mercoledì 21 agosto 2019

Rosso pomodoro e apice dell'estate.









L'estate è al culmine e sono maturati i pomodori. Le new entries di quest'anno sono le varietà costoluto e cuore di bue, che non avevamo mai piantato. Le immagini parlano da sole quanto ai risultati. 







Maturi anche i cetrioli, che non si riesce a stargli dietro. Le piante innaffiate quasi ogni giorno ne producono a più non posso:







Abbiamo raccolto un po' in anticipo delle mele per sottrarle all'attacco di uccelli e insetti. Le abbiamo adagiate in una cassetta di legno sopra uno strato di paglia e quindi ricoperte con un panno di cotone. La speranza è che sviluppino sufficiente etilene da maturare per fine settembre.











Ieri abbiamo raccolto oltre due chili di more. Grazie a un lungo utensile a cesoia della Fiskars ho potuto per la prima volta raggiungere frutti apicali a oltre 4 metri d'altezza.
Con il raccolto abbiamo subito realizzato vasi di profumatissima marmellata al 40% di zucchero:







La sera si dipingono tramonti su isole lontane. La mattina il sole è più dorato - in qualche modo ha già certe tonalità dell'autunno. 
Faccio sempre un giro nell'orto alle 7. Qualche uccello fugge spaventato dagli alberi; la terra emana profumo di erba secca. Un'altra giornata sboccia in quest'angolo di mondo, nel flusso della vita, che mi illudo per un attimo risulta lontano, immune alle montagne di scemenza e agli orizzonti di follia del cosiddetto "mondo esterno/reale".


NON E' CHE IO VIVO FUORI DAL MONDO COLTIVANDO
BUCOLICO EDONISMO E INCONSAPEVOLEZZA.
E' CHE SE DOVESSI SCRIVERE ALTRO CHE NON
SIA CICLOTURISMO, ESCURSIONISMO E VITA DI CAMPAGNA,
FINIREI DENUNCIATO E IL BLOG VERREBBE CHIUSO.

PERCIO' MI IMPONGO DI NON SCRIVERE DI "ALTRO".
E MI COSTA PARECCHIA FATICA.

Torniamo al bucolico:


Tramonto ripreso dalla finestra



Alba nell'orticello alle 7 di mattina



Post Scriptum: per festeggiare una ricorrenza, il 12 agosto ho acquistato una cassata siciliana tradizionale.
Tutto, in Sicilia, oscilla tra squallore e sublime senza le mezze misure.
Ecco perchè la Sicilia è difficile da comprendere.

Quanto a sublime, la cassata vi appartiene appieno - questo è certo.








giovedì 15 agosto 2019

Un breve viaggio estivo in bici e tenda sui Nebrodi.




Da un mese e mezzo non uscivo più in bici - vuoi per i lavori agricoli vuoi per il caldo. L'occasione per ritornare a pedalare si è presentata ieri 14 agosto con l'invito a una grigliata serale a casa di amici che hanno di recente acquistato un vasto terreno sui Nebrodi.

Così, dopo aver caricato la bici con lo stretto necessario sono partito per un mini viaggio ciclistico nel paesaggio di montagna reso giallo dall'erba secca e punteggiato dalle testimonianze del duro lavoro dei pastori, come i capanni di pietra circolari:



La vastità del paesaggio dei Nebrodi in località Polverello, m.1200




Uno dei numerosi capanni di pietra che si trovano in 
quest'area specifica dei Nebrodi. Erano utilizzati dai pastori 
come riparo dalle intemperie, essendo il clima parecchio variabile
a queste quote.




Giunto alla campagna dei miei amici, ci siamo goduti una cena 100% vegana al fresco della sera sotto una tettoia:








Avendo collocato la tenda in un punto panoramico della proprietà ho assistito al sorgere del sole alle sette del mattino sorseggiando un caffè e provando per un po' quella meravigliosa sensazione dell'essere "in viaggio".




sopra e sotto:
il sole sorge sui Nebrodi mentre
faccio colazione







L'accampamento ha fornito l'occasione per provare per la prima volta il sacco a pelo da mezza stagione del Decathlon modello Forclaz 500 Light, un sintetico con limite di comfort di 10 gradi.
Leggero e poco voluminoso - questo primo test mi ha lasciato più che soddisfatto.









Nelle due foto in alto: il sacco a pelo
Forclaz 500 Light del Decathlon,
una buona scelta per la mezza stagione





Alle 9 del mattino del 15 agosto ho salutato gli amici e ripreso la strada. La risalita verso il passo di Favoscuro mi preoccupava un po' essendo fuori allenamento da quasi due mesi, ma tutto sommato le gambe hanno lavorato bene.
Merito anche della bici con pochi bagagli e del rapportone posteriore da 34 denti.









Intorno alle 10 e trenta sono tornato al punto di partenza. Le strade che normalmente da queste parti hanno un traffico scarso se non scarsissimo iniziavano ad animarsi di comitive motorizzate ansiose di consumare il Ferragosto.
Questo micro viaggio è stato bellissimo e mi ha ricordato che la bici esiste per essere usata. Bastano poche cose per evadere in mezzo alla natura e tornare a casa con belle fotografie e un'esperienza in più.

Credo che dai primi di settembre in poi incrementerò queste uscite con tenda, sempre gratificanti tanto più che si snodano tra le "mie" montagne.
A presto allora.







15 agosto 2019: al valico di Favoscuro, Nebrodi - m.1250





sabato 3 agosto 2019

Si può viaggiare "semplicemente" ? Senza strombettare l'ideologia di cui si è schiavi ?








E' possibile viaggiare, SEMPLICEMENTE, godendo e fotografando la Bellezza ?

E' possibile farlo senza il bagaglio ideologico del politicamente corretto ? Senza recitare il mantra del "mondo denza frontiere", dell'accoglienza, del sacro-migrante, delle colpe eterne da espiare - noi cattivi ricchi privilegiati ex colonialisti ?
E' possibile viaggiare senza ogni volta fare l'apologia del terzo mondo, narrando la sua innocenza in contrasto a quanto noi della "White Supremacy" siamo corrotti e cinici ?

E' possibile smetterla di farsi la foto accanto al murale sull'ex muro di Berlino con la bici carica di bagagli e approfittare del soggetto per la solita eterna sviolinata sulle meraviglie di una presunta "società aperta e multietnica" ?

E' possibile fotografare la Bellezza e basta, e finirla una buona volta con le altrettanto ossessive considerazioni sull'impatto dell'uomo, sul cambiamento climatico, sulla CO2 e i CFC e lo scioglimento dei fottuti ghiacciai e bearsi nel contempo degli altri due orsi avvistati sulle montagne della Bergamasca, dei lupi che ripopolano l'Appennino (che tanto poi chi se ne frega - mica siamo noi gli allevatori), degli squali bianchi che stanno ripopolando il mare del Canale di Sicilia pensando che ogni avvistamento serva a redimerci in merito al debito nei confronti dell'ambiente ?

E' possibile viaggiare, SEMPLICEMENTE, senza postare foto e testo in cui si proclama la propria natura bisessuale, la teoria no-gender, la propria sessualità "fluida", il proprio credo femminista, riuscendo chissà come a metterci dentro anche una strizzata d'occhio alla Resistenza partigiana (che male non fa...) e posando accanto a un furgone Wolkswagen con il simbolo Peace&Love in abito a fiori da finti hippie del terzo millennio ? Riesci a farlo, cara: di evitare queste buffonate ?

E' possibile finirla di sbandierare vegetarianesimo e veganesimo a 360 gradi, come se ogni germoglio di soia che si mangia al posto del petto di pollo costituisca un mattone in più sulla radiosa strada della redenzione dell'uomo inquinatore-consumatore-assassino-cancro del pianeta ? (l'uomo bianco e occidentale, beninteso).

E SMETTERLA DI SMERDARE PERSINO UNA BELLA COSA COME IL CICLOTURISMO CON QUESTE PAGLIACCIATE ANTIUMANISTE ?

Ecco, io penso che quando ci si libera del fardello ideologico sessantottino, incancrenitosi poi negli anni 70 e giunto a maturazione sino a noi con la sua costellazione di metaboliti, e SEMPLICEMENTE si gode il mondo senza tutti questi proclami da decenni preconfezionati da una certa "kultura", FORSE a quel punto si è veramente liberi - e veramente "se stessi".








lunedì 29 luglio 2019

Un po' di olio.









La scorsa settimana si è fatto un gran parlare della scomparsa di Camilleri. A me i suoi libri non mi hanno mai entusiasmato, francamente. E credo che il 90% del successo della serie televisiva di Montalbano sia più che altro dovuto al paesaggio di Sicilia, amplificato dal mezzo cine-televisivo, che non alle trame dei "gialli" in quanto tali, spesso nebulose e di poco spessore.

Non è mancato l'episodio-propaganda sui migranti, molto gradito dalla sinistra radical che ovviamente ha fatto di questo scrittore un mito, con note di elogio tali da far apparire Dante Alighieri uno scribacchino illetterato.

Anzi ora smetto di parlare di Camilleri, chè già le sette righe sopra bastano e avanzano.




Parlo invece di uno scrittore che da sempre occupa il primo posto nelle mie letture: Ercole Patti.
Figlio di benestanti, catanese, un esteta assoluto. Le cui pagine ispirate hanno un solo filo conduttore: il godimento che viene dalla Bellezza della campagna siciliana e delle sue risorse.
L'Etna, i limoni, le scogliere di pietra lavica, le albe in campagna, la malinconia dell'autunno - stagione preferita di Patti - emergono vive e reali nei suoi romanzi, eppur parte di un tempo andato.

Possiedo diversi libri cartacei di Ercole Patti, e uno di questi - Diario Siciliano - è una sorta di Bibbia che ho riletto innumerevoli volte e che non cederei mai a nessuno.
Si tratta di 34 racconti che coprono un arco di tempo a ritroso dal 1974 al 1931.

Uno dei più belli è intitolato Un po' di olio (novembre 1969).









Sono andato a controllare i cinque ulivi secolari che si trovano in basso nella proprietà. L'ultimo olio significativo lo hanno prodotto nel 2015. Nel 2016: annata scarsissima ovunque; nel 2017: annata media, meno di metà olio; nel 2018: le olive sembravano ottime poi un in insetto le ha attaccate e distrutte tutte dalla prima all'ultima già a giugno.

Quest'anno le olive sembrano esserci. Spero che a novembre potremo fare un buon olio, dato che di quello di due anni fa me ne è rimasto poco.



Le olive di quest'anno arriveranno a maturazione?



Ercole Patti.

"Ho fatto raccogliere le olive dei pochi vecchi alberi che circondano la mia casa per cavarne un poco di olio. Nell'aria autunnale fra l'erbetta fresca ancora bagnata dagli spruzzi di pioggia del giorno prima le olive cadono strappate dalle mani del contadino; sul telo di nailon disteso sotto l'albero risuonano con piccoli rumori sordi come una soffice grandinata. [...] Riunite le olive in due grossi sacchi le portiamo all'alba al frantoio del paesetto vicino. Nel frantoio tra lo sfolgorio di vivide lampade mattituine naviga l'odore forte delle olive macinate. Le due massicce ruote della macina girano su se stesse triturando polpe e noccioli.[...]
L'odore dell'olio nuovo piglia alla gola con una forza inebriante. Ogni cosa nell'ampio camerone è imbevuta di questo potente e sano sentore che riempie le narici e sembra attraversare i vestiti e le suole delle scarpe.
Carichiamo nell'auto la nostra damigiana di olio verde che ci servirà fino al prossimo raccolto. [...].
L'odore possente del frantoio arriva sullo stradale e vi ristagna; e le macchine che passano coi vetri abbassati ne raccolgono un po' e se lo portano via per qualche centinaio di metri".




Nella mia campagna, sui bassi Nebrodi.

Il 7 novembre di quattro anni fa mi alzai prima dell'alba per raccogliere le olive dei miei alberi - io e i miei vicini. Abbiamo disposto i teli sotto le grandi piante, mentre il sole spuntava dalla cresta della valle. Con lunghe pertiche di legno abbiamo fatto grandinare a terra le olive minute - le antiche olive dei Nebrodi. 
Abbiamo mangiato un panino distesi sull'erba verdissima. Il carico di olive lo abbiamo messo subito in grandi sacchi e portato al vicino frantoio a metà pomeriggio.
La macchina del frantoio è una supercentrifuga in grado di separare efficacemente solidi e liquidi.
L'olio verde e nuovo colava infine dentro il recipiente di metallo, e sapere che era il "mio" è stato emozionante.

Gli odori e l'atmosfera del frantoio erano identici a quelli descritti da Ercole Patti nel suo racconto.



 


sopra e sotto:
bacchiatura delle olive nel mio terreno
durante la ricca annata olearia del 2015







E adesso si attende.

Che dire ? Spero che quest'anno il miracolo si ripeta. Miracolo di Bellezza che in qualche modo rimanda agli antenati che piantarono questi alberi, forse tre o quattro secoli fa.
Ci sono tante ciclicità nella vita di campagna.
Ma quella dell'olio, nella cornice bellissima e malinconica di novembre, è quella che a me piace di più.
 











venerdì 26 luglio 2019

Agro redento e piaceri della vita.







Anche quest'anno è fatta ! Abbiamo terminato di pulire il terreno e prepararlo alla raccolta delle nocciole, che avviene di solito da metà agosto in poi.
Ieri massacrante atto finale di lavoro, dalle 7 e 30 di mattina alle 19. La decespugliatrice urlava pietà ma volevo finire -

Tutti i terrazzamenti puliti a tappeto, l'orto innaffiato e diserbato, il magazzino ex stalla rispolverato, le crescite dei noccioli tutte tagliate e acatastate sino all'ultima pianta.
Metri e metri cubi di materiale vegetale di risulta ora riposano in sette aree di accumulo.





sotto: l'ulivo con sedile dove mi reco tradizionalmente
la sera dopo cena








Da questo momento in poi rimangono solo piccole incombenze ordinarie; d'ora in poi me la godo !
Posso leggere, passeggiare, recarmi in paese per una granita, provare a cucinare qualcosa di nuovo:


Patate nostrane con yogurt greco, pepe nero e menta




Involtini di pesce spada con nostri cetrioli, limoni,
ravanelli e menta






sopra e sotto:
pesto con il nostro basilico a foglia larga
e fusilli integrali al pesto








Oltre alle immancabili arance ("ma in Sicilia ci sono le arance a luglio?" - faccio prima a dirti cosa NON c'è in Sicilia, amico mio...), stanno arrivando battaglioni di prugne e pere:










A breve arriveranno legioni di fichi bianchi e neri - gli alberi sono stracarichi. La terra adesso dà, porge, offre.
In barba a tutti gli scettici/inetti/accidiosi.
La terra dà e io raccolgo.

Oggi sono andato a mare.
Sul presto, che alle 10 ho già finito il bagno e ho lasciato la spiaggia in direzione di una certa pasticceria che conosco - scoperta per caso anni fa. La migliore in cento chilometri di costa.
Dove preparano una granita ai gelsi neri da svenire. E gelati indescrivibili - gelati che hanno "una marcia in più".

Una volta una mia ex collega lombarda disse che la pasticceria siciliana era una delusione/schifezza. Lei aveva provato un dolce di qualche tipo comprato all'aeroporto (!) e si era convinta di questo.
Mi viene da ridere ripensandoci, mentre affondo nel piacere di questa granita.

Di quante stronzate si convince chi non sa, chi non viaggia, chi non vede, chi non prova, chi NON VIVE. Certe cose non sono per tutti.
Vai in pace figliola/o, ti lascio con le tue "convinzioni".
La favoletta della volpe e dell'uva è simpatica, ma sempre molto triste.




Al centro: granita ai gelsi neri;
a sinistra: gelato "oro di Sicilia"




lunedì 15 luglio 2019

Decespugliatrice, orto e legna - una breve pausa dopo il temporale.








I temporali devastanti hanno lasciato il nord Italia e hanno sfiorato la Sicilia stamattina presto. Pioggia medio-forte nelle prime ore del mattino e forse una breve grandinata, ma nulla di eclatante. Le olive non sono state danneggiate.

Dato che la terra è bagnata e gli alberi pure ho approfittato per fare un po' di manutenzione alle due macchine senza le quali non si governa nessun terreno degno di questo nome: decespugliatrice e motosega.
Dopo anni ho finalmente reperito un filo per decespugliatrice che non si rompe praticamente mai. Si tratta del filo della Forestal a sezione quadrata; lo spessore è di 3,0 mm va bene per una macchina da 35cc come quella che possiedo - non si dovrebbero impiegare spessori maggiori perchè il numero di giri del motore diminuisce sotto sforzo, e conseguentemente vanifica l'efficacia del taglio (data anche dalla velocità del rotore).

Anche i coltelli della Forestal sono ottimi; li uso da anni. Hanno una superficie maggiore che "sposta" meglio il materiale tagliato e non si deformano quando subiscono urti contro ostacoli come pietre, muri eccetera.



A sinistra: il coltello per decespugliatore della Forestal,
molto più ampio e indeformabile rispetto ai coltelli tradizionali




Il coltello consente di tagliare materiale più spesso e legnoso rispetto al filo, es. i rovi. - il grado di frantumazione è minore rispetto al filo ma pur sempre elevato, se l'operatore conosce la tecnica giusta. Inoltre il coltello consente di consumare meno carburante rispetto al filo.

Usando il coltello si proiettano di quando in quando pietre che vengono scagliate con violenza anche contro le gambe. Fare gli spavaldi e non usare i parastinchi NON PAGA. Io ne indosso due che ho reperito al Decathlon nel settore "gioco del calcio". Costano pochi euro ed evitano di frantumarsi le ossa come mi stava succedendo diversi anni fa.



Parastichi e coltello per decespugliare






Ho fatto un giro nell'orto ancora grondante d'acqua. Gran cetrioli ormai in pieno regime:












I pomodori hanno superato la terza barra di canne e stanno preparandosi per la festa:






Pomodori Cuore di Bue



Pomodori Murano



Il primo pomodoro quasi maturo





Con la pulizia del noccioleto siamo arrivati al 60%. Manca la parte più in alto, quella panoramica. Abbiamo tolto le crescite agli alberi e rimosso i tronchi vecchi e rotti dal vento.






sopra e sotto: due scorci del noccioleto
preparati per la raccolta







Ho messo da parte un po' di legna di nocciolo per farla a pezzi a fine settembre, quando farà più fresco. Come sempre la riporrò in legnaia a iniziare la stagionatura.
C'è un odore inebriante di legna, in quel locale che parla di autunno ancora lontano, e di stufa.

E proprio riguardo ad essa, la stufa, il prossimo autunno ci sarà una sorpresa...


 Legname accatastato in attesa di lavorazione



La mia meravigliosa legnaia,
da cui attingo in autunno