mercoledì 25 aprile 2018

Austria e Germania in bici 2018, Diario di Viaggio.




Amo la Strada. Amo la mia bici e questa vita.



DIARIO DI VIAGGIO

Come sempre, ho cercato di raccontare più con le foto che
con fiumi di parole. Non ho volutamente inserito i chilometraggi
delle tappe per far sì che il racconto fluisca per sensazioni piuttosto che
per tecnicismi e numeri.

Vai alla pagina dei Consigli per il viaggio.


Primo chilometro. In posa su un ponte; 
quello dietro è il fiume Salzach.





Neukirchen am Grossvenediger - Monti Tauri, Austria. 12 Aprile 2018. 
Un avvio pacato ma gratificante.

Ancora stanco dal lungo trasferimento in auto dall'Italia, alle 10 del mattino lascio il villaggio di Neukirchen e il suo accogliente Bed & Breakfast. Inizio a pedalare lungo la Tauernradweg, la ciclabile dei Tauri che seguirò fino a Passau costeggiando prima il fiume Salzach, poi l'Inn.

Il cielo è opaco e privo di Sole - meglio così, suderò meno in questo primo giorno di viaggio che si snoda tra case di legno e ampie vedute sulla valle -



 I primi chilometri lungo la Tauern-radweg, la ciclabile dei Monti Tauri.




Architetture rurali nella valle del Salzach.




Dopo Lend la strada si impenna su una ripida collina; sono prossimo agli 80 chilometri dalla partenza. Malgrado il forte vento contrario che mi ha rallentato tutto il giorno mi sento in forze - più di quanto credessi. Decido di fermarmi in tenda ai margini di un campo agricolo da cui si gode una bella vista sulle montagne.



Il fiume Salzach costeggiato dalla ferrovia.




Il primo giorno di viaggio termina in tenda nei pressi di Lend.




Da Lend a Salzburg, 13 Aprile 2018.
Paesaggi alpini e gran birra austriaca come premio.

Colazione con Muesli mentre il sole illumina imponenti montagne dalle cime innevate. La strada guadagna quota dopo pesanti tornanti ma la fatica è ripagata da paesaggi meravigliosi. Fa ancora un certo freddo e vedo fumo uscire dai camini delle abitazioni.








Sosta presso un campo in località Oberuntersberg.







sopra e sotto: paesaggi alpini tra Lend e Schwarzach im Pongau.
La ciclabile dei Tauri in questo tratto si snoda a quota più alta.







Nel pomeriggio mi impegno su strade di collina. La pista evita sempre le arterie più trafficate - navigo tra campi, villaggi e chiese sino a Salisburgo, dove alloggio in un ostello della gioventù in un'area verde popolata da belle villette.
La sera mi concedo una magnifica birra presso un locale informale a pochi passi dall'ostello.



Case tipiche a Bischofshofen.




Chiese abbaziali e montagne incombono su Pfarrwerfen;
la cima fotografata è l'Hochthron, 2360 m.






sopra: chiesa di fondovalle;
sotto: verso Salzburg, segnaletica ufficiale
della ciclabile.







in alto: finalmente una birra come dio comanda:
doppio giro di Zwickl, magnifica-fredda-non filtrata.
La accompagno con un mega Hamburger e un "secchiello" di chips.
Sono a Salisburgo.
( foto Samsung A3 )



Rest-day in Salzburg, 14 Aprile 2018.
Mozart, le vie e le piazze di una città da sogno.

Salisburgo è meravigliosa - e non lo dico perchè preso dall'entusiasmo del viaggio. E' una città a misura d'uomo di quasi 147mila abitanti, quindi non troppo grande - attraversata dal fiume e ricca di aree verdi e piste ciclabili. E' pulitissima a differenza di Vienna, dove in certi quartieri ho visto  un certo livello di degrado urbano e sociale.

Con la bici scarica dai pesanti bagagli scorazzo tutto il giorno per la città. Visito la casa natale-museo di Mozart, dove il genio nacque nel 1756. Mi rilasso sui gradini di una chiesa barocca che si affaccia sull'Universitatsplatz, affollata di gente perchè è giorno di mercato.
Passo due ore a fare people-watching: accanto a me c'è una coppia di anziani. L'uomo si è procurato un panino con i wurstel a pezzi. Ogni tanto gli cade un pezzo per terra, in un preciso punto dove è parecchio sporco perchè ci passa il mondo; la moglie pacata glielo raccoglie e riconsegna, e lui lo mangia come se niente fosse. Salute !


Il castello medievale che domina Salisburgo,
una delle più grandi fortezze d'Europa.



Salisburgo, la Mozartplatz ancora deserta
alle 9 del mattino.




Salzburg - Uberackern, 15 Aprile 2018.
Villaggi, castelli e un accampamento nella foresta.

Lascio Salisburgo in una giornata fresca su una ciclabile piatta e liscia come la seta che si allontana dalla città senza minimamente sfiorare aree industriali o degradate. Costeggio il fiume per decine di chilometri, quindi attraverso un ponte in località Tittmoning: senza accorgermene sono passato dall'Austria alla Germania. Il fiume fa infatti da confine tra le due nazioni.

La ciclabile abbandona Salisburgo costeggiando il corso d'acqua.




Un tratto nel bosco oltrepassata la cittadina di Laufen.




Mura e torri a Tittmoning (D), dove mi fermo 
a mangiare in un parco popolato da bambini
in costume tradizionale.



Seguono strade di collina in cui attraverso sporadicamente zone boscose. Ach è un magnifico villaggio sormontato da un castello. Termino la giornata in tenda nei pressi di Uberackern. Mi trovo in una foresta solitaria e inizia a piovere: una buona occasione per testare la mia nuova tenda -







Il villaggio di Ach sormontato da un vecchio castello.






sopra: campeggio libero in una foresta a Uberackern (A)

sotto: cenetta frugale sotto la pioggia.






Uberackern - Passau. 16 Aprile 2018.
Decine di chilometri in solitudine, la città del fuhrer, la notte in un castello.

Piove a dirotto mentre smonto la tenda e lascio la foresta incantata. La ciclabile in terra battuta segue per decine di chilometri l'argine del fiume Inn in direzione nord-est. Passo per Braunau, il paese natale di Adolf Hitler - la casa dove nacque nel 1889 doveva essere abbattuta con una decisione presa nel 2016, poi ci hanno ripensato.



 In tenuta antipioggia lungo l'argine del fiume Inn.




In posa con atteggiamento marziale presso un piccolo castello.






 sopra: giornata di lunghissime solitudini ciclistiche;
l'unico essere vivente incontrato è un simpatico fagiano
non impaurito dalla mia presenza ( sotto ).










sopra e sotto: Braunau am Inn, la città e la casa dove nacque Hitler.



Nota: questa fotografia NON ha carattere celebrativo nè il mio 
è stato un pellegrinaggio pianificato alla città del fuhrer.
Ci sono stato perchè il viaggio, semplicemente e geograficamente, passava da qui. 
A nessuno venga in mente di sollevare menate di carattere etico.



Continua a piovere seppur più debolmente; mi rifugio a mangiare qualcosa dentro un capannone per macchine agricole. Nel pomeriggio raggiungo la bella città fluviale di Passau.  
Qui si trova un ostello della gioventù posto in cima a una montagna; c'è da fare una rampa mostruosa di oltre il 16% di pendenza. Spingo a mano la bici - spero che servano la cena in loco, dato che salire e scendere un'altra volta sarebbe un dramma -

L'ostello si trova presso l'Oberhaus, un antico castello a guardia del fiume.
La fatica è ripagata: si pernotta con poco e si cena alla cifra simbolica di 6 euro. Scaravento nello stomaco un piatto colossale di pasticcio di carne e mi intrattengo a chiaccherare sino alle dieci di sera con i due compagni di camerata, entrambi tedeschi: uno è un giovane diretto in auto a Venezia, l'altro un ciclista di 56 anni che punta a Vienna per correre la Maratona una volta dismessa la bici.


Un lungo ponte di metallo scavalca l'Inn a pochi chilometri da Passau.




Uno scorcio di Passau, città in cui confluiscono i grandi fiumi Inn e Danubio.




l'ostello della gioventù.




Passau. Mangio e dormo ( con poca spesa )
in una camerata di sei letti nell'antico castello-ostello.
La quarta tappa termina qui.




Passau - Rottersdorf, 17 Aprile 2018.
Un breve tratto accanto al Danubio, poi un altro fiume tedesco.

Da Passau il viaggio vira bruscamente a nord-ovest lungo la ciclabile del Danubio, Donauradweg - In Estate essa è la più frequentata d'Europa. Adesso incontro solo una coppia di cicloviaggiatori pesantemente carichi che viaggia in direzione opposta alla mia. In località Vilshofen ulteriore virata: pedalo su piste sterrate o strade di campagna lungo il fiume Vils.

Mi fermo nei pressi di Rottersdorf in un campo aperto vicino un canale artificiale popolato da uccelli acquatici. Tenda e tanta felicità.



Lasciata Passau pedalo per un tratto di trenta chilometri
lungo la leggendaria ciclabile del Danubio.



Un pescatore lungo il Danubio.



Faccio lo scemo in posa in un parco lungo il fiume.

OGNI TANTO NELLA VITA FA BENE
NON PRENDERSI TROPPO SUL SERIO.



Campagna tedesca a Eichendorf.
Qui avevo una gran sete e mi sono procurato acqua presso
un cimitero facendo inorridire una donna locale.
I tedeschi in genere non concepiscono si possa bere acqua non imbottigliata.





sopra: in tenda lungo un canale ( Rottersdorf, Germania ).
Domani mattina riuscirò a fotografare le oche selvatiche ?

sotto: parti vitali di Littoria ( il nome della mia bici, nda )
alla calda luce del tramonto.








Rottersdorf - Muhldorf am Inn, 18 Aprile 2018. 
Full-immersion nella campagna bavarese.






La primissima cosa che ho intenzione di fare stamattina è fotografare le oche selvatiche; ieri sera mi avevano avvistato e non erano più ritornate. Con una lenta mossa di avvicinamento rasoterra riesco a portare a casa questo scatto:





E' il primo anno in cui la navigazione non è affidata alle mappe cartaccee; la traccia l'ho realizzata a casa al computer, e poi trasferita sul navigatore gps. Scriverò in seguito altri dettagli; per ora dico solo che sto viaggiando meglio e più rilassato. Inoltre scopro strade che altrimenti non avrei mai percorso.





in alto: l'ampia Marienplatz di Frontenhausen,
dove abbandono il fiume Vils per un lungo tratto di trasferimento. 


Con il navigatore gps scopro strade spettacolari.




L'ANEDDOTO SOCIALE DEL VIAGGIO DI QUEST'ANNO.

E qui caro lettore, abbi la pazienza di leggere. Sappi che in ogni viaggio in bici mi imbatto tradizionalmente in un personaggio incarognito con la vita e con il prossimo: ora narro.

Ebbene, sono le 12 passate e giungo al paese di Gangkofen. Appena svolto l'angolo reperisco un locale 'Kebab' con terrazzino e tavoli all'aperto. Stanco di mangiare le solite fette di pane con sottilette che mi porto dietro, mi lascio sedurre dall'offerta.

E già lo vedo, il gestore. Un 40enne turco, scuro come la pietra lavica, che mi osserva ingrugnito da dietro il vetro mentre appoggio la bici. Non so come spiegare: mi arrivano onde di energia negativa da questa persona. Percepisco intolleranza e invidia palpabili.

Entro e gli chiedo in inglese se posso avere un panino privo di cipolla. Non capisce un tubo, una singola virgola di inglese. Zittisce maleducatamente un ragazzino, tra l'altro anche lui cliente, che si era gentilmente offerto di tradurre. Continuo a spiegare. Perde la pazienza e sbotta in un inglese stentato: "Qui siamo in Germania e si parla tedesco o se vuoi arabo (!) " -

Allora dico: "Si ma è l'inglese la lingua internazionale, non il tedesco e neppure l'arabo"

"Non mi interessa. English is fucking shit" 
( beninteso, io avrei potuto benissimo essere inglese - e questo idiota stava chiamando "merdosa" la mia lingua, dimenticando che la sua - l'arabo - foneticamente è semmai la più sgradevole del pianeta, dato che pare di sentire un concerto di sputi e raschi di gola )

Opzione 1) : esco dopo averlo mandato a fanculo in italiano ( che di sicuro capisce ) 
Opzione 2) : passo oltre la vicenda penosa, mangio e me ne vado

Scelgo l'opzione 2). L'uomo prepara il cibo sbuffando e rimuginando; si vede che gli dà un gran fastidio "servirmi", lo fa palesemente malvolentieri. Esco all'aperto e consumo il pasto.

Alla fine mi viene un'idea: gli riporto il piatto vuoto riversandogli lunghi complimenti e considerazioni in perfetto inglese, la lingua che detesta e si vergogna di non conoscere. Gliela impongo apposta, per farlo incazzare.

Oddio ! Non dimenticherò MAI quella faccia: avete presente una barra di avanzamento bloccata ?
Ecco bravo, resta dentro a fare panini e sentirti "tedesco" ( che non sarai mai ). Io ho altro da fare: godermi la vita.





IL FASCINO DELLA STRADA, DEL VIAGGIO,
 LA PERCEZIONE DELLA (FUGACE) FELICITA'.

Sono nel vivo del viaggio. In una pista di campagna, a una certa ora del pomeriggio, mi fermo volutamente in mezzo al nulla assaporando il vento, il silenzio, il mio esistere. Sento per un attimo il soffio della vita, un istante di pura e assoluta felicità.
Qualche chilometro prima avevo incontrato un uomo a bordo strada su una sedia a rotelle; ci siamo salutati dai reciproci specchietti retrovisori.

Al termine di questa lunga giornata di up and down lungo le colline decido di fermarmi in un ostello a Muhldorf am Inn. Ho una stanza tutta per me e si cena anche qui a prezzo simbolico. C'è solo un piccolissimo dettaglio: l'intervallo per mangiare è tra le 18 e le 18,30 !

Per fortuna sono arrivato in tempo.




Una strada a Muhldorf am Inn, cittadina tedesca.






Muhldorf am Inn - Schechen, 19 Aprile 2018.
In the wilderness.
 
Il pezzo forte di questa tappa è l'accampamento presso una zona umida. ho un fiume a disposizione per lavarmi; a poca distanza si trova un bosco di conifere. Cucino dei wurstel locali e tiro fuori una piccola bottiglietta di amaro. Il fluire dell'acqua fa da musica. Sembra un angolo di paradiso primordiale, dall'aria carica di profumi.






sopra e sotto: l'accampamento
in libertà nei pressi di un fiume.






Ora di cena.









 sopra e sotto: lussi del viaggiatore.
L'amaro Boonekamp del dopo-cena.







Ho piantato la tenda in mille posti diversi, eppure ci sono locations che hanno più energia di altre. Questo posto è davvero magnifico.


"Because I yearn to feel sunshine, wind and rain on my face, to hear a foreign's country birdsong and traffic, to taste its food and drink its water, to smell its farms and factories, to bump over its dreadful roads and to feel its hard, lumpy ground beneath me as I sleep out in its birch and pine forests

Christopher J.A. Smith, Back Door To Beijing by Bicycle.



Una parola soltanto: Bellezza.






Schechen - Lauterbach, 20 Aprile 2018.
La valle selvaggia.

Gli uccelli mi svegliano alle 5 e mezza circa. Mi sento in comunione con la natura quando mi accampo: queste notti in campeggio libero sono il sale dei miei viaggi, non ci rinuncerei facilmente.
Apro la tenda e vedo gli alti tronchi degli alberi illuminati da una splendida luce.

Oggi mi imbatterò in due cicloviaggiatori: due universitari poco più che ventenni in rotta per Atene. Maciniamo chilometri insieme - uno dei due è altissimo di statura, una vera barriera naturale contro il vento, che soffia contrario alla direzione di marcia.

Gli dico che mi piace il suo odore, per questo gli sto appiccicato dietro -
Si scoppia tutti a ridere e si chiacchera sino a Kufstein, dove ci lasciamo.
La Strada è così: incontri, separazioni, altri incontri.

Amo la Strada. Amo la mia bici e questa vita.












Mi sia consentito: i neofiti e il veterano.
( non mi sono rimpicciolito: è l'amico tedesco che è alto come un
traliccio dell'alta tensione ! )






Mi sono avvicinato di nuovo al Tirolo austriaco; a Worgl abbandono definitivamente il fiume Inn e mi inoltro nell'interno. Risalgo quota per 500 metri lungo il corso del torrente Brixental. La strada asfaltata diventa una pista in terra battuta che serpeggia in una strettissima valle.

Il torrente accanto produce un rumore infernale, selvaggio. E' una delle strade in assoluto più belle che abbia mai percorso in anni di viaggi.





La pista sterrata che risale la valle del fiume Brixental, forse
la strada più bella mai fatta in bici.



Giungo a Westendorf, un villaggio di montagna. Non trovo posto per piantare la tenda, neanche due metri quadrati. Tutto è curato, sorvegliato, presidiato, recintato. Ci sono strutture turistiche e campi da golf. Vado avanti. I B&B sono tutti chiusi; di aperto restano solo costosi alberghi a quattro stelle. Nel frattempo i chilometri salgono di numero mentre il Sole contemporaneamente scende dietro le montagne.

Inizio a ponderare un piano di emergenza: pernottamento con saccoletto e senza tenda occultato presso qualche edificio agricolo o ferroviario. Non mi era mai successo di aver tanta difficoltà ad accamparmi.
Al chilometro 101 si materializza una guest-house. Entro e chiedo; la figlia chiama la madre e ci accordiamo per una notte con colazione a un prezzo onestissimo. Deal !

La stanza è davvero bella, tutta rivestita in legno. Domani è l'ultimo giorno di viaggio.



 Niente tenda. L'ultima notte in viaggio
la passo in una stanza di legno in località Lauterbach.



Lauterbach - Neukirchen, 21 Aprile 2018.
Il Passo di montagna, la valle del Salzach e l'arrivo.


Fa caldo. Negli ultimi giorni mi sono ustionato braccia e gambe, e anche oggi il Sole farà la sua parte. Inizio a scalare il Thurn Pass, di 1273 metri di quota: al di là del valico c'è la valle del Salzach che avevo percorso all'inizio del viaggio.

Mi sento fisicamente bene; tengo duro e tornante dopo tornante guadagno il colle intorno alle 11 e trenta. Scatto una doverosa foto autocelebrativa; a poca distanza ci sono dei motociclisti anche loro impegnati in fotografie reciproche. Forse io me lo sono guadagnato un po' più di loro, questo traguardo ...!











sopra: la salita che porta al ThurnPass, 1273 m.

sotto: la meritata foto al valico.







Seguono nove e più chilometri di discesa elettrizzante. A Mittersill, nel fondovalle, faccio sosta per mangiare qualcosa presso un lago. Il viaggio ormai sta per terminare; mancano solo venti chilometri da ripercorrere a ritroso per Neukirchen. Riconosco case, ponti e luoghi dove mi ero fermato dieci giorni fa -

Littoria si arresta alle 16 e 45 davanti la porta del Bed & Breakfast dove avevo lasciato l'auto. 700 chilometri esatti, precisi. Manco a farlo apposta.
Niente mega cena nè birra conclusiva: sono felice così. Faccio una doccia, mangio qualcosa, guardo le montagne fuori dalla finestra.

Tiro fuori l'ipod e ascolto un brano soltanto: Can't Find My Way Home dei Blind Faith, l'inno che mi accompagna da sempre in tutti i miei viaggi.

La canzone termina, e con essa anche questa piccola meravigliosa avventura tra le montagne della vecchia Europa.



L'ultimo chilometro, nei pressi del ponte di legno sul fiume Salzach.





Vista delle montagne del Tirolo austriaco dalla mia stanza al
Bed & Breakfast di Neukirchen, punto di inizio e fine del viaggio.








Vai alla pagina dei Consigli per il viaggio.

 

13 commenti:

  1. Che meraviglia!
    Grazie per aver condiviso tale ben di Dio.
    Sì, la bicicletta, il silenzio, la natura, gli spazi, è gioia tutto questo, anche oltre la felicità.

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    1. Il viaggio in bici richiede tanto, ma ripaga tantissimo.
      Ho provato istanti di felicità profonda, difficile da descrivere.
      ciao, grazie.

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  2. Bellissimo viaggio! I prati sembrano come quello dello sfondo di Windows XP:D, verde scintillante!

    Farsi tutti quei chilometri in bici, coi bagagli e pernottando in tenda (che non è come riposare in albergo) è una roba da duri. In passato ho pedalato per una decina di anni in modo "impegnativo" (partecipavo a 3/4 Gran fondo l'anno) poi ho dovuto smettere causa ginocchio distrutto ed è stata una mezza tragedia perchè mi piaceva un sacco. La bicicletta è uno dei mezzi migliori per visitare i luoghi e andare ovunque senza limiti, se non quello della preparazione fisica. Non ho mai pianificato un viaggio proprio per questioni di allenamento, avevo sempre paura di non farcela. Ora mi pento di non averci provato, avrò qualche emozione in meno da raccontare ai nipoti (sigh!)

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    1. Ciao, grazie innanzitutto -

      Hai smesso per il ginocchio: di cosa si trattava esattamente? cartilagine consumata?
      Io ho un dolorino al ginocchio destro, dura da dieci anni e oltre - alle volte va avanti un mese poi sparisce. Misteri. Dopo una settimana di bicicletta con i bagagli, sparisce del tutto forse perchè si rafforzano i muscoli tutt'intorno e lo "serrano". Il ginocchio è un'articolazione complessa - infatti non ho mai voluto fare sci per non danneggiarlo(i).

      Per quanto riguarda l'allenamento ti posso assicurare che non è necessario fare chissà cosa. Quest'anno causa maltempo sono partito con soli 900 Km tra l'altro fatti in pianura.
      L'allenamento matura in viaggio giorno per giorno. Alla (mia) media di 70 Km al giorno, nel giro di 6 giorni circa sento chiaramente che comincia a uscire fuori la forza.

      Il resto è ovviamente lavoro psicologico.

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    2. In pratica ho la rotula che lavora fuori asse rispetto a tibia e femore. Probabilmente era già un problema preesistente e con il passare degli anni e i chilometri è peggiorato ulteriormente, ho tenuto duro per un po' ma a ogni uscita mi faceva sempre più male. Ho sentito un po' di campane ma tutti hanno detto che non si può fare nulla e mi hanno consigliato di mollare la bici, in teoria non potrei fare nemmeno trekking ma solo camminate in pianura su percorsi poco accidentati (infatti quando scendo dai sentieri dietro casa mi fa ancora un po' male). Una fregatura.
      L'unico sport che potrei (e dovrei) praticare è il nuoto ma non mi piace mica tanto.. :D

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    3. Mark, mentre leggevo volevo proprio dirti fai nuoto, inizia, vedrai ti piacerà :-).

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  3. Ti ho ritrovato! Alla fine hai scelto le strade della vecchia europa :-). Un bel giro e belle foto!

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    1. Ciaoooooooooooooooo.....

      Si potrebbe "peregrinare" all'infinito in Europa. Storia, natura e una varietà di paesaggi sbalorditiva.
      Ora ti rileggo anch'io, così mi aggiorno su cosa diavolo state combinando...

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  4. Tutto bello tranne l'episodio del kabab. Io piuttosto che mangiare dal turco sarei morto di fame.

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    1. Informazione di servizio: nelle foto non ci sono anatre come i germani che sono comuni qui da noi nei piccoli corsi d'acqua e stagni ma oche selvatiche.

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    2. Hai ragione, grazie. (idiota che sono) - ora correggo.

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  5. SognatoreFallito3 maggio 2018 00:25

    Al lavoro sono molto preso. Ho poco tempo e guardo solo le foto.
    Molto bello. Bel viaggio.
    Tante volte, meno si è meglio è.

    Io e consorte abbiamo fatto un lungo ponte dal 25 aprile al 1 maggio e abbiamo gironzolato in moto in particolare all'isola d'Elba e zona La-Spezia.
    Solo noi 2. Nessun amico. Solo noi: i soliti vecchi barbagianni.... e temevo che ci saremmo un po' annoiati e magari avremmo litigato per una settimana intera.
    Invece è stato magnifico: tutto coi nostri tempi, con i desideri che ci balzavano in testa al volo, mangiando come e dove ci pareva, fermandoci esattamente dove e come volevamo noi.

    In 1 solo si è ancora più liberi.
    Ma anche in 2 non è male perché è ancora un buon compromesso.
    In più di 2 non è più una vacanza dove si può fare esattamente e precisamente ciò che si sognava.

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    1. Grandi. Pubblica il resoconto che me lo leggo.

      (io sì che ho tempo... :-D )

      Se quest'estate volete fare un salto, fatti sentire - ti prenoto il posto-tenda panoramico che già sai...

      cari saluti a tutti e due.

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