sabato 27 agosto 2016

La stessa cosa, ma un po' diversa.



Melenzane e pomodori Murano con basilico di nostra produzione.


Caldo umido, oggi. Le 7 del mattino e la luce che entra, invadente. Le nocciole da raccogliere, cinque-sei-sette ore chinati. La radio racconta di code, incolonnamenti, rientri di massa. Snocciola tutta la geografia di un'Italia che si riavvolge come il nastro di una musicassetta. Di nuovo.

Me lo ricordo il mio rientro in auto fatto tempo fa, come tutti, in un'altra vita.
Le curve da incubo della Calabria, verso nord. La Toscana, dove all'andata avevamo dormito in un agriturismo - e al rientro attraversata senza guardare neppure fuori dal finestrino, invece - sino alle code storiche come quella di Barberino del Mugello. Poi il cielo, il suo colore sempre meno vivo, meno blu e più opaco, presago della pianura lombarda.

Io con milioni di altri. Milioni di culi poggiati per ore sui sedili, a riavvolgere emotivamente le brevi vacanze.
I commenti sui parenti, le incomprensioni, il piacere di dire "ma sì, ognuno a casa sua", il dispiacere di aver rivisto solo per poco le persone degne di stima. E le soste agli Autogrill stracolmi. Me ne ricordo uno, ma non saprei dire dove. C'era una ressa inverosimile al banco del bar e questo tipo mingherlino, con gli occhialini metallici e la faccia da milanese, ancora palliduccio, che cercava di farsi largo tra la folla, con due mocciosi che lo tormentavano e che davano di matto; uno era tenuto in braccio, l'altro gli stava attaccato ai pantaloni e piangeva come un disperato. E il milanese chiese un bicchiere di latte caldo, e la barista glielo diede. E ricevuto il bicchiere si lamentò che era troppo caldo, e allora stizzito si fece dare un altro bicchiere, dopo che il contenuto di quello precedente fu interamente buttato nel lavandino. E io pensai allo spreco, e a tutta l'infelicità e l'assurdità di quella situazione.

E pensai anche che ecco, quel tizio era esattamente quello che io non volevo essere.

La vacanza finiva con il "giorno cuscinetto", quello che serve per rimettere a posto le valigie, riabituarsi all'idea che la breve fuga è finita e prepararsi alla notte insonne e tormentata che precedeva il rientro vero, il peggiore, quello alla vita di sempre. Stop e fine del riavvolgimento.

Play, adesso, e il nastro scorre di nuovo. Lo stesso, con la stessa musica - a meno che non si abbia in progetto di imbattersi in un punto nodale, dal quale "si cambierà", forse.
... ... ...

Alle 8 inizio a raccogliere le ultime nocciole di quest'anno. Come ho fatto gli anni scorsi.
La stessa cosa, ma un po' diversa da prima, perchè sono di un anno più "vecchio".
In un'altra vita, che è sempre la mia, ma anche questa - un po' diversa da quella di prima.
Che mi piace molto di più.


Melenzane e Pecorino locale con olio di oliva Minuta dei Nebrodi e prezzemolo.

2 commenti:

  1. quel piatto di pecorino e melanzane me lo sto mangiando con gli occhi ... la stessa cosa ma un po' diversa!

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    1. Tra l'altro il pecorino di queste parti è affatto diverso da quello romano, che ha un sapore troppo grasso ed evoca quasi il burro. Il meglio inizia da ottobre in poi, per quanto riguarda i formaggi. Le melenzane grigliate sono le nostre, e sono davvero dolcissime. Un caro saluto -

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