Tour di 60 km in bici attraverso i borghi Schisìna abbandonati. Pedalando tra case coloniche e campagne in un insolito angolo di Sicilia.
PRIMO GIORNO
Da Floresta (ME) a Borgo San Giovanni.
Da Floresta (ME) a Borgo San Giovanni.
Edifici di pietra a Floresta (ME), m.1280
Ore 7 del mattino. Lascio l'auto a Floresta (ME), il comune più alto della Sicilia - mio punto di partenza di innumerevoli escursioni; l'abitato è immerso nella nebbia e non c'è praticamente nessuno in giro. Seguendo le indicazioni del navigatore imbocco una strada in terra battuta che segue il crinale montuoso a est del paese. La visibilità è molto ridotta - oltrepasso una sparuta pineta immersa nel silenzio.
Inizia una discesa nel territorio di Montalbano Elicona (ME). Mi conduce all'altopiano dell'Argimusco, un vastissimo pianoro spazzato dai venti dal quale emergono megaliti di arenaria modellati dagli agenti atmosferici.
Alcuni di questi hanno assunto forme riconducibili a giganti, o aquile. C'è anche chi favoleggia sul fatto che qui ci siano stati contatti con gli alieni -
In un prossimo futuro questo sito pare verrà dichiarato "patrimonio dell'umanità". Per adesso vi si accede liberamente - il posto è immerso in una nebbia fitta che gli conferisce un'atmosfera inquietante.
in alto e seguenti:
in giro tra i megaliti dell'Argimusco
Lasciati i megaliti "misteriosi" pedalo all'interno della fitta faggeta di Malabotta. Si tratta di un'area decentrata nella quale è facile perdere l'orientamento. Il segnale GPS ben agganciato mi porta su una lunga carrareccia che segue la cresta montuosa e costituisce la strada d'accesso per le numerose pale eoliche ivi installate in tempi recenti.
La faggeta di Malabotta (ME).
Secondo le previsioni già dalle 9 le nuvole avrebbero dovuto diradarsi - invece persistono e occultano i panorami altrimenti vastissimi che posso solo intuire passando su questa strada.
Incontro una squadra di tecnici intenti a installare una nuova pala eolica.
La pista di servizio del parco eolico.
Dopo diversi chilometri passati a pedalare up and down su questa carrareccia giungo finalmente a incrociare la statale per Francavilla di Sicilia (ME) in prossimità del valico di Portella Mandrazzi.
Il Ghost Towns Trail inizia da qui: scendo a tornanti verso sud incrociando il primo dei borghi abbandonati. Le case di Borgo Pietrapizzuta giacciono esposte a 950 metri di quota su un declivio pietroso privo di alberi e frequentato solo da pecore e capre.
sopra: la sconfinata valle del torrente Zavianni che digrada verso
Francavilla di Sicilia (ME). Si tratta di un terreno geologicamente
soggetto a severi fenomeni erosivi.
L'agglomerato di case di Borgo Pietrapizzuta,
mai abitate e ridotte a rudere.
A breve distanza si trova un altro villaggio: Borgo Morfia. Vi si giunge con una strada di appena duecento metri che si stacca da un tornante della statale. Sulla sinistra si presenta una orrenda chiesa. Sul declivio appena a destra si trovano le costruzioni, tutte regolarmente disabitate.
Il posto è desolato e frequentato solo da pastori e cercatori di funghi.
L'arrivo a Borgo Morfia, m.950
Il corso principale del villaggio, sorta
di decumano post-apocalittico.
Una delle costruzioni ipoteticamente destinate ai coloni.
Squadrate e prive di ogni grazia, in mattoni crudi e con il
tetto piatto foriero di futuri ristagni d'acqua.
Tutte rigorosamente uguali: a sinistra un recinto coperto e finestrato
Tutte rigorosamente uguali: a sinistra un recinto coperto e finestrato
per ricoverare qualche animale; una stanza centrale con cucina
a legna e un locale per passare la notte.
L'ingresso prevedeva un atrio aggettante
all'esterno dotato di un forno a pietra (sotto).
all'esterno dotato di un forno a pietra (sotto).
Comincio ad avere fame - è quasi l'una e soffia un vento gelido da ponente. Scendo di quota e mi fermo al borgo "principale", il Villaggio Schisìna.
Qui gli edifici sono di servizio - destinati a scuole, ambulatori eccetera. L'acqua piovana produce strani echi negli stanzoni allagati e aperti a tutte le intemperie.
Mi fermo a mangiare qualcosa sugli scalini di una costruzione.
L'arrivo al Villaggio Schisìna, m.825
sopra: Villaggio Schisìna; certi elementi architettonici
come gli archi a tutto sesto fanno erroneamente credere
che si tratti di un borgo edificato in epoca fascista.
In realtà i villaggi Schisìna risalgono agli anni 50 e
furono realizzati infelicemente nel piano dell'Ente
Riforma Agraria in Sicilia.
sotto: la chiesa ormai sconsacrata del villaggio
Il complesso dell'edificio scolastico.
Il Villaggio Schisina è filmato in questa scena del film L'Avventura, di M.Antonioni (1960).
Sono le 14 e lascio il villaggio. Le giornate sono corte e non c'è tempo da perdere; veloci tornanti mi portano a una strada provinciale chiusa per smottamento. In bici non ho nessuna difficoltà a procedere. Questa strada è un autentico balcone sulla vallata e sui borghi abbandonati; ne vedo a distanza un altro che non raggiungerò, Borgo Piano Torre.
Borgo Piano Torre, m.650, ripreso
con il teleobiettivo. Una delle case coloniche
è stata trasformata in abitazione, la terza dal basso a sinistra.
La valle occidentale del Monte San Giovanni,
interessata da fenomeni franosi che hanno danneggiato
la provinciale, chiusa al traffico.
La giornata sta per concludersi. Una pista in discesa, tra campagne curate da mani invisibili mi porta in vista dell'ultimo dei villaggi fantasma: Borgo San Giovanni. Incastonato quasi nel fondo della valle scavata da un fiume, con le case disposte ad anfiteatro e rivolte verso l'immancabile chiesa.
Il posto è spettrale e non voglio passarci la notte. Mi fermo a quota più alta piantando la tenda su un terrazzamento in mezzo a dei noccioli.
C'è una vista spettacolare sul lato nord dell'Etna; il sole tramonta in questo angolo sperduto della campagna siciliana. Indosserò la calzamaglia tecnica perchè sarà una notte spaventosamente fredda.
Un'immagine di Borgo San Giovanni
ripresa dal punto in cui ho deciso di accamparmi.
In tenda su un terrazzamento a noccioli.
Il sole incendia le nuvole che incombono
sul lato nord dell'Etna.
Una bevanda calda prima di chiudere la tenda
per la notte.
SECONDO GIORNO.
Da Borgo San Giovanni a Randazzo (CT).
La valle del fiume San Paolo fotografata
dalla mia tenda.
E' stata una notte gelida. Faccio colazione e attendo l'alba, che colora di arancione la prima neve caduta sull'Etna. Riprendo la bici e faccio rotta in discesa verso l'ultimo dei villaggi.
Luci dell'alba sull'Etna.
La valle dove mi sono accampato.
Lo sperone roccioso di Rocca Badia, m.519
In vista di Borgo San Giovanni.
Anche in quest'ultimo villaggio regnano silenzio e desolazione. Le case di mattoni sono identiche a quelle degli altri agglomerati. La chiesa è più aggraziata; accanto ad essa si trova l'edificio della scuola, su una piazza con una bella vista dell'Etna. L'impressione che ho avuto è che più in basso si scende (di quota), più il terreno diventa coltivabile.
sopra: tetti delle costruzioni colonizzati dai fichidindia.
Cucina a legna. Sarà mai stata utilizzata ?
Scuola e chiesa del villaggio.
La splendida vista dell'Etna che si ammira dalla piazza.
La fontana con abbeveratoio realizzata all'ingresso
del villaggio.
Il sole ha appena iniziato ad illuminare le case coloniche abbandonate; passo davanti a un abbeveratoio asciutto. Poco più avanti però c'è dell'acqua corrente in due vasche di polietilene, dove mi lavo la faccia. Sembra quasi un piccolo regalo da parte di questa città fantasma, l'ultima che visito.
Mi riporto sulla strada asfaltata per la valle dell'Alcàntara in direzione di Randazzo (CT).
Rocca Badia e il fiume S.Paolo ripresi dal ponte della statale 185.
A differenza di ieri mi sento molto più in forze. Le salite non mi fanno paura, me le divoro con calma e determinazione. La valle dell'Alcàntara è disseminata di sconfinati vigneti, molti dei quali attivamente coltivati - un altro mondo rispetto alle pietraie dei poveri villaggi Schisìna.
Il cancello di accesso a una tenuta nobiliare.
La tenuta del feudo Vagliasindi, coltivata estensivamente
a vigneto e uliveto.
Mancano pochi chilometri per Randazzo, punto d'arrivo del mio giro. Il cielo è sereno e l'aria fredda e frizzante. Adoro l'aria di novembre e il sapore della conclusione di ogni viaggio, piccolo o grande che sia. Faccio un salto nel negozio dove lo scorso luglio ho acquistato questa bici, che mi ha portato in giro per angoli insoliti della Sicilia.
Il Ghost Towns Trail finisce sulla grande piazza assolata dove attendo il pullman che mi riporterà a Floresta, al di là delle montagne.
Stasera rientrerò nella mia confortevole casa di pietra e accenderò la stufa a legna.
E' bello vedere, avere, una casa calda, abitata. E luci accese dietro le sue finestre.
Randazzo (CT), punto di arrivo del GTT.
VILLAGGI SCHISINA
I villaggi sono sette e vennero realizzati negli anni 50 nell'ambito della legge di riforma agraria in Sicilia. Di essi, sei sono borghi residenziali e uno è un borgo di servizio.
Si trovano tutti tranne due lungo l'asse viario della statale 185 che collega Novara di Sicilia a Francavilla di Sicilia. Borgo Bucceri-Monastero è il più decentrato di tutti, su un crinale isolato nella valle del torrente Zavianni, che di fatto occorre guadare per raggiungerlo.
I villaggi non furono dotati all'epoca di energia elettrica nè di acqua potabile, a parte gli abbeveratoi pubblici - e non furono mai abitati stabilmente dai coloni anche in ragione della scarsa quota di terreno coltivabile, in particolare alle quote più alte.
I terreni in cui sorgono i borghi appartenevano a una contessa che li cedette all'Ente. Promotore dell'acquisto e dell'edificazione dei villaggi fu Franco Restivo, un politico dell'epoca dal curriculum "pesante". Il ministro pare si recasse in elicottero a passare i fine settimana nel villaggio Schisina; in rete è disponibile una foto che ivi lo ritrae insieme a dei familiari.
E' stato riportato che Restivo morì nel 1976 proprio in uno dei villaggi rurali, dopo aver fatto il bagno in una vasca a seguito di un pranzo.
Un'idea dell'attività politica di F.Restivo si può reperire in questo articolo.
La storia approfondita e dettagliata, con mappe e planimetrie dell'epoca, relativa ai borghi Schisina è reperibile in questa pagina.























































