lunedì 26 marzo 2012

Nel cuore della Germania

   Due settimane di viaggio e sono nel cuore della Germania, a Fulda. Un viaggio con il quale non è´stato sempre facile entrare in sintonia, sintonizzarsi. Un conto e´viaggiare nel proprio paese, tra gente che conosce la tua lingua, un conto e´trovarsi all´ estero con una bici stracarica e tanta fatica da reperire per spingerla. I primi giorni sono stati gratificanti, le energie erano al massimo. 

   Ho superato la frontiera italo-svizzera a Castasegna e sono entrato in Svizzera. Le strade erano circondate da neve, dovevo fare molta attenzione al ghiaccio nelle parti in ombra. Ho superato con fatica il Passo del Maloja, a 1800 metri di quota; gli ultimi due chilometri ho dovuto spingere la bici a piedi perche´la pendenza era tale che procedevo pianissimo rischiando di perdere il controllo della bici. Ho raggiunto l`ostello di Pontresina e ho fatto conoscenza con la pulizia e la precisione svizzera.

   Dopo due giorni ho raggiunto l´Austria; alla frontiera non mi hanno chiesto documenti ma una bellissima donna mi ha fatto un sorriso e un cenno di passare oltre. In Austria ho avuto difficolta` con le piste ciclabili: gli automobilisti si arrabbiavano e pretendevano che andassi via dalla strada principale per usare la ciclabile, che era spesso e volentieri impedita da strati di neve, ghiaccio e persino interi alberi caduti come se ci fosse stato un ciclone pochi giorni prima. Ho mangiato come mai in vita mia presso ristoranti e pensioni con un rapporto qualita´-prezzo altissimo. Se penso a quanto spendevo per i piatti spesso indigesti nelle pause pranzo al lavoro mi viene da ridere. Tanto per fare un esempio, mi hanno servito carne di maiale+megainsalata+megabirra e montagna di pane a soli 12 euro.

   A Landeck, in Austria, mi riposo un attimo su una panchina ascoltando della musica, allorche´avvisto un tipo che cammina avanti e indietro, mi guarda e poi se ne va; tre minuti dopo si materializza una splendida ragazza vagamente abbigliata in modo provocante; mi chiede se le posso prestare il mio bancomat perche`lei ha "dimenticato il suo": certo, penso io, sono giusto qui a farmi fregare da te e dal tuo amico pappone il quinto giorno di viaggio - vai a cercarti un turista ricco da truffare, non un ciclista che si sta facendo un mazzo ogni giorno per realizzare un viaggio che attendeva di fare da 14 anni !
  
  Uscire dall`Austria ha richiesto un`immensa fatica per superare il valico di Maurach Am Achensee. In cima mi sono rifocillato con uno strudel di mele e ho puntato verso la Germania. La prima grande citta`e`stata Monaco, che ho trovato fresca, pulita e riposante. Dopo e`stata la volta di Dachau, tappa obbligatoria per visitare il campo di concentramento. La baracca principale ospita una galleria di gigantesche immagini fotografiche che illustrano la vita nel lager, gli ufficiali, i detenuti e le loro condizioni, la loro diversa tipologia: ebrei, zingari, omosessuali ecc. - ho visto i forni crematori e le docce ad essi collegati. Sono rimasto colpito dalla leggerezza con cui numerosi visitatori si atteggiano in un posto come questo: vada bene per le scolaresche, che sono un continuo ridere e chiacchericcio data la giovane eta`che ne giustifica la scemenza. Ma ho visto una famiglia numerosa di turchi con mogli al seguito che ridevano sfacciatamente accanto alle foto del tipo "nothing but bones and skin" scattandosi le foto a vicenda. A parte il discorso "ebrei" Dachau mi ha insegnato che l`idiozia umana non puo`mai avere fine proprio perche`umana.


   Ho puntato a nord e incrociato il Danubio a Donauworth, dove esso e`ancora un fiume ben poco imponente; ho sudato tra le colline della Baviera, attraversato innumerevoli borghi agricoli. La Germania odora di campagna, di letame, di legna. Ovunque mi hanno sorriso, incoraggiato e dato indicazioni. Gli over 50 conoscono pochissimo l`inglese ma si accaniscono comunque a fornire spiegazioni in tedesco che io ascolto lo stesso per farli contenti. Ho percorso la parte ciclabile della Romantische Strasse; quella destinata alle auto e`solo una strada (mediocre) di lunga percorrenza. Ieri ero stanco, avevo percorso 92 chilometri. Mi sono accampato selvaggiamente in tenda nascosto in un bosco, scaldandomi del latte per cena. Al mattino c`erano solo 2 gradi, poi il sole ha di nuovo riscaldato la strada e con essa me e il mio viaggio. Mi sono fermato a mangiare del pane e due mele per pranzo lungo la strada per Fulda, osservando i germani reali che nuotavano sul fiume omonimo - ho controllato il contachilometri e ho visto che in quel punto cadeva giusto il millesimo chilometro. Mi e`scappato un sorriso, sono risalito su quella maledetta bici stracarica e sulle note di un'allegro brano di musica country sono scivolato verso la citta`.

domenica 11 marzo 2012

From Italy to ?

Ieri otto ore di sistemazione bagagli nelle borse, un incubo. Borse anteriori troppo cariche e wobbling eccessivo a prua. Elimino pesi, sposto, scambio, mi stresso oltre ogni limite: dovevo iniziare queste operazioni chirurgiche e snervanti una settimana fa; è una lotta contro le leggi fisiche della statica che poi però avranno a che fare con la dinamica; avrei voluto avere una macchina che comprime la materia, e un'altra che abbassa la gravità a 0,7 – ma siamo sul pianeta Terra e si sono fatte già le dieci di sera. E' seguita una notte semi-insonne che porta altri piccoli consigli che metto in pratica stamattina. Oggi sembro stravolto, con gli occhi di fuori.
Il problema di un viaggio con partenza a marzo e destinazione Nord Europa sta nel dover trasportare una valanga di roba - praticamente capi di vestiario tecnici (e non) per tre stagioni, per le condizioni del tempo e le temperature più svariate, dai 5 gradi sottozero ai +30. Molto peso e molto volume, quindi. Numerosi vestiti li ho acquistati su Internet nel corso degli ultimi due anni, dopo innumerevoli ore di ricerca per reperire esattamente quello che volevo a minor prezzo. Tra questi: l’unico  berretto che non mi fa sudare o surriscaldare la testa. E’ di Haglofs, marca svedese. La giacca in Goretex ultraleggera, sempre di Haglofs, in grado di sopportare pioggia e neve senza fare una piega. I guanti antivento specifici per ciclismo della Gorebikewear. Una calzamaglia per ciclismo invernale, per procedere anche con temperature molto basse. Un paio di guanti da neve economici ma caldi e impermeabili (almeno spero) acquistati al Decathlon.
Accessori per la salute ecc.: Neo-Nevral per i prevedibili mal di testa dovuti al vento e Plasil per la nausea causata dall’alimentazione estranea e indigesta. Glysolid per le parti che hanno la sfortuna di stare a contatto con la sella sette ore al giorno. Spazzolino, dentifricio, filo interdentale; praticissimo e confortante alcol lavamani in gel; cerotti, trattamento ustioni/abrasioni, disinfettante. Sapone da bucato e asciugamani rigorosamente in microfibra. Qui i maledetti elementi pesanti sono il Glysolid e il sapone da bucato con il suo portasapone.

Leggero e dignitoso, il fornelletto Coleman F1 Power da 7000 Watt alimentato a propano e butano – da me già testato a temperature sottozero. Pentola di alluminio, padella, posate di plastica e cucchiaio di legno; tagliere leggerissimo di plastica per manipolare alimenti con un minimo di igiene.
Caffè solubile, cioccolata in polvere e non; gli adorati e calorici biscotti inglesi Digestive; Cognac in fiaschetta per i momenti di sconforto.

La D7000 insieme alla sua costellazione di accessori, lenti, filtri e caricabatterie: il tutto pesa maledettamente, ma come faccio a rinunciare alle foto a 16 Megapixel che sforna e che mi fanno piangere dalla gioia ? Un Hard disk da 500 GB per archiviare le immagini digitali. Di queste cercherò di produrre copie di backup supplementari su CD-Rom e sul server Adrive, che bontà sua offre a tutti 50 GB di spazio gratuito.

La bici avvicina le persone, che vogliono sapere chi sei e cosa stai facendo: ho predisposto un album di foto di montagna dimensioni 10x15 per socializzare e far conoscere la bellezza delle Alpi italiane attraverso le mie escursioni. Su CD ho masterizzato in formato pdf la stessa galleria fotografica, ma in versione più estesa e con didascalie in inglese. Per la lettura: libro ‘Le Metamorfosi’ di Apuleio, corposo ma leggero nel peso e nei contenuti. Una mia piccola riflessione: chi glielo doveva dire ad Apuleio che il suo libro sarebbe stato letto da un deficiente che viaggia in bicicletta 1852 anni dopo ? (!!!).

Carte geografiche: mappa completa della Germania in scala 1:300000 della Freytag & Berndt; mappa delle piste ciclabili danesi; favolosa carta Michelin della Svezia; Polonia del Nord. Per i brevi tratti italiani ho fatto semplici fotocopie che butterò via una volta usate. Calcolatrice Casio per risparmiare tempo evitando di fare fiumi di addizioni e sottrazioni a mano. Blocco note/diario di viaggio.Tessera Ostelli della Gioventù – sono dovuto andare sino a San Donato Milanese per ritirarla. Ipod/radio della Philips da 16 GB acquistato per 55 euro su Internet – messo fuori produzione l’anno scorso, il modello nuovo non so perché costa il doppio a parità di memoria. Contiene brani degli Eagles, British-pop, musica classica e l’intera Divina Commedia letta e commentata. E’ rimasto spazio anche per le canzoni del Ventennio, anche queste da usare nei momenti di sconforto.

Altro materiale che pesa: le magiche e indispensabili chiavi esagonali; chiave per raggi; pinza di medie dimensioni; due camere d’aria; pompa; guanti di vinile; straccio di cotone; lubrificante al Teflon di alta qualità e di gradevolissimo profumo: sinceramente penso che lo userò anche come deodorante per le ascelle.
Infine, navigatore per auto cui ho asportato la ventosa. Per evitare di comprare il modello specifico per bici fabbricato da Garmin e costosissimo (210 euro). Questo l’ho trovato in offerta a 80 euro, e lavora egregiamente. Per uscire dai grandi centri urbani evitando di vagare senza direzione disperato per diverse ore - per reperire gli ostelli senza interpellare mille persone lungo la pubblica via.

Tutto il materiale è stato disposto nelle borse da bici: il portapacchi posteriore sopporta due borse in poliestere spalmato di fabbricazione tedesca, della Ortlieb, da 20 lt l’una – vero capolavoro di impermeabilità e utilizzate dai cicloviaggiatori di tutto il pianeta; un borsone impermeabile per il materiale da cucina e i rifornimenti alimentari; il saccoletto da +20° a -5° della Mountain Equipment, inglese; il materassino auto gonfiante Thermarest e la tenda a igloo da due posti a doppio telo della Bertoni, mod. Mistral, dotata di cuciture termo nastrate e di sei tiranti antivento. ll portapacchi anteriore sopporta due borse da cicloturismo da 15 lt l’una più un paio di stivaletti leggeri di gomma per non infangare orrendamente le scarpe d'uso corrente. Sopra si trova la borsa per manubrio della Ortlieb, impermeabile, che custodisce la macchina fotografica e tre obiettivi opportunamente protetti dagli urti.
Il materiale c’è. Adesso la parola passa alla buona volontà, alla salute fisica e alla lucidità mentale.
E alla resistenza dei portabagagli di Littoria.
Avevo pensato di acquistare un computer portatile da viaggio di piccole dimensioni, ma poi non l'ho fatto: troppo peso e troppo costoso. Finirei per passare ore a collegarmi a Internet o dannarmi l'anima per problemi informatici. Quindi aggiornerò il blog dove e quando sarà possibile.
La partenza è fissata per domani all'alba. In solitaria.

giovedì 8 marzo 2012

Un capitolo chiuso.

Oggi è arrivato l’ultimo stipendio, che comprende la liquidazione, il premio di partecipazione, le quote tredicesima e quattordicesima e gli aggiustamenti dell’ultimo mese di lavoro. Il TFR è di alcune migliaia di euro superiore al previsto e io accolgo con piacere questo (meritato) surplus che andrà a finanziare il sistema di irrigazione e l’impianto di un frutteto nella nostra campagna in Sicilia. Ho archiviato l’ultimo foglio di paga in cima a tutti gli altri e ho dato un’occhiata alla mia prima busta paga emessa a settembre del 1999 e pari a 1 milione e 255 mila Lire per il lavoro di operaio addetto calandratura.
Poi ho chiuso il raccoglitore.
Domani l’anticiclone si consolida e porterò la bici dal meccanico per un ultimo controllo generale, poi andrò in giro per tutta la mattina. La mia capacità respiratoria è salita alle stelle, mi sento ubriaco d'aria - mi sento sempre meglio. E dal primo febbraio non ho più fatto benzina.
L'ultimo stipendio.
Il primo stipendio.

mercoledì 7 marzo 2012

Il traguardo degli 'anta'


Ieri 6 di marzo ho compiuto 40 anni. Dovrei interrogarmi, fare bilanci, se ho fallito, se ho vinto ? Questo lo dirà la vita, sul lungo termine. Ho messo da parte le grandi domande e le grandi filosofie, e ho festeggiato in modo semplice, con una crostata casalinga alla marmellata di arance amare. Poi frittelle siciliane e birra. Mi sono goduto il pranzo con i miei ritmi, assaporandolo e gustandolo; è passato poco più di un mese da quando mangiavo durante l' "ora d'aria" con l'occhio all'orologio ogni tre minuti e il sedere pronto a scattare su dalla sedia per rientrare nei ranghi. Questo fatto di pranzare con calma è già di per sè un dono inestimabile.

Cielo nuvoloso e animo in ansia per la partenza imminente – la vita cambierà ancora, a breve. Ore di lavoro al computer per tirare giù indirizzi di ostelli, calcolare distanze, individuare scorciatoie geografiche e far quadrare i conti del viaggio in bici. Il mio primo compleanno da uomo libero e un grande regalo: un'avventura attesa da 14 anni; cosa desiderare di più ?




giovedì 1 marzo 2012

All'antico Monastero

Una giornata iniziata in modo speciale –  e un’intera mattina di libertà lungo la valle Olona – io e Littoria. Il Monastero di Torba, del VIII secolo, alle 9,30 del mattino è tutto per me. In oltre dieci anni che vivo da queste parti non lo avevo mai visto. Scopro con sorpresa la lunga pista ciclabile dell’Olona, che corre lungo il torrente che odora di detersivo, a fianco dei binari della ferrovia abbandonata della Valmorea, aperta nel 1904 e soppressa nel 1977.