Il pane, dicevo. Che ogni forma da mezzo chilo è un pezzo unico, un'opera d'arte.
E la luce; forte, abbacinante - altra natura di luce.
Gli echi del mondo sono lontani, qui. Rarefatti. Sbarchi, invasioni, miserie, inciuci, polemiche. Non dico che tutto si annulla, ma quasi. Filtra qualcosa, da una radio. Poi è ora di occuparsi di (molto) altro. Come la tradizionale marmellata di arance e kumquat.
Sto praticando l'alzataccia mattutina. Fuori dal letto alle 5 e trenta per iniziare i lavori e sfuggire al caldo - dio se quest'anno fa caldo -
Ho decespugliato in nove ore i settori adiacenti alla casa e destinati all'orto, allestito oggi.
Abbiamo acquistato due tipologie di pomodori: il Murano F1 e il Belmonte Rampicante, più varie insalate, cetrioli Tasty Green, basilico, prezzemolo e sedani.
E' un anno favorevole per le nespole. L'albero vicino la vasca ne ha prodotte a quintali. Adoro il sapore essenziale e zuccherino di questo frutto effimero e colorato.
Si suda fino alle 17 circa, allestendo l'orto. Poi il sole scompare dietro la montagna e inizia a far fresco. L'aria sa di paglia - non ho parole per descrivere il profumo dell'aria, qui la sera: forse il termine giusto è "inebriante". Starei ore fuori, semplicemente a respirare.
Taglio e mangio cinque arance Valencia e dico per oggi basta.
Condurre questo posto è alle volte faticoso, ma infinitamente gratificante.
Mentre scrivo queste righe mi accordo di un tramonto spettacolare e mi precipito fuori con la Nikon. Due metri e sono sul balcone. Scatto con obiettivo 35mm.
La vedete in fondo, sospesa sul mare, l'isola di Vulcano ?
Sì, gli echi del mondo qui sono davvero lontani. E francamente la cosa non mi dispiace.









