lunedì 2 settembre 2024

Finita la raccolta nocciole 2024.

 


 

Finisce un'altra fase. Abbiamo terminato la raccolta delle nocciole, iniziata il 15 agosto compreso e protrattasi per 16 giorni senza soste.

Tutta la tonnellata e oltre si trova nei sacchi, asciugata al sole. Si tratta solo di conferire e non se ne parla più. Sono felice e sollevato, grato al mio corpo per quello che mi ha permesso di fare.

 



 

Come quantità è stata un'annata ricca ma senza eccessi. La pioggia torrenziale del 18 agosto ha permesso all'erba di crescere, ma tutto sommato ho dovuto ri-decespugliare soltanto due ore.

Laddove prima il terreno era giallo d'erba secca, ora c'è un'erba grassa e folta con uno spunto spaventoso alla ricrescita, complici le notti umide al 70% e oltre.

Trascorrerò tutto settembre tra lavori minori in attesa della raccolta delle noci a fine mese. Voglio riprendere le sedute di camminata veloce e running, interrotte a giugno. Per la prima volta andrò al mare, di buon mattino.

Gli ultimi pomodori sono appesi alle piante ormai stanche. Tra  poco arriverà il tempo dei fichidindia.

L'alba è adesso alle 6 e 45. Il sole non è più forte come prima.




venerdì 19 luglio 2024

Orto, caldo, Buona Volontà e "il Rosso".

 

 


 

 La lunga traversata nel deserto del mese di luglio prosegue. Temperature come sempre odiose - quest'anno tutto sommato un po' più sopportabili. 28 gradi in casa; fuori si resiste soltanto sotto i noccioli - la sera si respira dopo le 20 e in qualche modo si dorme, anche se peggio rispetto a quel paradiso che sono stati aprile e maggio.

Buon raccolto di prugne e di pere, dopo pausa di due anni in entrambi i casi. Ieri pomeriggio un'ora di raccolta di pere Coscia, grondando di sudore e nel timore di farsi pungere da qualche vespa. Metto i frutti nella ex stalla e richiudo con una rete fine per evitare che vadano le lucertole a mangiarsele (esperienza docet).





Nocciole: sembrano esserci. Il 60% del terreno è decespugliato e gli alberi privati delle crescite. Ogni anno mi rendo conto che la campagna può essere gestita solo da chi veramente ama l'ordine e ripudia il caos. La fatica viene ripagata dalla visione del "ben fatto". Il materiale di risulta ordinatamente riposto in attesa di ottobre (possa arrivare presto).





Non sto a citare le fonti, ma ultimamente si è sviluppata una sorta di moda, di "idea" consistente nel lasciar fare alla natura, non decespugliare, permettere che prenda insomma piede un sorta di "naturale, bellissimo caos". 

Certe amministrazioni pubbliche come la Milano sinistrorsa di Sala ne approfittano per risparmiarsi le spese di tosatura erba dei giardini pubblici. I radical chic si beano invece dell'incolto e favoleggiano di natura selvaggia che si riappropria del territorio. I pigri, indolenti e scansafatiche, infine, sono pienamente soddisfatti: hanno una scusa in più per non far nulla, anzi preservano la "biodiversità", altro termine abusato per farci sotto-sotto digerire il suo omologo umano: inclusività, multietnicità eccetera.

Sono tutti metaboliti antiumanistici. Studiatevi cos'è l'anti-umanesimo e la spiegazione verrà da sè.

Tre giorni fa ho invece decespugliato per la terza volta l'area dell'orto. Se c'è una cosa che detesto è proprio vedere erba semi-alta vicino alla casa. Mi dà un senso di disordine, di cose lasciate andare a se stesse, di mancanza di controllo. Forse essa (la mancanza di controllo) verrà tra 10, 15 anni. Per adesso sono forte, mi sento bene e TENGO LE COSE BENE.

La mia arma di combattimento è la buona volontà.

 

I pomodori si stanno riprendendo dall'attacco di peronospora per il secondo anno consecutivo. L'anno prossimo farò i trattamenti preventivi adeguati. Ottimo raccolto di ciliegini, zebrini miei adorati e cuori di bue:

 



 


Infine, c'è un nuovo amico. Era arrivato già l'anno scorso in autunno, quando era ancora viva la nostra gatta, la quale non è che ne fosse felice - tuttavia non lo cacciava.

Il giovane gatto rosso, timoroso dell'uomo, non so da dove sia venuto. Sempre pulito e in buone condizioni - forse si procacciava qualche piatto di pasta da vicine contrade. Ora abita stabilmente qui mattina e sera, anzi non abbandona la postazione per la tema di perderla.

Non ci accompagna nei giri a piedi, e si fa toccare ben poco da mano umana anche se si sta abituando. E' bellissimo ed è una compagnia. Spontaneamente lo abbiamo chiamato, banalmente, "il Rosso".