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sabato 22 novembre 2025

Un attimo di luce giusta.

 

 


 

Dove ha fine l'interminabile provincia di Messina lato tirrenico, lì è Castel di Tusa dalle pietre ocra. Da sempre mi affascina recarmi qui a Novembre quando il carrozzone estivo è finito da un pezzo. Alle 8 del mattino la spiaggia è affatto deserta - ci siamo in giro solo io e alcuni gatti che si aggirano tra le barche.

La luce fa fatica a filtrare attraverso basse e scure nuvole che vengono da sud est. Passa veloce un treno sul cavalcavia a ridosso della spiaggia.

 




 

 

Mi reco a San Mauro Castelverde, un paese dell'entroterra a quota 1000 metri. Ma al ritorno passo di nuovo da Castel di Tusa. Sono le 16, piove e prendo una birra al bar aperto di fronte alla spiaggia. Esco fuori e mi accorgo che il sole filtra per qualche secondo fuori dalle nuvole, illuminando lo scoglio iconico. Corro veloce a prendere la Nikon e scatto. Appena in tempo. Forse una delle migliori foto che abbia scattato in questo posto magico -





giovedì 20 novembre 2025

Ricami estetici di Novembre.

 


 

Come da tradizione, non posso fare a meno di scattare qualche foto dei miei alberi in autunno. Noci, fichi e il vecchio albicocco hanno bellissime foglie gialle e rosse.

Il piccolo gruppo di ulivoni secolari dopo aver dato l'olio giace sul pendio verdissimo. Mi aggiro a piedi sino all'impianto ormai esausto di pomodori e melanzane: qualcosa da raccogliere c'è ancora.

Prendo anche qualche foglia di basilico, pregustando il piatto di spaghetti al pomodoro con ricotta salata grattugiata sopra che mi preparerò di lì a poco. Messa la pentola a scaldare, accendo la stufa a legna.

L'autunno è meraviglioso, vivrei così per sempre -

 





 



sabato 15 novembre 2025

In cammino tra faggi secolari sui nostri Nebrodi.

 

 


 

 

Pubblico, dopo colpevole prolungato silenzio-blogging, le immagini della magnifica escursione fatta con l'amico Luigi nei Nebrodi orientali. 

Siamo partiti più tardi del solito e ci siamo incamminati in una storica faggeta sino al bivacco dove abbiamo passato la notte. Al crepuscolo ho fatto belle riprese della parete settentrionale dell'Etna, complice l'aria pulitissima.

 



 

in alto e in basso: immagini dalla prima giornata

 


 

 

La sera e la notte al bivacco sono state piacevolissime anche grazie a un ottimo vino portato da L. e all'altrettanto ottimo tiraggio della stufa-camino, che a differenza di altri posti non ci ha riempito i polmoni di fumo.




L'alba del secondo giorno d'escursione è stata fresca e luminosa anche se priva di nuvole fotogeniche come avremmo sperato. Incamminandoci verso est abbiamo fatto un breve fuoritraccia passando per un vallone in ombra dove cerri e faggi, protetti dal vento, avevano mantenuto molte più foglie e apparivano pertanto splendidi:





 

sopra e sotto: boschi spettacolari di faggi e cerri






 

Continuando incessantemente a camminare abbiamo intercettato un percorso corrispondente alla nostra prima escursione di oltre dieci anni fa. Vi si trovano freschissime sorgenti e boschi che si spingono sino alla quota massima di quest'area chiamata 'Foresta Vecchia': la Serra del Re - m.1749.




 

 

in basso: presso l'obelisco di Serra del Re, m.1749




Per tornare alle auto mancavano 500 metri di dislivello e altri sette chilometri che abbiamo in parte percorso su sentieri nuovi - ossia non esplorati da noi in precedenza.

Tornare al punto di partenza è stato un sollievo perchè avevo da diverse ore un notevole dolore alla pianta del piede destro e vesciche che bussavano a entrambe le dita dei piedi. La cosa è strana per me - con gli scarponi della Lowa che uso da sempre non ho mai avuto problemi di compressione di sorta.

Complessivamente abbiamo camminato per 24 chilometri con un dislivello totale di 700 metri nei nostri magnifici Nebrodi.




NOTA: non fornisco tracce gps nè indicazioni sull'ubicazione del bivacco




venerdì 6 dicembre 2024

Tour fotografico nella Sicilia occidentale, 2 di 2.

 

 


 

Abbiamo dedicato quasi tutto il secondo giorno alla scoperta della riserva naturale di Monte Cofano. Già alle 8 ci siamo presentati all'ingresso est - lato baia di Castelluzzo.

 


 

sopra: prime luci del giorno nella baia di Castelluzzo, TP


sotto: nella riserva di Monte Cofano





Il giro ai piedi del possente monte (m.657) è di quasi 11 chilometri con un valico a 250 metri. E' un anello bellissimo che si snoda dapprima a ridosso del mare passando da vecchie torri, poi sale in un trionfo di macchia mediterranea in cui abbondano le palme nane e infine ridiscende bruscamente attraverso un suggestivo canyon:






Una delle attrattive è costituita dal Baglio Cofano (m.250), un vecchio borgo contadino in parte restaurato con semplicità e senza virtuosismi architettonici - insomma all'insegna del buon gusto.

Da esso si gode una vista spettacolare della baia sottostante, verso la quale ci siamo diretti per fare ritorno all'auto.







In conclusione, il giro di Monte Cofano è stato davvero magnifico. Sconsiglierei però di farlo in piena estate, laddove camminare a temperature feroci diventerebbe una pena.

Il cielo si fa scuro e la luce di dicembre cala in fretta. Finiamo la seconda giornata in un B&B a San Vito lo Capo.



FAVIGNANA

La mattina del terzo giorno partiamo alle 8,05 dal porto di Trapani verso Favignana, su un aliscafo ammorbato di odore di gas di scarico di gasolio.

Il tempo regge ma la luce è brutta, livida. Non riesce a far uscire i colori polinesiani del mare, splendidi per la fotografia. Il centro urbano non offre scorci particolarmente interessanti, fatta eccezione per il piccolo porto affollato di barche colorate bianche e blu.







A pochi passi dal porto raggiungiamo il grande stabilimento Florio, segno tangibile dell'epopea industriale della lavorazione del tonno. Ci aggiriamo nei dintorni della struttura, molte parti della quale versano in abbandono con macchinari arrugginiti in mezzo a rifiuti. Alle 10 credevamo aprisse l'interessantissimo museo, il quale resta invece vergognosamente chiuso. Una custode ci informa al citofono che "se ne parla l'anno prossimo".




sopra: l'ingresso allo storico stabilimento Florio che ospita il museo (chiuso)


Prima dei temporali annunciati nel pomeriggio facciamo qualche chilometro a piedi sulla costa nord orientale sino a Cala Graziosa. Camminiamo tra muri di tufo e scogliere su una bella carrareccia sabbiosa, prima di tornare indietro al paese.

Scopriamo che la tratta marina di ritorno costa meno di quanto ci aspettassimo (9 euro), questa volta su un natante nuovo di zecca e impeccabile.

Di Favignana ricorderò soprattutto i gatti di una colonia a ridosso del mare, ed è l'ultima foto di questa tre-giorni nella Sicilia occidentale.







NOTE A MARGINE, CONSIDERAZIONI

La Sicilia occidentale offre paesaggi mozzafiato e attrattive davvero speciali, particolarissime. La costa a sud-ovest di S.Vito lo Capo è straordinaria, sembra l'Irlanda. La grotta Mangiapane è davvero magnifica e raggiungibile facilmente anche dal sentiero escursionistico di M.Cofano con una breve deviazione di 360 metri.

Favignana l'abbiamo visitata sotto una brutta luce fotografica, come ho accennato. Conto di ritornarci in bici, compiendo così facilmente il periplo dell'intera isola. 

Da inizio dicembre in poi queste zone sono comunque un continuo "chiuso". Chiuso il museo del sale a Trapani; chiuso il museo della tonnara di Favignana; la sera di martedì chiusi tutti gli innumerevoli locali di San Vito lo Capo dove si potrebbe mangiare il cous cous. Abbiamo infatti ripiegato su una pizza piccola e costosa, fortunatamente buona. Ho pagato 9 euro per una Margherita, cifra che ho riscontrato solo in Corsica. Le birre, tutte "artigianali" in ossequio alla moda corrente, a 7 euro la bottiglietta (non comprata - chiedete sempre, prima).

Eppure di camper in giro ne abbiamo visti. Turismo ce n'è ancora, anche se ridotto. Probabilmente dopo il boom estivo e autunnale i locali preferiscono andare in letargo e chiudere i battenti. Cosa che comprendo nel settore privato, molto meno in quello pubblico - musei ad esempio, dove in ogni caso anche il visitatore dicembrino paga, pagherebbe, un ticket di ingresso.

I miei voti:

Saline di Trapani: 5

grotta Mangiapane: 8

Riserva di M.Cofano: 9

Favignana: 5 o appena sufficiente



giovedì 5 dicembre 2024

Tour fotografico nella Sicilia occidentale, 1 di 2.

 

 


 

 

Ho iniziato l'ultimo mese dell'anno con un tour di tre giorni nella Sicilia occidentale insieme all'amico Luigi.

Il giro ha preso avvio dalla storica salina Culcasi, poco a sud di Trapani, tra mulini a vento destinati alla macinazione del sale e bacini di evaporazione. Sfortunatamente il museo del sale risultava chiuso (aperto solo su prenotazione, preferibilmente di gruppi numerosi).

 



 


Nel primissimo pomeriggio ci siamo spostati verso la baia di Cornino e abbiamo visitato la vicina grotta Mangiapane (o di Scurati), una colossale fenditura nella montagna che ospita un piccolo borgo abbandonato di contadini.



sopra: la baia di Cornino con il Monte Cofano sullo sfondo


sotto: la grotta Mangiapane







Il pezzo forte della giornata è stato l'accampamento su un panoramico tavolato calcareo dal quale si gode un'eccezionale vista sulla costa sottostante. Non ultima, la presenza di una torre di avvistamento del 1500:






La notte in tenda è stata affatto asciutta e priva di vento, molto frequente da queste parti. Già alle 7 e trenta ci siamo mossi per il giro a piedi della riserva naturale di Monte Cofano.