martedì 11 giugno 2013

Gatti, lavori edilizi, cose da non fare


Arrivano piccoli animali portati dai vicini - loro li curano e li nutrono noi ci giochiamo. Si tratta di gatti - animali a me cari perché silenziosi e puliti. Erano in tre ma una, quella più a destra nella foto è deceduta dopo una settimana.
Vederli vagare nella campagna è uno spasso.

il bello, il brutto, il cattivo
Giovanna
Ho fabbricato un cappio per prelevare le nespole a grandi altezze. Adoro le nespole, mi ricordano la campagna di quando ero piccolo. Le nostre sono piccole e brutte, ma dolci come il miele e italianissime.
 
 
 
 
pomodori di Lupolibero
megacipolle

cavolaie in volo sulle lattughe
i nostri primi cetrioli
Un'altra pianta che mi ricorda l'infanzia è il basilico. Abbiamo piantato basilico Greco, di inebriante odore.
 

Dopo lunghe fatiche e lavori in cui abbiamo messo le mani anche noi, abbiamo finalmente completato il rifacimento della facciata della casa principale. Prima sembrava un edificio bombardato, chi arrivava diceva bella le campagna certo ma storceva il nasino: peccato questa casa...
Il risultato mi pare più che soddisfacente. Abbiamo rimosso uno spessore medio di 8 centimetri di vecchio intonaco incoerente, collocato intonaco nuovo dotato di rete, spalmato litri di impregnante e infine pitturato con due mani abbondanti di costoso prodotto Mapei.
 
I sei metri cubi di macerie generate hanno riempito tre camion medi, e li abbiamo riempiti noi in un giorno e mezzo con pala e carriola.
 
Le idee sono belle ma da sole non bastano - la soddisfazione vera viene dalla MANUALITA'.
 


Un'altra opera in corso è la rimozione del vecchio pergolato ultratrentennale ormai marcio. Ci siamo fatti portare pali d'acciaio da 8 e 5 cm di larghezza, li abbiamo sgrassati con petrolio bianco, poi li abbiamo verniciati a mano con rullo e smalto antichizzato di alta qualità.
il pergolato cadente
verniciatura delle barre d'acciaio
 

meritato riposo dopo i lavori
Una cosa da non fare: astenersi dall'usare le mascherine antipolvere durante questi e altri lavori. Usando per ore e ore la motosega senza la mascherina ho respirato polvere fine di legna beccandomi un'asma bronchiale. Anche vapori di vernici e polvere da carteggio fanno la loro parte. D'ora in poi utilizzerò una maschera FFP3, buona per amianto. Ci manca solo che ho respirato veleni per dodici anni in un'industria chimica e poi finisco per star male qui in Sicilia !
W le maschere antipolvere allora - quelle serie. Alla prossima.
Lupolibero

lunedì 13 maggio 2013

Esplosione di primavera


Alba di primavera. Si dissiperanno le nuvole ?

Sintonizzarsi con la Sicilia non è facile, non lo è mai stato per nessuno. La Sicilia è come quelle immagini bipolari; se ne inquadri una non vedi l'altra, non avrai mai una visione d'insieme - per avere una visione d'insieme devi intuire il tutto, ragionare su un piano più alto.

Qui si affiancano splendore e cattedrali, grettezza e genialità.
Ma il pane, amico mio, QUEL pane di grano duro su cui metti l'olio degli ulivi secolari - quell'aria, quella frutta, quella verdura, quel colore del cielo cobalto profondo, quella gente che è la tua e non ti accetta solo perchè sei ricco, quella gente che prenderesti a sberle e poi abbracceresti cinque minuti dopo, il mare e il suo movimento, la sera in campagna e il suo odore d'umido e di bosco, ebbene tutto questo è Sicilia e io non ci rinuncio, non la rinnego.

Si, la Svizzera, certo, dove tutto funziona come un orologio. O il Trentino lindo e pulito. Alternative possibili ? Si, ma non mi sentirei mai a casa mia. Se tagliassi un albero mi farebbero un processo. Tutto vietato, tutto regolamentato, tutto pagato a caro prezzo. TUTTO ha un prezzo.

A una festa di primavera in un paese vicino abbiamo incontrato un giovane ventenne che ci ha detto: la verità è che stiamo male da qualsiasi parte.
Come dargli torto ? La perfezione, il posto perfetto non esistono. Anche l'eccesso di zelo, la precisione nordica, alla fine risultano insopportabili.

Sarà ancora Sicilia, allora. Io, noi, ci crediamo.

piantine di fragole
Le lucertole. Mi guardano, si fermano e mi osservano. Chissà cosa passa nella loro testa. Mi divertono, riempiono di vita la campagna e le nostre giornate.


 Negli ammassi di materiale vegetale da bruciare abbiamo reperito un nido di merli. L'ho preso e l'ho spostato su un albero vicino. I genitori sono accorsi quando mi sono allontanato. Il giorno dopo il nido era vuoto e i piccoli uccelli erano sul terreno. Cercavano di volare ma con scarsi risultati, apparivano ridicoli ma ce la mettevano tutta per sfuggire alle mie mani - volevo rimetterli nel nido.
Il giorno dopo ancora erano sugli alberi, avevano imparato. Mi ricorderò di loro.



le nostre mega fave
la nostra insalata Canasta
lattuga Romana
le fave piantate a dicembre, ormai piante adulte
Abbiamo ottenuto chili e chili di piselli dolcissimi. Nella nostra precedente vita li avremmo pagati a peso d'oro - qui non sappiamo a chi regalarli. Ogni baccello è una meraviglia.
 


giovani foglie del Noce
noccioli
 
fiori del pisello