giovedì 24 maggio 2018

Video sull'escursione alla Cascate del Catafurco, Sicilia.




A tre anni di distanza ho ripreso a pubblicare brevi video sul mio canale Youtube.
Un filmato di due minuti sull'escursione alle Cascate del Catafurco ( Sicilia )
 descritta nel post precedente, si trova qui:





27 commenti:

  1. Mi permetto un suggerimento: più i luoghi sono belli e meno sono conosciuti alle masse è meglio.
    Io da tempo non divulgo più se non a poche persone fidate alcuni luoghi di pregio naturalistico/ambientale: ho visto troppi casi di accesso devastante di (masse di) persone (rifiuti, rumori, mi porto a casa il ricordino, ci vengo in SUV, etc., casi come questo) per aggiungere alla devastazione anche il mio contributo.

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    1. E ti avevo appena citato nella pagina odierna, anche io "porto colpa". ;)

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    2. Figurati: il posto è stra-conosciutissimo. Lo conoscono tutti da queste parti. Conosco addirittura chi vi si è recato per dichiararsi alla propria partner.
      Diciamo che a maggio e nei giorni lavorativi, la mattina è poco praticato. Già dalle 15, ero sulla via di ritorno e ho incontrato tre coppie di francesi cui ho fornito indicazioni ad un bivio non segnalato.

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    3. UCoso ma ti fermi mai a riflettere sui tuoi pensieri?
      Quello che hai scritto sopra una stronzata gigantesca per due ragioni.
      La prima è che, non essendo te un troglodita valligiano che teme il "foresto", hai il riflesso condizionato del D'Alema a Capalbio, ovvero che tu sei l'aristocratico signore e gli altri sono popolaccio a cui deve essere vietato l'accesso alle tue tenute. Peccato che non sei davvero aristocratico, hai solo la posa, che fa abbastanza ridere la prima volta, la seconda meno, la terza diventa triste, la quarta inizia a preoccupare.
      La seconda ragione è banale: non distingui i problemi di aree d'Italia sovra-popolate e sovra-sfruttate da altre aree che sono sostanzialmente abbandonate, spopolate e sopratutto non hanno una economia che consente l'autosufficienza, tanto che ci dobbiamo pompare dentro un sacco di risorse per la faccenda della "coesione sociale", tradotto significa che lo Stato deve garantire a tutti più o meno un livello di vita analogo, altrimenti ci sarebbe la Padania lastricata d'oro e altri posti come l'Afghanistan. Stanti cosi le cose, se tu non fossi condizionato come tanti altri e quindi se tu non fossi meccanico, capiresti che al contrario di quanto scrivi bisognerebbe fare più pubblicità possibile al Meridione e segnatamente alla Sicilia. Bisognerebbe anche farci le strade, portare l'acqua, il telefono, eccetera, perché non tutti al giorno d'oggi amano l'eremitaggio come LupoCoso qui. La pubblicità non dovrebbe essere solo atta ad incentivare il turismo ma anche il commercio dei prodotti locali, perché le nocciole di LupoCoso si vendono al prezzo di quelle turche, non al prezzo che dovrebbero avere. Eccetera eccetera.

      Sveglia!

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    4. 'azz, a Lorenzo è scattato lo sclero.
      Uff, che esagerato!
      Coglionaggine, abrutimento e rozzezza sono egalitari e non fanno diferenze di censo e classe: si passa da Lapo che parcheggia la Ferrari leopardata sul marciapiede al tamarro romano che appende la borsa di rifiuti al ramo tronco del pino a Ostia, dal riccastro che scende dal proprio panfilo e prende a picconate uno scoglio ("la foca" se ricordo bene) per portarsene a casa un pezzo al piccolo idiota vorrei il suv ma mi posso permettere solo la dacia che sale nella strada forestale con divieto di passaggio e poi la parcheggia in mezzo al prato per farsi il selfie da mettere sul faccialibro alla faccia del contadino e del suo fieno, ai "doni e risorse" che aprono il finestrino in treno e cacciano fuori ogni roba.

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    5. La fiera degli orrori non conosce limiti, differenze di censo, "cultura", classe.
      A questo aggiungiamo il problema dei numeri, della scala che, ogni volta, devastano, stravolgono e denaturano i luoghi (osservare la crosta cementizia ligure, il divertimentificio romagnolo o la tumorazione edilizia amalfitana, il video dello scempio di massa in Isvizzera che ho collegato sopra).
      Io sono per la natura, la montagna antidemocratici, ruvidi, deinfrastrutturizzati, accessibili solo con fatica, disciplina, fatica.
      Questo filtro toglie il 90% della merda che non vorrei offendere la merda che quella, almeno, diventa letame e poi frutti, ortaggi squisiti, legno robusto, etc. .
      Lorenzo, dovrei riportare qui alcune TUE giuste osservazioni sull'abrutimento delle.masse che ci sono, talvolta, nel tuo diario.

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    6. Ho capito perfettamente quello che vuoi esprimere in merito alla democratizzazione dei posti di natura più belli.

      Ti riferisci al popolino ignorante che accede dappertutto. Alla famiglia urlante che si colloca sulla spiaggia di una riserva naturale facendo caciara tutto il giorno - allorchè invece sarebbe più opportuno non che stesse a casa (chè non sarebbe giusto neanche questo), ma si recasse in una spiaggia di calcestruzzo insieme ai suoi simili.

      Qui noi non ci si eleva ad aristocratici, chè non lo siamo - come L. afferma.
      Ma non siamo (io, tu o Lorenzo) neanche "popolino", perdio.
      Di cultura, senso estetico, educazione civica ne abbiamo da vendere.

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  2. Dal punto di vista della qualità del video, hai fatto un ottimo lavoro. Nulla da dire.

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    1. I montaggi sono abbastanza divertenti, soprattutto se durano poco. Purtroppo dovrei usare un computer molto più potente di un semplice portatile che poverino si surriscalda in poche decine di minuti.

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    2. Non è il mio stile, troppo "patinato", posato, editato. Io preferisco lo stile "combat cam". E' un po' la differenza tra sembrare e essere.

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    3. De gustibus...

      Animato da desiderio di conoscenza ho cercato sul web lumi in merito allo stile Combat Cam, e quel poco anzi pochissimo che ho reperito riguarderebbe l'ambito militare ove pare si addestri personale dotato di macchine le cui riprese fisse e video sarebbero di supporto alle operazioni.

      Da cui deduco - forse mi sbaglio - che lo stile Combat Cam dovrebbe consistere nel fare riprese "in soggettiva". Nel mio caso, essendo da solo, dovrei allora dotarmi di videocamera montata sul capo, come nelle riprese diffusissime fatte con la famosa GoPro.

      Questo tipo di ripresa risente molto dei movimenti dell'operatore, che fa corpo unico con la macchina, e lo trovo snervante già dopo poche decine di secondi malgrado siano stati introdotti sofisticati sistemi di stabilizzazione del movimento.
      Persino riprese (per me) interessantissime come quelle fatte nei viaggi in bici riescono ad annoiarmi in brevissimo tempo.

      Inoltre nel caso specifico della GoPro, la distorsione abnorme dovuta al grandangolo costituisce un ulteriore elemento di disturbo.

      Ritornando al mio specifico filmato, ho usato apposta focali sui 35-50mm che riproducono la focale dell'occhio umano proprio allo scopo di rendere la ripresa più "rilassante" o "posata" che dir si voglia.
      Tecnicamente parlando perdo molto più tempo perchè devo usare il treppiede e poi tagliare le clip soprattutto alla fine, allorchè torno indietro a spegnere la Nikon.

      Ci guadagno però che mi vedo ripreso dall'esterno mentre cammino - cosa non scontata poichè non ci è concesso - mi si perdonerà il paragone azzardato - "uscire fuori dal corpo". In pratica un'estensione dell'autoscatto.

      Il risultato mi è sembrato soddisfacente perchè riproduce esattamente quello che ho fatto: camminare in un posto meraviglioso e farmi un bagno nell'acqua gelida senza nessuno intorno in un lunedì mattina con l'aria tiepida.

      poi, ripeto: de gustibus...

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    4. Il concetto di "combat cam" fu inventato dai corrispondenti di guerra americani nella seconda guerra mondiale. Riguardava tanto le foto che le riprese cinematografiche. Esempio. L'idea era di riprendere gli scenari di guerra il più possibile vicino, sia topograficamente che temporalmene, al succedersi degli eventi.

      Ovviamente col tempo la faccenda si è evoluta e per vari motivi ha avuto l'apice durante la guerra del Vietnam. Esempio.

      Al giorno d'oggi è più che altro questione di culo perché i "reporter" sono "embedded" che è un termine tecnico per dire che seguono una unità e questa unità si premura di non fargli riprendere niente che non devono riprendere e/o di censurare quello che riprendono prima della pubblicazione. Esempio.

      Quindi, riassumendo, secondo me si tratta di scattare in maniera intuitiva, nell'immediatezza, senza preoccuparsi troppo della "composizione" e dei dettagli tecnici della ripresa. Oppure, se vuoi, mettere in risalto il contenuto dell'immagine piuttosto che il contenitore. Il contenuto però deve avere un suo perché, non essere qualcosa "di maniera". Di solito sono i dettagli che fanno la differenza.

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  3. Per ora mi rifiuto di usare i bastoncini da camminata :-).

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    1. A onor del vero devo dire che otto anni fa in valle Anzasca (nord Italia) mi hanno salvato da una scivolata pericolosissima su una mulattiera.

      Per il resto, se li usi:
      - fanno "compagnia", ti ci affezioni
      - aiutano in salita e confortano in discesa

      Diciamo che se ne può fare facilmente a meno, ma se ci sono è (un po') meglio.
      Soprattutto se li si usa in modo appropriato e non svogliato e scoordinato.

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    2. SognatoreFallito25 maggio 2018 08:04

      Peggio per te.
      In salita permettono di distribuire lo sforzo su tutti gli arti anziché solo su quelli inferiori.
      In discesa fanno prendere meno traumi alle ginocchia.
      Riducono notevolmente il numero di cadute.

      L'unico problema è quando si fanno sentieri molto aspri dove serve anche usare le mani per delle piccole arrampicate (non sai deve mettere quei cosi).

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    3. Io non credo che distribuiscano granché lo sforzo, dati gli angoli in essere. In discesa mi fanno paura perché se cadi c'è una certa possibilità di infilarseli da qualche parte, oltre a ostacolare l'uso delle mani e delle braccia per appigliarsi e/o attutire la caduta. Se fossero una cosa veramente utile, gli avi li avrebbero adoperati dal neolitico, invece no.

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    4. SognatoreFallito, peggio per me non saprei, nel posto dove sono ora i sentieri per raggiungere le cime sono asprissimi e devo sempre usare le mani. Credimi i bastoncini sarebbero solo di fastido.

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    5. Lorenzo: Se fossero una cosa veramente utile, gli avi li avrebbero adoperati dal neolitico, invece no.
      Come puoi escludere che non adoperassero qualcosa di simile?

      Io è un sacco che non vado in montagna, ma ricordo che, lungo certi sentieri, avere un bastone era utile... comunque, ammetto che è tantissimo che non vado in montagna e per sentieri un pelino impegnativi.



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    6. Nooooo Nuvola, non ti mettere a discutere con Lorenzo :-).
      Lorenzo, guarda che scherzo ehh :-).

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    7. Non ti avevo detto che dovresti soprannominarti "veneta errante"?
      Ci sono tre ragioni per cui lo escludo:
      1. nessun ritrovamento di manufatti simili (es. il cosiddetto "uomo di Similaun" aveva con se una panoplia di armi e utensili ma niente come i bastoncini per camminare, eppure era in montagna).
      2. nessun aggeggio simile viene riportato dagli scrittori antichi ne rappresentato nelle pitture e sculture. Bisogna tenere presente che gli utensili che funzionavano nel neolitico sono arrivati ai giorni nostri, come la fionda, l'arco, il boomerang, eccetera.
      3. non esiste un aggeggio simile in nessuna cultura umana ne esisteva in tempi storici. Come ho detto sopra, gli aggeggi che funzionavano, come quelli elencati, erano usati da tutte le culture.

      La ragione l'ho scritta, i bastoncini non hanno alcuna funzione pratica e anzi, sono un problema perché occupano le mani che gli avi usavano per portare l'arco o qualche altro attrezzo. Ai giorni nostri sono una moda, infatti se vai al parchetto dove vado io vedi gli impiegati vestiti da pagliaccio che vanno su e giù con le mountain bike e li vedi anche camminare come soldatini a molla (si chiama "nordic walking") con le bacchette.

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    8. Aggiungo che nella antichità si usava il "bastone del pellegrino". Non serviva a fare meno fatica, serviva come arma. Ci sono varie scuole di combattimento col bastone che è discretamente efficace anche contro avversari armati e corazzati (vedi la tradizione inglese da cui celebre scena dei film con Robin Hood).

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    9. Ecco cosa vedi al parchetto. Credici o no, lo fanno anche in spiaggia.

      Ora, d'accordo che sei errante quindi erri ma se fai mente locale alla distribuzione delle masse e agli angoli, capisci che il carico che si può applicare ai bastoncini è minimo. Per contro, se sei in montagna su un sentiero ripido, secondo me non è tanto furbo avere in mano due stecche di metallo che in caso di caduta ti possono trafiggere.

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    10. I bastonxini al parchetto sono come i SUV in centro o l'huskie ad Ancona, delle mode per idioti.
      In escursioni.lunghe, se ben usati (e nei gruppi ved(ev)o che molte persone non li sanno usare, a proposito divregressioni cognitive di massa anxhe su cose elementari) possono trasferire fino al 10, 12 o 15 per cento del caricoxagli arti superiori.
      Esistono valli e zine alpine (ad esempio l'ossolano) dove si adotta una tecnica dicdiscesa con un grosso bastone utiluzzata nei trasferimenti che erano per lavoro e non per dipoeto come attualmente.
      Non sono rimasti perché erano semplici pezzi di legno biodegradabili, senza parti dure in selce o metallo.

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    11. Furbofono, scusate i refusi.

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    12. > anche in spuaggia

      Conosco quel luogo (litorale capalbiese).
      Le due sciccose quasi li trascinano.
      A proposito di mode idiote che non fanno discriminazioni di censo, clase, cultura.

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    13. Adesso però pretendo la spiegazione di come si calcola il rendimento del 10, 12, 15% agli arti superiori. Nel mio caso significherebbe MINIMO circa 4kg per bacchetta e secondo me non ti rendi conto di quanto "pesano" 4kg per ogni braccio moltiplicati per la durata della camminata.

      Hai presente lo sci di fondo? Le bacchette mica sollevano lo sci del 10%, lo sci preme esattamente allo stesso modo con o senza bacchette. Servono solo per spingere all'indietro ed in subordine, ovviamente facilitano l'equilibrio che è precario dato che i piedi non solo liberi di aggiustarsi automaticamente perché vincolati allo sci.

      Spingere all'indietro con la bacchetta, sempre per via della geometria del sistema, è il modo meno efficiente del mondo e infatti per andare più svelti si usa la "pattinata", ovvero si spinge con una delle gambe portando il peso sull'altra. Si può facilmente fare l'esperimento coi pattini (oggi in linea) invece che con gli sci. NESSUNO usa le bacchette per pattinare e la ragione è che NON FUNZIONA.

      Veniamo alla parte dell'equilibrio. Io incespico spesso e volentieri e qualche volta sono caduto. Forse complice qualche memoria motoria di quando ero giovane, me la cavo aggiustando il corpo per attutire l'urto e parandomi con le braccia. Non mi sono mai fatto niente. Se avessi le mani impegnate dalle bacchette probabilmente mi romperei qualche osso della mano se va bene, altrimenti mi tirerei la bacchetta, che è rigida, in faccia o nella buzza. Forse la bacchetta permette come nello sci di favorire l'equilibrio ma li sei su una superficie piana e regolare. Io preferisco "sentire" se e quando e come l'appoggio cede quando calco col piede invece di appoggiarmi su una bacchetta che mi da un feedback molto più indiretto. Oltre la faccenda sopra descritta del rotolare in un modo o nell'altro.

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