martedì 13 gennaio 2015

Un'estate al mare.



In quel tempo lontano,
La Telecom si chiamava SIP e i cellulari esistevano solo nei film americani -
Internet e anche i computer non si sapeva neanche cosa fossero -
La carta da parati era orrenda, e in grande misura anche il vestiario medio -
Non c'erano i lettori CD ma solo dischi e musicassette sgangherate -
Non c'era l'abbigliamento da montagna, ma jeans e maglioni di lana che pesavano un quintale -
Non c'era la fotografia digitale ma solo le foto cartacee che in genere erano di una qualità penosa -
Non c'erano i grandi viaggi transoceanici per tutti, e nemmeno le grandi navi veloci -

Lampedusa era un'isoletta in mezzo al mare, bruciata dal sole, in cui i soli esseri viventi che sbarcavano erano le tartarughe marine.

Le automobili erano scadenti e scomode, i finestrini elettrici e il climatizzatore ( anzi il "clima" ) non c'erano; si crepava dal caldo, ma al mare si arrivava lo stesso.

Ho visto delle foto di com'ero, di com'eravamo, in quel tempo lontano.

Sembravamo le comparse di una carnevalata, eppure:

eravamo più felici

Le 15 righe sopra riportate costituiscono un discorso stupido e ovvio, pieno di nostalgia passatista.
Un discorso cretino, insomma.

- che si somma ai milioni di discorsi ipocriti e inutili che ascoltiamo in questi giorni dopo i recenti fatti che sappiamo tutti. Discorsi al termine dei quali non cambierà assolutamente nulla, e se mai qualcosa dovesse cambiare sarà in peggio ( sebbene vorremmo fosse il contrario ). Pertanto queste 15 righe sono un'entità non verbale trascurabile, e siccome per fortuna questo blog è gratuito ( come poco altro ), le scrivo.

Ho provato ad ascoltarla, quella musicassetta sgangherata. E appena ho premuto play il nastro si è spezzato.

Sì, era proprio un tempo lontano.



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