sopra: alba in campagna il giorno della raccolta delle olive; gli alberi sono quelli argentati in basso sulla destra
Anche quest'anno con gran fatica abbiamo raccolto le olive e fatto il nostro olio. Gli alberi che hanno prodotto sono stati quelli nella parte bassa della proprietà - i più grandi; in totale quattro. Abbiamo terminato il lavoro alle 15 e la quantità mi ha sinceramente sbalordito: Kg 210. Pensavo meno.
sopra e sotto: le olive appena cadute sulle reti
Ho portato le olive al frantoio intorno alle 16. Da quest'anno il frantoio si avvale di una nuova gramolatrice a tenuta stagna: la rottura dell'emulsione acqua-olio non avviene più con esposizione all'aria ma in camere chiuse. Non è affatto vero che "l'olio di una volta era migliore": esso doveva essere sicuramente più acido e con qualità organolettiche più scadenti a cagione delle tempistiche di lavorazione più lunghe che esponevano la pasta d'olive più tempo all'ossigeno atmosferico; in altre parole la macina che ruotava per ore e ore azionata dal folkloristico asino costituiva già una prima fase di irrimediabile degradazione del prodotto, con buona pace di coloro che non fanno altro che vantare "gli antichi".
in alto: le mie olive in pesatura attendono la tramoggia di carico
in basso: la nuova gramolatrice a tenuta stagna
In serata ho portato a casa ben 23 litri di olio d'eccellenza Minuta dei Nebrodi DOP direttamente versato in appositi contenitori per alimenti senza intermediare con bidoni di plastica.
Il giorno successivo ho a mia volta collaborato alla raccolta olive del mio vicino il quale ha ottenuto 110 Kg di olive e 12 litri d'olio - quindi con la medesima resa (11%).
I due giorni di raccolta sono stati estenuanti - soprattutto il secondo. Ma la soddisfazione di gustare il caldo pane casareccio con olio e origano a metà mattina di questa uggiosa giornata di novembre non ha paragoni. La raccolta 2021 è stata insomma un successo - grazie ai vecchi alberi ultracentenari. E adesso riposo.





















































