venerdì 30 gennaio 2015

Neve sul Lura.



   Ho trascorso intere mattine camminando per chilometri e chilometri nel Parco del Lura. La recente debole nevicata della scorsa notte mi ha regalato alcuni scatti che ritengo soddisfacenti. Non finirò mai di elogiare le potenzialità della fotografia digitale.

   Vorrei ricordare che le fotografie sulla neve richiedono di sovraesporre di +0,7 o meglio ancora +1,0.
Questo perchè l'esposimetro "vede bianco", lo scambia per luce forte e tende a chiudere il diaframma. Si vedono spessissimo infatti foto di paesaggi innevati con una strana tinta grigiastra, e il motivo è semplice: non avete sovraesposto.

   La situazione esattamente opposta si ha invece sulle distese nere di lava vulcanica, ad esempio sull'Etna, dove occorrerà, al contrario, sottoesporre.

  In ogni caso, SEMPRE, controllate l'istogramma di distribuzione delle luci. E' cruciale quanto l'inquadratura, e sicuramente molto più importante della diatriba "meglio raw o jpeg". Quando ne avrete visti qualche centinaio (di istogrammi) capirete istintivamente se lo scatto è ben riuscito o è da cestinare.
Passiamo alle foto - le prime due non fanno parte della serie "neve", le ho scattate una settimana fa -








Nikon D7000, Sigma 8-16mm f/8 1/125 250iso, mano libera.


In questa foto c'è un errore tecnico, quale? 

Nikon D7000, Sigma 8-16mm f/18 1/250 iso160, exp comb.-1.+1, treppiede.



venerdì 16 gennaio 2015

Palloncini, orsacchiotti e crostata della nonna!



Che bella notiziaaaa!!! clap clap clap clap clap clap Sono tornate a casa!! clap clap clap clap Greta e Vanessa sono di nuovo a casa sane e salve clap clap clap clap clap clap Volevano fare solo del bene clap clap clap clap clap ricordiamoci che lo scopo umanitario è più importante di tutto clap clap clap clap -

Adesso le due ventenni torneranno a casa dove troveranno termosifoni ben caldi abbracci e baci, palloncini e vassoi pieni di Brutti e Buoni, un dolce tipico del varesotto. Sul tavolo campeggerà anche la crostata della nonna, quella con la marmellata di fragole. Il parroco dirà la sua e sarà un weekend di festa per tutti -

Poi sarà la volta dei giornalisti ( inizio d'anno d'oro, per loro ) che faranno a pugni per contendersele: si andrà da Bruno Vespa che ci mostrerà il modellino in scala della prigione siriana con le due malcapitate dentro, ai salotti mattutini per casalinghe ciabattate le quali -bigodini in testa- diranno oddio io mia figlia in quei posti lì non la manderei maiiii !!!!!

Tra tarallucci e vino ci vogliamo mettere anche un bel libro? Le foto per la copertina ci sono già, sono quelle scattate in piazza duomo a Milano, con le ragazze avvolte nella bandiera siriana. I terzomondisti piangeranno tutte le loro lacrime.

E io? E noi?
A noi niente, noi assistiamo. Neanche una pizzetta, un arancino? Un palloncino ricordo?
Ma come, forse abbiamo sborsato di tasca nostra un riscatto milionario e non ci date niente?

Almeno quando pubblicherete il libro ringraziateci, due righe soltanto, retro di copertina va bene pure.

E se le due figliole dicessero: saremmo pronte a rifarlo?
In questo caso per cortesia, gentilmente, datele 12 milioni di sberle e mandatele di nuovo in Siria con un biglietto di sola andata.

Grazie.
Nulla di personale.

martedì 13 gennaio 2015

Un'estate al mare.



In quel tempo lontano,
La Telecom si chiamava SIP e i cellulari esistevano solo nei film americani -
Internet e anche i computer non si sapeva neanche cosa fossero -
La carta da parati era orrenda, e in grande misura anche il vestiario medio -
Non c'erano i lettori CD ma solo dischi e musicassette sgangherate -
Non c'era l'abbigliamento da montagna, ma jeans e maglioni di lana che pesavano un quintale -
Non c'era la fotografia digitale ma solo le foto cartacee che in genere erano di una qualità penosa -
Non c'erano i grandi viaggi transoceanici per tutti, e nemmeno le grandi navi veloci -

Lampedusa era un'isoletta in mezzo al mare, bruciata dal sole, in cui i soli esseri viventi che sbarcavano erano le tartarughe marine.

Le automobili erano scadenti e scomode, i finestrini elettrici e il climatizzatore ( anzi il "clima" ) non c'erano; si crepava dal caldo, ma al mare si arrivava lo stesso.

Ho visto delle foto di com'ero, di com'eravamo, in quel tempo lontano.

Sembravamo le comparse di una carnevalata, eppure:

eravamo più felici

Le 15 righe sopra riportate costituiscono un discorso stupido e ovvio, pieno di nostalgia passatista.
Un discorso cretino, insomma.

- che si somma ai milioni di discorsi ipocriti e inutili che ascoltiamo in questi giorni dopo i recenti fatti che sappiamo tutti. Discorsi al termine dei quali non cambierà assolutamente nulla, e se mai qualcosa dovesse cambiare sarà in peggio ( sebbene vorremmo fosse il contrario ). Pertanto queste 15 righe sono un'entità non verbale trascurabile, e siccome per fortuna questo blog è gratuito ( come poco altro ), le scrivo.

Ho provato ad ascoltarla, quella musicassetta sgangherata. E appena ho premuto play il nastro si è spezzato.

Sì, era proprio un tempo lontano.



martedì 6 gennaio 2015

Un grosso pasticcio finlandese.



Strano nome vero? In effetti, quando la cuoca di quell'ostello in Finlandia mi fornì la ricetta, faticai a scrivere il nome di questo piatto, pieno di patate e di lettere k, dannatamente buono. D'altronde la lingua finlandese è di origine mongola, e gli stessi finlandesi non si possono definire Scandinavi.  Sono gente un po' strana, meglio lasciarli stare -
Ma questo pasticcio di patate è un piatto eccellente, che sazia con raffinatezza. Ecco come si fa.

ci vogliono per due persone:
- 1 chilo di patate a pasta gialla
- 1 grossa cipolla bianca
- 200 grammi di prosciutto cotto tagliato a spessore di mezzo centimetro
- pepe nero da tritare
- besciamella ( 2 cucchiai di farina 00, latte sino a giusta consistenza e noce moscata grattata sopra )

Procedura.
Tagliare le patate a fette non troppo alte e cuocerle nella pentola a pressione. Devono uscire fuori morbide ma non disfatte ( occhio non devono essere neanche dure, mezze crude ! ).
Si dispone uno strato di patate sul fondo di un contenitore per forno, un poco oliato; su questo primo strato si spargono fette di cipolla e pezzi di prosciutto a dadini, quindi un po' di besciamella ( poca! ) e una tritata di pepe nero ( pochissimo ).

Kinkkukiusaus, lo strato di fondo
il penultimo strato
l'ultimo strato

Di nuovo patate, cipolla e prosciutto e besciamella.
Quando avete raggiunto la sommità del contenitore, finite con uno strato di patate e sola besciamella con spolverata di pepe.

In forno per 20 minuti a 175°. Verso la fine, alzare il contenitore nel forno per grigliare lo strato superiore
( solo un paio di minuti, se no si carbonizza ).


Nota. Nella ricetta originale non è prevista la besciamella; le patate cuociono in un brodo di carne esclusivamente in forno. In questo modo però la cottura diventa interminabile. Siccome l'energia elettrica costa e noi non siamo benestanti come i finlandesi, ho suggerito di pre-cuocere le patate in pentola a pressione.

Seconda nota. Perchè insisto sempre nel non aggiungere troppa besciamella, troppo pepe, troppo di qualcosa ? Perchè sono convinto che sovraccaricando un piatto esso non diventa più saporito. Diventa pesante e perde la sua eleganza. La semplicità e la misura delle cose sono la carta vincente !

Questo pasticcio di patate e prosciutto è semplice da fare. E' un piatto magnifico in cui il sapore del pepe si sposa a meraviglia con la besciamella, e rende raffinato il tutto.
Se poi lo accompagnate con dosi generose di acquavite finlandese o vodka e vedete una renna fuori dal vostro balcone, significa che la ricetta ha veramente funzionato.


...sì, una lingua decisamente strana.

sabato 3 gennaio 2015

Un piccolo capolavoro da non perdere.



Pleasantville è un film del 1998 diretto da Gary Ross.

e questo dice poco -

Pleasantville è stato il primo film in cui è stata impiegata l'elaborazione digitale dell'immagine desaturando selettivamente il colore, esercizietto per principianti di Photoshop.

e questo dice ancora meno -

Pleasantville è un mix geniale di poesia, originalità, humour e fantascienza.

se questo vi incuriosisce un minimo, allora:

guardate immediatamente questo film, perchè secondo me è:

UN PICCOLO ADORABILE IRRIPETIBILE 
CAPOLAVORO.

Just walking.



  Mi incammino, o ci incamminiamo, prima dell'alba. Chilometri e ore a piedi nel parco del Lura, partendo dalla porta di casa. Ho scattato una decina di foto tra dicembre e oggi per dare un'idea del posto. Attendo con impazienza una vera nevicata, di quelle abbondanti - per documentare il parco nella sua veste invernale da certe postazioni che ho già adocchiato. Le foto sono pubblicate a caso senza una sequenza temporale.




Uno dei ponti sul fiume ( ho una faccia che sembro più bello di Nino D'Angelo ai tempi della prima comunione).

Condivido ! Cosi vanno educati gli incivili !!!




giovedì 1 gennaio 2015

Pensierini di capodanno.



Ci sono cose che nella nostra vita ci rassicurano, ci rabboniscono, faccio alcuni esempi:
- vedere che Pippo Baudo campa ancora e sorride
- i film impagabili di Bud Spencer e Terence Hill
- la carrellata di scemenze giornalistiche di capodanno, per la quale apro una sottocartella:

      - la nuotata dei settantenni nelle gelide acque del Tevere ( vedete che scorza dura ? )
      - il concerto di musica classica in diretta da Vienna ( che lo guardiamo dieci minuti, poi che due palle ! )
      - come hanno festeggiato a Londra-come hanno festeggiato a Parigi-come hanno festeggiato a Sidney
        ( perchè anche se non sappiamo una virgola d'inglese ci piace sentirci internazionali )
      - le bottiglie stappate e quanto gli italiani hanno speso nelle "bollicine" ( ma ci fanno i conti in tasca ? )
      - i mutilati e invalidi per i botti di fine hanno ( chissà perchè sempre nel profondo sud e mai a Como )

Tutto questo clima rassicura anche me, mi rende buono.
Ci aspetta una gragnuola di nuove tasse: tanto per fare qualche esempio l'IVA al 22% sul pellet; forse anche una curiosa IMU sui terreni agricoli fino ai 700 metri di quota; - e tanto, tanto altro.

Ma sarà un anno stre-pi-to-so.

E' andato in fumo un traghetto nel quale non si capisce quanti clandestini ci fossero. Nascosti nel garage. Potevano essere brave persone o anche ladri criminali. A me per ogni cazzata burocratica chiedono anche che numero di scarpe porto. Il resto del mondo è benvenuto. E poi, perchè parlare di "clandestini" ? Il reato di clandestinità non è stato abolito ?

Ma sarà un anno stre-pi-to-so.

Arrivano 800 profughi su una nave che è passata sotto il naso dei Greci i quali hanno detto che andava tutto bene. "Proseguite pure, andate in Italia dove stappano spumante, qui siamo poveracci in default, vi possiamo offrire solo yogurt acido anzi sta finendo anche quello".

Ma sarà un anno stre-pi-to-so.

Mi sento buono. Voterò estrema sinistra. Voglio lo Ius Soli, la libera circolazione di tutti, il reddito per tutti, una casa per tutti, la cittadinanza italiana per tutti. MI SENTO BUONOOO !

per fortuna il buonismo di capodanno dura poco  -
 il giorno dopo è quasi svanito.
Dopo la Befana, poi, finisce del tutto quando ti rendi conto
che a pagare sei sempre tu.
Strepitoso, vero ?