ortaggi, restauri, nocciole

La tinteggiatura delle pareti dell'intera casa, abbrutite da decenni di incuria, con macchie di umido e di muffe arabescate. Giorni e giorni di lavoro anche in pieno ferragosto, l'ho già detto.
Un risultato che mi lascia soddisfatto e orgoglioso.
prima di tinteggiare rimpiazzo l'intonaco sfarinato e incoerente


macchie d'umido



cuciniamo per terra nel corso dei lavori

 
 
Raccolte di ortaggi dall'orto. Ortaggi miei, non schifezze di dubbia provenienza.
E' stupefacente la resa, la produttività di un orto minimale creato per gioco. Chili di pomodori e fiori di zucca. Le fragole: all'inizio una al giorno - ora una tazza al giorno. E domani ?


Come se non bastasse, in  mezzo a questa baraonda, il restauro di un tavolinetto sgangherato che abbiamo trovato in casa. Non l'ho buttato via contrariamente a come alcuni mi avevano suggerito. Nei primi anni successivi all'acquisto della terra lo avevamo usato come tavolo da pranzo. Sembrava di mangiare su un desco da calzolaio, veniva da ridere. Io ho cura delle cose a cui resto affezionato: l'ho carteggiato, stuccato e verniciato; ho rimesso a posto il cassetto.
Lo riporrò a riposo in un angolo della casa che sta nascendo; avrà una pensione dorata con riviste d'epoca e un lume a petrolio poggiati sopra.
Lupolibero è questo.


Infine, abbiamo iniziato a raccogliere nocciole. Mosche e zanzare mi tormentano - la schiena fa male.
Poi penso che l'azienda dove lavoravo ha già riaperto i battenti - ricordo i veleni che respiravo, le pause al caffè e l'ora di pranzo contando nevroticamente i minuti. La vita regolarizzata e triste che facevo.

E allora rido, e continuo a raccogliere. Le zanzare non mi uccideranno, le mosche neanche.
Quello che uccide veramente è la noia.
Non è una banalità.
Devo vivere qui, attivo. Dentro questo spazio fisico e mentale.
Non devo perdere tempo. Non me lo posso permettere.

le prime nocciole raccolte. Sopra esse, un tecnico del controllo qualità (CQ)

lunedì 19 agosto 2013

Roma non si è fatta in giorno

Una frase che sento spesso in bocca a tanti è: "prendetevela comoda, Roma non si è fatta in un giorno".

Vero, verissimo. Ma i romani si facevano ogni giorno, nel corso di tanti secoli, un c... grande così.
E noi a bearci e a fotografare le loro meraviglie ancora in piedi: ponti acquedotti ecc...

LE COSE NON SI FANNO DA SOLE

Tanti filosofeggiano sereni e tranquilli perché:

1) sanno che prima o poi qualcun altro farà le cose al posto loro
2) se le cose andranno in malora, pazienza
3) "siamo di passaggio e prima o poi diventeremo polvere": quindi perché smazzarsi tanto?

Io non credo a tutto questo. Ho lavorato anche il 15 agosto a sudare nella mia terra, che sta diventando splendida. Nella mia casa, che sta diventando splendida.

Poi il 18 agosto, alle 6,30 del mattino, quando sono pronto per imbiancare l'ultima stanza, apro il rubinetto e scopro che manca l'acqua.
Ecco cosa mi fa incazzare della Sicilia. Ti fai un mazzo della malora, fatichi e ci metti la buona volontà; e il premio è quasi sempre qualche disservizio esterno frustrante e inopportuno.

e mi incazzo perché so che sotto sotto, alla radice di tanti disservizi c'è proprio questa forma mentis:
prendersela comoda.

-ma andiamo più a fondo, queste sono solo parole.

Vedete, ci sono usi e costumi che sono indissolubilmente legati a certi popoli: chitarra e sombrero per i messicani, renne per i finlandesi, vodka per i russi ecc.
Ai siciliani sono indissolubilmente legate due cose: fuochi d'artificio e processioni di santi.
Io è da quando sono nato che assisto a fuochi d'artificio in tutte le provincie e in tutte le città dell'isola, anche le più scalcagnate.
E dico la mia: perché invece di continuare a sperperare denaro in queste balorde e costose luminarie non lo spendete per riparare strade, rifare muretti alle campagne, riparare acquedotti degli anni Trenta ?

La notte del 15 agosto c'è stato un terremoto che ha fatto tremare le case nel raggio di 40 chilometri. Tutti dico tutti sono usciti fuori dalle case. Anche noi dopo la scossa ci siamo precipitati fuori e udite udite cosa vedo cinque minuti dopo il sisma al di là della montagna ?

Bagliori di fuochi d'artificio!

Sarò leghista, sarò fascista, sarò intollerante, sarò incazzato, ma perdonate:
Questa non è voglia di far festa - questa è deficienza totale senza appello.

sabato 10 agosto 2013

Caldo e lavori d'agosto

Vivere in decrescita non significa alzarsi freschi e riposati alle 9 del mattino, fare una colazione stile Mulino Bianco e bearsi del canto degli uccelli. Significa anche farsi le cose da sé coinvolgendo il meno possibile maestranze costose. Esperienza di manualità, ma anche faticaccia infame a impastare cementi, stuccare, ritoccare, verniciare, levigare ecc.

lavoriamo dalle sette del mattino alle sei di sera a fare tutto questo per rinnovare la casa di campagna abbrutita da decenni di abbandono e malora. A molti sembra facile, la parola magica: "ma perché non ristrutturate ?"

in parte lo stiamo facendo, e ogni volta che tocchi qualcosa sono problemi e soldi da sborsare. Una casa di 150 anni fa con tutti i pregi e i difetti dell'età e della struttura. A Lupolibero si lavora sodo e non mancano i momenti di sconforto; l'estate, il caldo, la fatica appesantiscono tutto. Ma è questo quello che volevo ? Ma è qui che voglio vivere ? Ma non era meglio comprare un bivani in Trentino e stare tranquilli a girovagare al fresco delle Dolomiti ?

Interrogativi che sono come ombre, ma che alle sei della sera svaniscono in quella che io chiamo rubando il termine a Perotti: l'ora dell'ebbrezza.

L'ebbrezza del sole che scompare dietro la montagna portandosi via il maledetto caldo, e l'acqua che riempie l'orto assetato. Il profumo dell'orto che ha ricevuto l'acqua e la sorpresa di vedere un cetriolo gigante nascosto dalle foglie, e i nostri pomodori, rossi, sodi, dolci come MAI nella mia vita ne avevo gustati.

Ognuno nel corso della propria giornata dovrebbe inventarsi l'ora dell'ebbrezza. Quello stato in equilibrio tra la tranquillità e l'esaltazione; uno stato emotivo instabile e fugace, personalissimo. E infinitamente prezioso, indispensabile per riconciliarsi con se stessi. Almeno per un po'.

tinteggiatura della parete dello stanzone

dormite in condizioni precarie

tavolini sgangherati da restaurare

fiori della zucca

mimetismo animale

il nostro oro