giovedì 6 ottobre 2016

In tenda sul cratere di Lipari, isole Eolie.



Ogni cosa a tempo e a luogo.
( una frase che mio nonno materno usava ripetere spesso )




     Porto di Milazzo (ME), ore 9 di martedì mattina. Aria tiepida e cielo azzurro, sereno. Odore di caffè e marinai che vanno e vengono sul pontile. Sono uno dei pochi italiani in attesa di imbarcarsi sull'aliscafo per le isole Eolie. Francesi, tedeschi, inglesi - ci sono tutti. Educati, silenziosi e carichi di zaini - ma mai come il mio, che è il più pesante di tutti !  Nell'aria è palpabile quella sensazione meravigliosa, unica: sentirsi in viaggio.

Un'ora di navigazione, un breve scalo al porto della vicina isola di Vulcano e sono a Lìpari.
Lipari con le sue case marinare colorate, i suoi vicoli, la collina del castello, i negozi di souvenir, le comitive di stranieri che fotografano estasiati. 


Porto di Lipari, Marina Corta.




sopra: qui a Lipari il laborioso processo
di integrazione sembra avere avuto successo !



A mezzogiorno attendo il piccolo pullman che mi porterà a Lami, una borgata rurale all'interno dell'isola. Da lì inizierò la scarpinata verso la cima del Monte Pilato, m.477, un antico cratere che originò la colata di ossidiana detta delle Rocche Rosse.

Trascorro l'ora più calda rifugiandomi all'ombra della tettoia di una tipica abitazione eoliana - si chiama Oasi del Divino Amore e probabilmente è sede di una comunità di giovani credenti. Ma non si vede nessuno. Le porte sono prive di inferriate e il cancelletto di legno è aperto. Consulto la cartina e mangio qualcosa. Non si sentono cicale nè rumori di sorta; sono in una contrada piena di vigneti e muretti a secco sulla quale incombono le pendici di antichi vulcani, nel silenzio più assoluto -

Borgo rurale di Lami. Sosta all'ombra presso una tipica casa eoliana.


Alle 15 riprendo il cammino. L'asfalto termina e la strada diventa una pista sabbiosa e solitaria. Imbocco la deviazione per il sentiero che porta in cima al cratere, nella conca del quale si trovano vecchie case abbandonate circondate da una vegetazione bassa e lussurregiante.



sopra: Lipari, inizio della salita al cratere di Monte Pilato.
sotto: il sentiero che porta in cima, cancellato da un colossale smottamento.




Sembrava una sciocchezza, invece l'escursionismo riserva sempre qulache sorpresa: quello che doveva essere un comodo sentiero d'accesso alla cima del cratere, risalendone l'orlo occidentale, è per la quasi totalità costituito da una profonda frattura, una sorta di crepaccio originato da uno smottamento del terreno (è stato un terremoto ?), che l'acqua piovana continua a scavare senza sosta. Quando non si passa a piedi nel fondo del crepaccio, occorre passarci di lato, e questo significa trovarsi sull'orlo di una fossa profonda anche tre metri.

Sudo più per la paura che per il caldo. Attenzione massima e totale !

 - poi finalmente guadagno la cima.



sopra: vista dalla cima del cratere di Lipari; sullo sfondo, l'insenatura di 
Porticello, luogo di imbarco della pomice.
sotto: il sole tramonta dietro il Monte Chirico, m.602





E' un tramonto privo di nuvole, senza vento. Il sole gioca tra le Eolie, sospese tra cielo e mare. La piccola Panarea sembra surreale, in mezzo a un distesa madreperla su cui si posa l'ultima luce. Poi appare una falce di luna, in alto a occidente.

Smetto di pensare a tempi di posa e diaframmi e rimango in piedi. Nel silenzio, nel momento.

L'ultima luce del giorno dalla sommità del cratere. Al centro, la piccola isola di Panarèa.



Monto la tenda sfruttando i pochi metri quadrati pianeggianti disponibili. E' un piccolo spiazzo appena sotto la cima, protetto da cespugli e dal vento che inizia a soffiare a raffiche appena va via il sole, e terminerà soltanto all'alba. Passo una notte un po' tormentata a causa della pioggia, per fortuna breve e debole.
Per risparmiare sul peso ho infatti portato con me il solo telo interno della tenda.

Ma tutto sommato anche questo fa parte dell'avventura -

Faccio colazione parecchio prima dell'alba, che si preannuncia molto nuvolosa. Poi sistemo il treppiede e attendo con pazienza la prima luce del giorno.



Alba dal Monte Pilato. Sullo sfondo a destra, l'isola di Salina.
Salina ammantata di nuvole alla luce dell'alba.

Quando lo spettacolo finisce, smonto il campo e scendo a piedi. Tutta la strada fino al mare, che raggiungo nei pressi del borgo di Canneto

Sulla via del ritorno, un tratto della 'Strada del Vino' nei pressi di Lami.
Le poche case di Lami.
Il paese di Canneto ripreso dai tornanti che salgono verso l'interno dell'isola.

La giornata è ben diversa. Il cielo è nuvoloso; nubi nere si attardano sulle montagne dell'isola. Fa fresco e cade qualche goccia di pioggia. Malgrado abbia dormito poco e male, mi sento bene e in forze. Lo zaino mi pesa meno e le gambe vanno alla grande.

Cammino per chilometri lungo la costa orientale sino a Porticello, zona storica di lavorazione della pietra pomice. Incontro rare auto, qualche taxi che trasporta turisti, altri camminatori con lo zaino, tutti stranieri, e un gruppo di cicloviaggiatori francesi con i quali mi fermo a parlare.

Siamo tutti sulla strada - ci salutiamo con un gesto, o con gli occhi; ci riconosciamo al volo tra di noi.

A piedi, in bici. Siamo tutti stregati dalla magìa della strada. Metafora della vita.

Ecco, sotto questo cielo plumbeo sono arrivato al porto d'imbarco delle cave, dove il mare assume colori polinesiani. Scatto le ultime foto, poi mi fermo a bordo strada ad aspettare il primo pullman utile che mi riporterà al porto di Lipari.


Lipari, Porticello. In basso, stabilimenti abbandonati di lavorazione della pomice.


Attendo l'aliscafo delle 12 e trenta. E lascio Lipari a malincuore. E' un'isola bellissima, e anche la mia piccola avventura lo è stata. Accanto a me siede un anziano, straniero. E' silenzioso e pensa. Quali saranno i suoi pensieri ? E sono davvero i suoi, quei pensieri, o 'appartengono' all'isola ?

Anche se è sbagliato, non resisto alla tentazione di fargli una foto.

Mi fa pensare, questa foto. L'ho intitolata 'Attesa'.

tornerò qui, in un altro tempo, lo so.

Quindi...
quindi arrivederci Lipari.

Lupolibero, 4-5 Ottobre 2016



Attesa






COME DOVE E QUANDO.



Sono arrivato a Lipari in aliscafo. I natanti partono dal porto di Milazzo (ME), sulla costa tirrenica della Sicilia. Il viaggio di sola andata dura un'ora e costa 16 euro e 10. Il servizio è rapido, puntuale ed efficiente.

Portatevi da casa tutto quello che potete.
Le Eolie sono turistiche e costano care. Io quando viaggio metto il cibo in secondo piano - mi interessa far foto e godere della bellezza dei posti spendendo poco. Ho portato con me tre panini, una scatoletta di Simmenthal, due uova sode, noci del mio terreno ( che ho schiacciato con le pietre vulcaniche ! ), biscotti, caffè solubile e mezzo litro di latte. Più due litri d'acqua; e ne avrei voluta di più - non lesinate sui liquidi, se ne vanno a fiumi !
In pratica ho pagato solo il pullman per Lami più quello di ritorno per un totale di 4 euro e 20.

Il sentiero per il cratere.
Da Lami si segue l'unica strada verso nord per il cratere Fossa delle Rocche Rosse; ci sono cartelli di legno. A meno di un chilometro da Lami c'è un bivio senza segnale: andare a destra. Segue un incrocio segnalato, e quindi si piega a sud risalendo la ripida cresta del cratere. Il sentiero, scavato profondamente dall'acqua, è in alcuni punti abbastanza pericoloso. Dalla cima del cratere ci si affaccia a sud verso il docile pendìo del Pomiciazzo, una colata preistorica. A nord c'è invece l'ex voragine, ripidissima. Per farla breve: non è un posto dove porterei bambini.

Spostarsi per Lipari.
Al porto di Marina Lunga dove approdano gli aliscafi si trovano: la biglietteria della Liberty Lines e, di fronte, un minuscolo botteghino-fermata dei bus. Sebbene non ci sia scritto da nessuna parte, i biglietti si comprano sui pullman. Costano pochi euro e portano velocemente dove si vuole. E' un servizio magnifico e utilissimo. L'azienda che lo gestisce si chiama Urso.

Quando.
Recarsi alle Eolie in piena estate, soprattutto in giornate afose di Scirocco, non è secondo me un piacere ma un autentico incubo. Ressa, prezzi alle stelle, code e rischio di stare seriamente male. Ottobre è un sogno. Se fa caldo è comunque sopportabile; la luce è meno accecante, adatta alle foto. I turisti sono nettamente meno e quelli che ci sono sono quasi tutti stranieri.

La cartina.
Per questo percorso a Lipari mi sono ispirato ai consigli di una vecchia Guida Rossa del Touring dell'89. La parte dedicata alle Eolie è infatti curata molto bene, a differenza di tutto il resto del libro.

Non si va da nessuna parte senza una buona, anzi ottima carta.
Per le Eolie ci ha pensato la Kompass con la sua cartina no.693 in scala 1:25mila. La Kompass è un'editrice austriaca, e la qualità si vede eccome. Questa preziosa carta l'ho pagata 8 euro nel 2011 e me la tengo cara: con le Eolie ho ancora tanto da fare !



Il racconto della storica eruzione della pomice, avvenuto nell'anno 729, fu descritto da S.Willibald. Trovate un documento in questa pagina

L'anno scorso ho invece visitato l'isola di Vulcano, dormendo con il solo saccoletto sull'orlo del suo cratere quiescente, sempre nel mese di Ottobre a me caro. La microavventura la trovate qui.

Buone escursioni.



2 commenti:

  1. Ci sono stato a Lipari, ma col il classico giro organizzato per i turisti.

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    1. Fatti una scappata adesso in Sicilia, chè te lo organizzo io il giro...!

      Lipari è un'isola ingiustamente sottovalutata rispetto alle altre; a differenza di Vulcano, dove (isola comunque scenografica), ho riscontrato atteggiamenti improntati a cafoneria, maleducazione e approfittamento sfacciati, Lipari mi è piaciuta anche per la gente, e ci tornerò.
      Forse prima di quando credo.

      Un saluto !

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