lunedì 29 agosto 2016

Sempre immersi nel multitask, mai rilassati, ignorando i dettagli della vita.



Spaghetti Rummo no.3 con pomodoro Murano fresco, basilico appena colto, spolverata di peperoncino e olio d'oliva Minuta dei Nebrodi annata 2015, tutto di nostra produzione.




      Nella stagione calda, in genere tre-quattro volte al mese vado al bar alle 10 del mattino a prendere una granita. I tavoli si trovano all’aperto sulla strada principale, sotto vecchi alberi che fanno ombra. Quest’anno viene servita anche la granita ai gelsi neri, che a me rammenta lontane estati passate sull’Etna. Gli altri gusti sono limone, caffè ( che non prendo mai ) e fragola. C’è ancora gente in giro, tanti forestieri; si sentono accenti romani, settentrionali e siculo-australiani, dato che qui c’è stata nel passato un’emigrazione massiccia verso la terra dei canguri.

     Eppure, sono uno dei pochi avventori concentrati esclusivamente sul piacere della granita. Quando mi viene portata al tavolo, mi piace osservare la condensa che si forma sul bicchiere, il colore della brioche, i semi dei gelsi dispersi nel ghiaccio tritato fine. Mi piace osservare anche chi passa; chi posteggia, chi esce con il giornale o le sigarette, chi rallenta e si ferma alle strisce pedonali, chi prosegue imperterrito rischiando di travolgere la ragazza che serve ai tavoli, dato che il bar e l’area di consumazione sono separati dalla strada; mi piace osservare la maglietta della ragazza con stampata sopra la faccia della fidanzata di Topolino, e intuire il suo seno florido;  mi piace osservare quel settantenne pensieroso che fuma la 273549esima sigaretta della sua vita, seduto in disparte; e il palazzo appena dietro con le porte e le finestre di legno sprangate e i balconi in ferro battuto privi di ballatoio, e immaginare chi ci viveva ai tempi del Duce; e per contro, le tovaglie da mare stese sul balcone opposto, tra le quali una con su scritto ‘Le isole della Sicilia’, con i colori consumati dal sole.

     Quasi tutti gli altri clienti seduti ai tavoli, invece, sono impegnati in altro - che poi consiste nel digitare chissà cosa sullo smartphone o nel parlare al telefono. Sembrano tutti tanti Sergio Marchionne, gli uomini – e tante Emma Marcegaglia le donne: stiamo-conducendo-importantissimi-affari-reggiamo-noi-le-sorti-d’Italia. Tutti a condurre esistenze multi task del tipo:

 - Mangio o bevo svogliatamente e nello stesso tempo cazzeggio con lo smartphone

 - Guido e fumo e nello stesso tempo parlo al telefono

 - Cammino e nello stesso tempo cazzeggio ( sì, di nuovo ) con lo smartphone, sollevando ogni tanto lo sguardo giusto per non sbattere la fronte contro un palo

E via dicendo.

Tutti distanti dal momento, dall’adesso, dal presente, dal dettaglio. Mai rilassati, neanche in vacanza. Tutti a perdersi i micro particolari della vita, che – ove ci sia la sostanza, pure – la rendono degna di essere vissuta.

     A me invece piacciono i dettagli. I colpi di scalpello su una pietra di 150 anni fa; la ruggine su quel particolare punto del mio pergolato, l’odore di fiori che arriva alle 18 di sera da chissà dove, le foglie dei noccioli ormai opache, stanche; il colore dei ceppi dove ho tagliato la legna due mesi fa; il rosso dei miei pomodori appena tagliati sulla pasta e il fatto che il sole scompare un po’ prima dietro la montagna, il che è segno che un’altra estate, lentamente ma inesorabilmente, se ne sta andando.

Sì, mi piacciono i dettagli della vita. Che peccato perderseli, sempre chini sui touchscreen.
Che peccato.  



sabato 27 agosto 2016

La stessa cosa, ma un po' diversa.



Melenzane e pomodori Murano con basilico di nostra produzione.


Caldo umido, oggi. Le 7 del mattino e la luce che entra, invadente. Le nocciole da raccogliere, cinque-sei-sette ore chinati. La radio racconta di code, incolonnamenti, rientri di massa. Snocciola tutta la geografia di un'Italia che si riavvolge come il nastro di una musicassetta. Di nuovo.

Me lo ricordo il mio rientro in auto fatto tempo fa, come tutti, in un'altra vita.
Le curve da incubo della Calabria, verso nord. La Toscana, dove all'andata avevamo dormito in un agriturismo - e al rientro attraversata senza guardare neppure fuori dal finestrino, invece - sino alle code storiche come quella di Barberino del Mugello. Poi il cielo, il suo colore sempre meno vivo, meno blu e più opaco, presago della pianura lombarda.

Io con milioni di altri. Milioni di culi poggiati per ore sui sedili, a riavvolgere emotivamente le brevi vacanze.
I commenti sui parenti, le incomprensioni, il piacere di dire "ma sì, ognuno a casa sua", il dispiacere di aver rivisto solo per poco le persone degne di stima. E le soste agli Autogrill stracolmi. Me ne ricordo uno, ma non saprei dire dove. C'era una ressa inverosimile al banco del bar e questo tipo mingherlino, con gli occhialini metallici e la faccia da milanese, ancora palliduccio, che cercava di farsi largo tra la folla, con due mocciosi che lo tormentavano e che davano di matto; uno era tenuto in braccio, l'altro gli stava attaccato ai pantaloni e piangeva come un disperato. E il milanese chiese un bicchiere di latte caldo, e la barista glielo diede. E ricevuto il bicchiere si lamentò che era troppo caldo, e allora stizzito si fece dare un altro bicchiere, dopo che il contenuto di quello precedente fu interamente buttato nel lavandino. E io pensai allo spreco, e a tutta l'infelicità e l'assurdità di quella situazione.

E pensai anche che ecco, quel tizio era esattamente quello che io non volevo essere.

La vacanza finiva con il "giorno cuscinetto", quello che serve per rimettere a posto le valigie, riabituarsi all'idea che la breve fuga è finita e prepararsi alla notte insonne e tormentata che precedeva il rientro vero, il peggiore, quello alla vita di sempre. Stop e fine del riavvolgimento.

Play, adesso, e il nastro scorre di nuovo. Lo stesso, con la stessa musica - a meno che non si abbia in progetto di imbattersi in un punto nodale, dal quale "si cambierà", forse.
... ... ...

Alle 8 inizio a raccogliere le ultime nocciole di quest'anno. Come ho fatto gli anni scorsi.
La stessa cosa, ma un po' diversa da prima, perchè sono di un anno più "vecchio".
In un'altra vita, che è sempre la mia, ma anche questa - un po' diversa da quella di prima.
Che mi piace molto di più.


Melenzane e Pecorino locale con olio di oliva Minuta dei Nebrodi e prezzemolo.

martedì 23 agosto 2016

Indegni di nascere, certuni, e di esistere.



Stavolta non ci sono foto, perchè non c'è niente da documentare, solo rabbia. E chi non ha il tempo o la voglia di leggere vada a fare qualcos'altro, se vuole.
Rabbia e adrenalina e voglia di menare le mani. E niente foto.


      L'auto davanti a me, nera e lucida con quattro stronzetti dentro, due maschi davanti e due cagnette brune dietro - fresche di estetista, tutti sui vent'anni. Un sacchetto di immondizia che pende dalla mano di uno di loro sulla destra, enorme e gonfio di piatti e bicchieri di plastica e bottiglie di vetro e forse preservativi usati da questi porci, che appena fuori dal paese lo lanciano verso la bella  staccionata di legno che costeggia un vecchio agrumeto, dove esso ( il sacchetto ), si apre disperdendo il contenuto alla gran più bella -

Io che assisto in diretta, appena dietro, alla scena - e apro il finestrino e urlo con tutto il fiato che ho PORCI, FATE SCHIFO, STRONZI. Le due cretine dietro che si girano a guardarmi e io che gli mostro un pugno chiuso sulla fronte - e procediamo così per altri due chilometri; poi io che svolto per dove devo svoltare, urlandogli MERDE, e loro che si fermano e mi insultano, e poi non li vedo più, ed è meglio così perchè li avrei presi a bastonate se avessi potuto.

Perchè ne ho le palle piene di sentire blaterare stronzate tipo l'educazione, ed è colpa della scuola, ed è colpa della famiglia, e con la violenza non si risolve niente, e cercate di coltivare l'amore, la comprensione, la bontà, e che "sono solo dei ragazzi".

Appunto, solo dei ragazzi. Non dei tamarri analfabeti su una 127 sgangherata, ma giovani ben vestiti e con una bella macchina.

Non è possibile reprimersi in eterno, ed è vero ( non è una frase mia ). No, non ho esagerato a urlargli dietro, ho fatto quasi la cosa giusta. La cosa completamente giusta sarebbe stata stenderli sull'asfalto e farli tornare indietro a raccogliere il sacco di immondizia.

L'unica azione costruttiva che avrebbero potuto fare dalla loro nascita.
Ero disposto ad ammazzarli a schiaffi e pedate, quei quattro deficienti partoriti da chissà quale cagna.

Che futuro, che Paese, che gente -

Che schifo.


 

domenica 21 agosto 2016

Chi fa da sè fa per tre. Campa meglio e risparmia.







      In un continuo frinire di cicale al mattino, e in un tormento di zanzare il pomeriggio ( oh, come amo l’estate !), stiamo raccogliendo le nostre nocciole, e abbiamo già quasi superato i trecento chili. Raccogliere da sé i prodotti della propria terra senza coinvolgere maestranze esterne è la cosa migliore che si possa fare.

      L’anno scorso fu un’annata ricchissima per tutto, anche per le arance. L’iperproduzione la affidammo a una ditta di raccoglitori che si presentò spontaneamente per il lavoro. Arrivarono tre uomini sulla cinquantina e un ragazzo. Fummo accoglienti con loro sin dall’inizio, offrendo caffè e bevande fresche, dato che faceva un caldo della malora. Iniziammo a conversare con il ragazzo, che da subito ci raccontò particolari della sua vita faticosissima e travagliata, fatta di levatacce alle 4 del mattino e intervallata da ancora più duri periodi di lavoro all’estero, come manovale in Belgio ( dove si sa, gli italiani sono sempre stati trattati da signori ). Questa conversazione andò avanti per un po’ sino a quando il giovanotto cambio musica e iniziò a fare domande precise e mirate: ‘qual era il vostro precedente lavoro ?’ – ‘ma cosa fate adesso esattamente ?’ – ‘quanto vi è costata questa proprietà ?’- 'ma la Micra che c'è posteggiata lì è la sola macchina che avete ?' ecc. - il tutto con una spudoratezza senza limiti: adesso va bene tutto figliolo, ma... ci conosciamo da dieci anni o da poco più di due ore ? Farti un po' i cazzi tuoi è un'idea così malvagia ?

     In realtà tutte queste domande rispondevano a un solo fine ben preciso: la sua testolina di semianalfabeta ma molto sveglia per l’argomento denaro, cercava di soddisfare l’equazione preconcetta che si era fatta di noi di presunti ricchi-milionari-nullafacenti-proprietari terrieri-capitalisti-padroni. In pratica cercava di “prenderci le misure”, come fanno i sarti.
La cosa ci diede immediatamente fastidio e tutta la nascente simpatia svanì di colpo. Lo lasciammo al suo lavoro e tanti saluti.

   
     Mi è capitato altre volte, anche in altri contesti, di imbattermi in persone di questo tipo, e il modello comportamentale è sempre lo stesso. All’inizio recitano il ruolo di povere vittime, distrutte da una vita ingrata di stenti e fatiche, poi iniziano a sondare e analizzare chi sei, chi non sei, quanto hai e quanto non hai. Sotto sotto covano un'invidia marcia verso chi secondo loro sta, di fatto, più in alto ( lo so, è brutto dirlo ) in termini di denaro o anche di cultura, o tutt’e due le cose insieme.

Non fidatevi. Come al solito sembrerò classista, ma… ecco che arriva il mio consiglio gratis #1: se e quando avete a che fare con maestranze di ogni genere non sbottonatevi e mantenete un profilo basso; NON DATE CONFIDENZA a chi non la merita, e poi utilizza le informazioni a vostro danno.

E il consiglio gratis#2 ? Se appena potete, in campagna come in casa o qualsiasi posto, cercate di fare il più possibile a meno degli altri. Sarà che ho una pessima opinione del genere umano, sarà che sono cattivo e sospettoso, ma ogni volta che ho risolto le cose con le mie mani, ho campato meglio e molto più sereno. E visto che ho toccato l'argomento denaro: ho anche risparmiato, con molto molto piacere. Come l'anno scorso, sempre, quando ho riparato da me lo scaldacqua a gas: era solo una schiocchezza, ma non ho fatto intervenire l'idraulico di qui. Un altro di quelli che a fare i conti in tasca... te lo raccomando !
















mercoledì 17 agosto 2016

I TAMARRI SONO FUORI DALLE PA....E !!!!!





Alla GRANDE !!!
Se scrivere su un blog vuol dire anche condividere, ebbene lasciatemi condividere con voi tutti questa gioia immensa, questa notizia che mi è stata appena comunicata: una nostra cara vicina di casa del nord Italia ci ha appena telefonato informandoci che una famiglia di tamarri che infestava da anni uno degli appartamenti del complesso dove abitiamo ha ricevuto lo sfratto e se n'è andata fuori dai cogl....iiiiii !!!!!!!!!!!!!

Questi zaurdi ( = tamarri ) erano gente di un'ignoranza cosmica, direi rara, NATA per far casino e dare fastidio: dalla musica ad alto volume di cantanti napoletani dalla voce nasale, al loro CANE DI MERDA, brutto come la fame, piccolo e color pece, che abbaiava per ore interminabili senza che gli dicessero nulla, ai pacchi di sigarette Chesterfield che trovavo a decine e decine e decine buttati per strada, e che io volontario civico raccattavo imprecando; senza contare le urla, le feste, le risate sguaiate, le macchine posteggiate alla "come cazzo mi pare" e mille altre stramaledette cose.

Se le inventavano tutte per dare fastidio, queste zecche malefiche venute dalla provincia di Salerno. E ora, ORA SONO FUORI DALLE PALLE - dio, non riesco a crederci !

Perchè scrivo questo post, allora: lo scrivo perchè sono contento, e questo è ovvio. Ma anche perchè ogni tanto percepisco che qualcosa nella vita va davvero a posto, io che non amo il caos: perchè vedete,  l'ho sempre detto - e non me ne frega niente di passare per classista: attenzione perchè questo è un concetto importante:


L'incremento del benessere individuale cioè i soldi in tasca, per molta-molta-moltissima gente non è andato di pari passo con l'incremento di cultura e senso civico: certuni, zingari sono e zingari restano. Il problema è che hanno il denaro per abitare dove non gli compete, cioè in contesti signorili. Dovrebbero abitare nei campi nomadi o nei quartieri popolari.
Dove purtroppo a loro volta abitano persone civili ed educate che invece avrebbero meritato di più dalla vita.


Quante cose sbagliate in questo mondo, vero ?

Ma ora rischio di cadere nel filosofico. Mi voglio godere questa gioia e basta: quella famiglia di zecche è SPARITA e sono felice. Sto sorseggiando un bicchierotto di amaro ghiacciato per festeggiare... un po' più di mezzo dito...

oh, come sono cattivo, come sono classista, come sono cinico: prendeteli voi come vicini e poi ne riparliamo-

Dormo normalmente bene. Ma stanotte dormirò ancora meglio, mi sa...

Ecco, ho finito. Ho condiviso questa gioia.
Buonanotte.

PS e non passi per la testa a nessuno di blaterare cose del tipo " è colpa dei padroni, non dei cani ecc. "; io so distinguere bene tra cani utili-intelligenti e cani idioti. Quello era un cane idiota.Come e quanto i loro padroni scassapalle. Stop.


domenica 14 agosto 2016

Una mia foto in mostra a Forlì per il progetto Totally Lost.






Nel mese di Ottobre 2014 ho fatto un indimenticabile viaggio fotografico all'interno della Sicilia allo scopo di documentare alcuni borghi rurali abbandonati edificati nel periodo fascista, o successivamente a questo -

Una mia fotografia scattata in quell'occasione è stata selezionata e scelta per partecipare alla mostra tematica sulle architetture dei regimi totalitari del Novecento, mostra che si terrà il prossimo mese di Settembre 2016 in provincia di Forlì; il link diretto sul progetto, completo di dettagli e date di esibizione si trova in questa pagina.

Non so se vincerò un premio, ma sono già lieto e soddisfatto che qualcuno abbia apprezzato il mio lavoro.

Chi fosse interessato a rivivere le pagine fotografiche sul mio viaggio in Sicilia di due anni fa attraverso i borghi rurali, può visitare queste pagine:

1) Introduzione.
2) Prima parte del viaggio.
3) Seconda parte del viaggio.

per il resto, buon Ferragosto a tutti e soprattutto ai gestori del Blogger di Google, che ringrazio sempre per il loro lavoro e per la possibilità offertaci di esprimere liberamente la nostra vita sulle pagine del web.
 

domenica 7 agosto 2016

A piedi per sette ore sulle piste dei Nebrodi. Dove scopro un Paradiso nascosto.





Guardate la foto sopra: sembra il Trentino, vero ? Lindo, perfetto, ordinato, tranquillo, profumato - non una sigaretta per terra, non una cartaccia. Invece l'ho scattata in Sicilia.

Nel corso dei miei vagabondaggi per l'isola ho sempre notato come la cura e la civiltà, così come l'incuria e l'inciviltà, fossero distribuite a macchia di leopardo, secondo una mappa del territorio dettata di volta in volta dalle singole amministrazioni locali, dalla buona volontà, da sotto-isole di cultura, senso civico e - sicuramente - risorse economiche.

Mi è capitato di passare per strade costeggiate da muri di rifiuti simili a quelli visti in certi film del Sudamerica: ad esempio nell'entroterra della provincia di Palermo -
Ma ho percorso altre strade, nel centro della Sicilia stessa - che più centro non si può - talmente pulite e dall'asfalto perfetto da  fare concorrenza a quelle austriache -
Ci sono paesi perennemente sporchi in tutte le stagioni -
Altri paesi, nell'interno, dove sulle strade potresti mangiare per terra - come Troina, in provincia di Enna.
La metropolitana di Palermo, eppure: mai visti treni così puliti e puntuali al microsecondo. 

Ci sono, in Sicilia, isole di civiltà allo stato puro. Luoghi dove passi e dici: "ma allora quando le cose le vogliono far funzionare, eccome se funzionano !" -
come e più che al nord - perlomeno: come e più che nei posti più civili del nord ( Italia ed Europa ).



     Due giorni fa ho camminato sui Nebrodi molto a lungo. Sette ore a piedi tra piste, boschi e laghi e mandrie. Fino al bosco della foto d'apertura. Chilometri di pulizia e civiltà assolute sino a un posto magico, surreale, meraviglioso. Dove trovi fontane e muri ricostruiti, aree attrezzate per la sosta e il barbecue, bagni impeccabili, acqua corrente abbondante, sedili per tutti, giochi per bambini, erba rasata a tappeto, neanche un fazzolettino per terra e persino un locale sempre aperto a disposizione degli escursionisti senza scritte sui muri nè il solito repertorio di candele esaurite-bicchieri di plastica-bottiglie d'olio fetente-scatolette di tonno scadute-succhi di frutta smezzati di seconda scelta-cassetta del pronto soccorso aperta e saccheggiata. Niente di tutto questo: una stanza asettica, pulita, favolosa. Con caminetto e tavolo e Padre Pio alla parete a sorvegliare l'ordine costituito.

( e chi se frega se non siamo credenti: metteteci pure 50 quadri di Santi alle pareti: basta che sia pulito ! )


In cammino verso il Paradiso nascosto.



sopra e sotto: area attrezzata dotata di autentici Templi consacrati
al dio-carne arrosto, con rubinetti funzionanti, piastrelle nuove di zecca
e persino gli sportelli di metallo riverniciati con cura.



Il bosco di alte conifere dove gli umani mangiano e riposano.



Insomma: chilometri e chilometri di cura estrema di carattere forestale e territoriale. Un posto che quando lo vedi dici: "se tutta la Sicilia fosse così..." - un Paradiso nascosto che per una volta fa dimenticare le inefficienze, la segnaletica disastrata e tante altre cose che non vanno.

I MIEI COMPLIMENTI PIU' SINCERI: DIAMO A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE, PERDIO !



A lungo andare, finisci per amare queste strane montagne, che offrono scorci degni dello Stato del Montana, e querce secolari lungo il cammino, e fontane d'acqua freschissima, e giochi di luce in un paesaggio che sembra uscito da un  documentario sulla Patagonia -









Sono lunghe, infinite, le piste dei Nebrodi. Si intersecano tra loro in mille incroci. Che quando ormai li conosci fai il grandioso, ci ridi sopra, perchè cominci a sentire come tuo questo territorio tutto speciale.

Incontri allevatori e saluti. Devi salutare sempre se no si offendono. Sono lusingati, onorati, del fatto che ci sia chi apprezza questi luoghi percorrendoli a piedi, con fatica. No, non sono montagne fatte per le grandi masse. E spero non lo saranno MAI.


Cosa manca ancora per concludere questo post ?
Il Paradiso nascosto, vero ? Dove si trova-come ci si arriva-dov'è esattamente-come si chiama ???

Sono una persona precisa, è vero. Ho buona memoria - è vero anche questo.
Ma stavolta... I'm sorry, really really sorry: stavolta l'ho proprio dimenticato.....









giovedì 4 agosto 2016

In tenda alle Rocche del Crasto, Nebrodi. Una straordinaria location per la foto di paesaggio.





Magnifica escursione alle Rocche del Crasto. Le Rocche sono un complesso di montagne calcaree risalenti al mesozoico, poste a una quota di circa 1200 metri nei Nebrodi orientali. Sono una location spettacolare per la foto di paesaggio e costituiscono a mio modesto parere una delle mete più interessanti dell'intero parco regionale.




Contrafforti delle Rocche ripresi dal paese di Longi (ME), ad est di esse.

     Attacco la salita da Portella Gazzana, m.980, alle 4 del pomeriggio. Ho uno zaino pesante come un macigno: tenda, saccoletto, materassino e attrezzatura fotografica completa. Fa caldo più di quanto pensavo e non posso permettermi il lusso di fermarmi neanche un secondo: vengo subito assalito da tafani; quest'area è regno incontrastato di mucche, cavalli, pecore e capre, ed essendo in piena estate gli insetti molesti non mancano di certo. Ho anche indossato come sempre i pantaloni lunghi per evitare il pericolo-zecche.

Salgo di buona lena, up up up. Sino al passo che immette all'altopiano delle Rocche, dove gli insetti magicamente non mi tormentano più e dove posso rinfrescarmi all'abbeveratoio delle Sette Fontane, sempre generoso in ogni stagione.




sopra e sotto: in cammino sull'altopiano delle Rocche del Crasto;
 un'immagine molto estiva della Rocca Est, detta 'Rocca che parla' 
perchè produce una eco ritardata molto divertente.




     Indugio qualche minuto all'abbeveratoio, insieme a quattro ragazzine Scout accampate poco lontano, nei pressi del rifugio Casa del Sole; mi dicono che in totale sono in tredici - maschi, femmine, una guida e un cane. Provengono dal Lago Maulazzo e hanno percorso parte della Dorsale dei Nebrodi per arrivare sino a qui. Mi complimento e vado oltre - la mia meta è la sommità di una delle Rocche, dalla quale voglio fotografare tramonto e alba.



La postazione che trovo è davvero magnifica: in cima c'è giusto lo spazio pianeggiante per la mia tenda, e l'ambiente è assolutamente incontaminato. In alto volteggiano uccelli rapaci, mentre numerosi asini brucano la magra erba incuranti della mia presenza.

Il tramonto, reso grandioso da masse nuvolose, mi impegna per quasi un'ora.

La pista principale fotografata dalla Rocca dove mi sono accampato.
I colori del tramonto alle Rocche del Crasto.


Le nuvole filtrano sempre di più la luce del sole; l'atmosfera diventa surreale, d'alta montagna - nella vallata riecheggiano le urla dei pastori che richiamano le greggi. Scatto foto "impossibili" e di grande suggestione; poi soddisfatto mi siedo su una roccia a pochi metri dalla tenda e consumo la cena immerso nella foschìa.







Un'orgia fotografica senza precedenti, vero ? E non è ancora finita:



The dinner !


Faccio sloggiare un ragno enorme che si era infilato nella tenda e stanotte vorrebbe camminare con piacere sulla mia faccia; accendo la lampada a led, ascolto musica, leggo e poi dormo. La notte è fresca ma non fredda - sento campane di pecore a distanza, e ogni tanto ragli d'asino.

Sveglia alle 5 e 30. L'alba arriva presto e non voglio perderla. Esco fuori dalla tenda ancora col buio e mi trovo davanti cinque silhouette d'asini che mi fissano, poi si allontanano spaventati.

L'alba, dicevo, eccola:



Il sole si alza ma non scalda troppo; ci saranno 18 gradi circa, piacevolissimi. Dopo la colazione, dato che non c'è vento e si sta devvero bene, mi siedo affacciato sull'infinito e leggo per mezz'ora. Nel frattempo il telo della tenda si asciuga e io mi scaldo la schiena al sole. Quanto mi sento felice !

Scendo dalle Rocche alle 8 e 30, nell'odore inebriante e intenso di mille erbe selvatiche che solo in minima parte conosco. Neanche ho acceso l'auto che già ho in mente dove andare la prossima volta - dove ?

- seguite il blog !

 



NOTA.
Sono già stato altre volte alle Rocche. Ogni fotografo ha una location preferita, e questa è la mia. 
Un'escursione analoga a quella descritta ma con pernottamento al rifugio di pietra l'avevo fatta in Autunno 2015, con foto altrettanto spettacolari; il post è questo.

A marzo del 2014 avevo dormito per la prima volta nel rifugio Casa del Sole, la capanna di pietra sopra citata, messa gentilmente a disposizione di tutti. Il racconto, denso di sincero entusiasmo, è questo.


martedì 2 agosto 2016

Tra camminate, letture e capatine nell'orto.




Domenica scorsa, per sfuggire al caldo, ho fatto un'altra escursione sui Nebrodi - stavolta da solo.
Mentre camperisti e turisti vari si accalcavano nelle varie aree attrezzate ai margini del parco, io come sempre mi sono spinto sulle piste più interne e meno battute.

     Mi sento davvero bene quest'anno - a parte un dolore alla cervicale - omaggio di pioggia e vento presi lo scorso Aprile in Ungheria, sento di avere una buona resistenza fisica alle lunghe camminate. Ho marciato di buona lena in salita sino alle faggete che sovrastano il grande lago Trearie. Mi sono fermato su un'altura panoramica, godendomi il fresco e la musica dei Genesis.






sopra e sotto: due immagini del lago Trearie, m.1500, 
incastonato nei Nebrodi orientali.





Tornato a casa, mi sono riposato leggendo vicino ai miei ulivi, la sera, lungo il sentierino che ho ricavato a colpi di zappa nel 2013 - da me chiamato Sentiero degli Ulivi Secolari.
Questo percorso si snoda nella parte alta e montana della nostra proprietà ed è caratterizzato da panorami magnifici conditi da quiete e inebriante odore di paglia, soprattutto al pomeriggio -





     Mi sveglio presto. Qui nel mese di Agosto tolgono l'acqua alle 8 e trenta ( poi la rimettono alle 12 e alle 19 per tutta la notte ) - non apro il discorso "acquedotto" perchè voglio restare calmo, godermela e non fare polemiche, quindi lasciamo perdere - tutto sommato con questa scusa mi alzo di buon mattino e faccio subito un giro nell'orto.

I cetrioli sono ormai pronti da un pezzo, così come le lattughe. I pomodori sono ben gonfi e si presenteranno puntuali all'appuntamento: intorno al 10 agosto saranno pronti anche loro. Menta e melenzane hanno fatto i fiori. Oggi fa un po' più fresco - vado a riempire quattro bottiglie d'acqua alla sorgente qui vicino.

E' davvero bello vivere immersi nella natura.


Metà della razione giornaliera di fragole prodotte qui.

Cetrioli sempre più da record.

Basilico a foglia larga con cui facciamo un Pesto molto più digeribile di quello industriale.

Piccola foresta di lattughe romane alla prima luce del giorno.

Pomodori Murano.

Fiori della melenzana.
Fiori della Menta, con le cui foglie condiamo le melenzane grigliate.
Le immancabili arance che regalano sempre una spremuta, anche in piena estate.