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sabato 15 ottobre 2016

La prima vendemmia della nuova vita di Monte Ilice, Etna.



Vendemmia a Monte Ilice, Etna. Sullo sfondo, l'antico cratere.



Le pendici dell'Etna sono disseminate di antichi coni vulcanici. Monte Ilice, a 908 metri d'altezza, è uno di questi. La sua prima eruzione è datata tra gli anni 1030 e 1040, e giungendo sino al mare formò addirittura la scogliera di Stazzo e Pozzillo, località della costa Ionica.

In passato, sia le pendici che l'interno del cratere furono terrazzati e coltivati a vigneto con immense fatiche. Oggi, di quanto gli uomini costruirono per coltivarvi la vite, rimangono muri di nera pietra vulcanica, palmenti con immense presse di pietra e vasche per la spremitura, sentieri percorsi da generazioni di contadini, case coloniche meravigliosamente in simbiosi con il paesaggio naturale e infine loro: le piante di vite.






     Avvengono nella nostra esistenza dei punti nodali. Sono essi, passaggi di consegna. Decisi da noi o da disegni che non ci è dato conoscere, perchè forse già scritti da epoche immemorabili. 
Un antico vigneto di Monte Ilice, vasto cinque ettari, ha conosciuto di recente un nuovo proprietario, mio amico da una vita. E francamente, credo non potesse finire nelle mani migliori.

Mani che lo sapranno rinnovare nel rispetto delle tradizioni, degli usi del passato. E occhi che sanno conoscere, intuire, comprendere quella che io - semplicemente - chiamo Bellezza.

Perchè è la Bellezza quella che io ho intravisto ieri, fotografando la "prima" vendemmia della nuova vita di questo vigneto. L'ho vista racchiusa nei colori delle foglie della vite, negli alberi da frutto carichi di mele - generosi, commoventi - nel bosco di betulle dell'Etna su cui indugiava una nebbia sottile, nelle pietre nere di lava scolpite per attaccarvi la corda dell'asino sul muro del palmento, nelle mattonelle di cotto sui sedili attorno al pozzo, dove generazioni di vendemmiatori prima di noi hanno riso e brindato.

E potrei andare avanti per ore.

Ma mi mancano le parole.

Lascio la parola alle immagini, allora. Ho cercato il più possibile di catturare degli istanti per me significativi. Forse ci sono riuscito, forse no. Ma non è questo, che ha importanza. Ho vissuto un'indimenticabile giornata tra i vendemmiatori, coinvolto nell'allegria di questa gente nata e cresciuta sulle lave di questo vulcano.

Auguro ai nuovi proprietari di portare avanti questo sogno, con fermezza e amore.

Forse non siamo noi a scegliere la terra, ma essa a scegliere noi.



MONTE ILICE, ETNA - VENDEMMIA 2016
















Don Alfio, 84 anni, il precedente proprietario del vigneto di Monte Ilice.





Il vigneto di Monte Ilice fa capo alla produzione di vini di altissimo livello di Santamarialanave.
I capisaldi della viticoltura etnea sono il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio; troverete un interessante approfondimento in questa pagina.


Le immagini sono soggette a Copyright.
Qualsiasi uso diverso da quello strettamente personale
costituisce una violazione della legge sul Diritto d'Autore.




sabato 24 ottobre 2015

Santa Maria la Nave, Etna. Fotografare la vendemmia nel vigneto eroico.




Maletto (CT), Etna.
   Sono qui tra i campi lavici colonizzati dall'uomo, a montare la mia tenda a 1100 metri di quota, nei pressi di uno dei vigneti più alti d'Europa: sono di nuovo a Santa Maria la Nave.

   A pochi metri dalla mia tenda c'è un gruppo di ciclamini che ho circondato con delle piccole pietre di lava per non calpestarli. Poi, armato di macchina fotografica, mi aggiro tra le piante di vite colme di grappoli che raccolgono l'ultima luce di questa giornata d'ottobre -




   Continuo a fotografare finchè il sole scompare dietro i monti Nebrodi; l'uva sembra parlare, sembra attendere l'evento di domani di cui sarà protagonista: la vendemmia.
Mi ritiro nella mia tenda, dove ceno e ascolto innumerevoli volte sino all'una di notte il concerto di Mozart numero 22 Andante, le cui note - la cui struttura, sembrano descrivere perfettamente l'attesa che questo frammento di Natura incastonato nell'Etna sta vivendo.





IL GIORNO DELLA VENDEMMIA.
   La ciurma giunge prima dell'alba e inizia a sparpagliarsi tra i filari ancora immersi nell'oscurità, disponendo ogni dieci metri le cassette per la raccolta.
Due di loro vengono a cercarmi, sapendo che ho passato la notte in tenda; vogliono sapere se ho dormito bene, se è tutto a posto -
Poi le forbici iniziano a tagliare veloci, e il primo carico è già pronto in pochi minuti.
 


Nota. Nella foto sopra come in altre il colore dell'uva potrebbe
destare qualche perplessità: in realtà il colore grigiastro
 è dovuto solo al riflesso della luce fredda del flash
sugli acini ancora ricoperti di brina mattutina
( la raccolta è iniziata alle 7 ! )







   Aggirandomi tra i vendemmiatori cerco di coglierne le emozioni, i gesti, meglio che posso. Essendo abituato a fotografare paesaggi e non persone, il mio timore è di apparire invadente, di disturbare. Questa gente si muove invece con naturalezza, risponde con cortesia alle mie domande ed è chiaramente lusingata che il proprio lavoro venga documentato. 



"Ti sevvi 'na cassetta" ?






   Alle 10 del mattino si fa una pausa. Il capo distribuisce dei panini, tutti uguali - ce n'è uno anche per l' "intruso", cioè per me. Parlo col giovane L. e scopro che conosce i sentieri più reconditi dell'Etna come le sue tasche; a breve faremo sicuramente qualche escursione insieme.

   Poi il lavoro riprende, con lo stesso ritmo di prima. Niente lamentele, niente musi lunghi. C'è chi canta, chi lancia battute e chi inscena quei finti litigi che sono tipici del carattere siciliano.




   Quando il sole è ormai alto, passo a salutare tutti e mi preparo a tornare a casa. Smonto la mia tenda, che forse ha costituito un'insolita novità per queste persone, e porto con me in un sacchetto di carta, due grappoli di Grecanico Dorato.

   Li mangerò a Randazzo, nero paese medievale alle falde dell'Etna, più volte minacciato dalle colate laviche, in una piazzetta quadrata dove sono solito sostare e dove si trovano un piccolo negozio d'alimentari e una chiesa.
"E' bello trarre piacere dalle cose semplici della vita", penso - mentre dò un'occhiata all'immenso vulcano che appare da una viuzza, e sembra ridere del gioioso formicolìo dei vendemmiatori che animano in questi giorni le sue pendici.


Santa Maria la Nave, Etna
18-19 ottobre 2015





DUE PAROLE SUL VIGNETO EROICO.
   Sono già stato lo scorso luglio presso il vigneto di Santa Maria la Nave, che a 1100 metri di quota, è uno dei più alti d'Europa. Allora vi ho trascorso una notte all'aperto, che ha costituito la mia Microavventura #4.

  L'Etna è patria di pregiati vitigni autoctoni: Nerello Cappuccio, Nerello Mascalese, Grecanico Dorato, Albanello, Minnella e Caricante.
La contrada di Monte la Nave in cui si è svolta la vendemmia, costituisce inoltre un ottimo punto di partenza per escursioni a quote più alte sul versante nord-occidentale dell'Etna, dove a breve mi recherò per altri documentari fotografici e paesaggistici.

In alto: l'accampamento presso il vigneto di
Santa Maria la Nave, in un boschetto
di noci e castagni.



 

sabato 11 luglio 2015

Sleeping in a Vineyard. Microadventure #4. Una notte all'aperto in uno dei vigneti più alti d'Europa.



'la bellezza salverà il mondo'
'beauty will save the world'

F. Dostoevskij





Quattro anni, quasi, dal 'tempo zero'. Dall'inizio di una nuova vita, colma di esperienze sempre diverse. La cerco, la bellezza - sulle montagne di Sicilia, sui sentieri di campagna, sulle strade assolate o a volte lucide di pioggia che percorro in bicicletta -

La cerco, la bellezza - anche nel sogno realizzato di un fraterno amico.
Santa Maria la Nave è una scheggia di verde incastonata a 1100 metri di quota sul versante ovest dell'Etna: un antico vigneto, tra i più alti sul vulcano e in tutt'Europa, salvato dall'incuria, recuperato quindici anni fa e coltivato con rispetto e amorevoli cure - un vigneto eroico appartenente a persone votate al fare, vincenti, speciali -

Santa Maria la Nave racconta un sogno che un po' è anche il mio. Recuperare, rispettare, ricostruire. Ho passato qui una notte all'aperto, a fianco delle piante di vite e sotto un "tetto" di rami di ciliegio. Vicino a me,  i muri a secco di un antico casolare, pietra su pietra - 

- ho assistito a un tramonto caldo sulle montagne lontane dei Nebrodi - a una notte inondata di stelle - a un'alba luminosa. Alle spalle una presenza immensa, rassicurante, familiare: l'Etna.
Fumava, il grande vulcano - sembrava sorvegliare le viti, i vigneti e i frutteti che si stendono alle sue pendici.

- forse ho intuito qualcosa, stanotte. Quell'enigma di Dostoevskij: la bellezza...


Four years from the start of a new life, full of always different experiences. Seeking Beauty lost in the Sicilian mountains - I ride my bicycle on country roads and sunny streets - seeking Beauty even through the realized dream of a close friend.

Santa Maria La Nave is a sliver of green nestled at 1100 meters of altitude on the north west side of Etna. A vineyard saved from neglect and recovered fifteen years ago, cultivated with respect and love. A heroic vineyard belonging to winning and special persons.

Santa Maria La Nave tells about a dream that is a bit also my dream: to respect, recover, rebuild. I spent here a night outdoor, beside the vines and under a roof of branches of cherry. Close to me, the walls of an old dwelling, built stone by stone.

I watched a warm sunset on the distant mountains of Nebrodi, a night flooded with stars, a bright dawn. Having behind me an immense presence, reassuringly and familiar: Mount Etna. The volcano smoked, it seemed to oversee the vineyards and the orchards on its slopes.

Maybe I sensed something tonight: that enigma of Dostoievskij: the Beauty.





Santa Maria la Nave (Etna), veduta della parte nord dell'impianto

un antico casolare in pietra sommerso dalle viti - sullo sfondo, l'Etna
Santa Maria la Nave, vecchi terrazzamenti


la piccola abitazione del contadino, al centro del vigneto





in alto: il sole tramonta dietro la catena montuosa dei Nebrodi.
Termina un'altra giornata, sul "vigneto eroico" a 1100 metri di quota.

A warm sunset behind the mountain range of Nebrodi.
Another day is ending on the heroic vineyard at 1100 meters of altitude.


Passo la notte all'aperto, secondo la regola ferrea della Microavventura: non fare uso della tenda, in nessun caso !


ripresa notturna del vigneto inondato dalla luce delle stelle

"L'alba è fatta di silenzio, e aria fresca che odora di terra dell'Etna - accendo il fornelletto, come ho fatto tante volte; ma questa volta è un'occasione speciale, e sento che sarà una colazione davvero fuori dall'ordinario".

"Dawn is made of silence and fresh air which smells of the volcanic ground. I turn on the stove as I did many times, but this time is a special occasion, and I feel that it’ll be a breakfast out of the ordinary".




sopra: nell'impianto del vigneto si sono rispettate le essenze
arboree preesistenti, come quest'albero di noce

When planting the vines, the trees were respected - like 
this walnut.




Alle 9 del mattino c'è luce piena, accecante. Saluto le piante di vite, i grappoli dagli acini ancora verdi, piccoli ma forti. Matureranno e daranno un ottimo mosto, anche quest'anno -
La terra è generosa con chi non gli volta le spalle.

La terra è fatta per chi ama sognare, costruire, crederci -

Chiudo il cancello di ferro rivestito di legna di castagno - anche questo è rispetto, amore per il bello. Un ultimo sguardo all'Etna - gli scarponi sono ricoperti di polvere vulcanica, fa caldo e Santa Maria la Nave vista dall'alto sembra quasi irreale.

Forse lo è, come i sogni d'altronde...

It’s 9 o’ clock and there is full, blinding light. I say goodbye to the vine plants, to their bunches and burries still green and small, but strong. They will mature and give a great wine this year, too. The country is generous with those who do not turn their backs. The earth is made for those who like to dream, build, believe in.

I close the iron gate covered with walnut wood, this is love for beauty, too. Another last look at Etna – my boots are covered with volcanic dust – it’s hot weather and Santa Maria La Nave seems almost unreal.

Maybe it is unreal – like dreams...



Maletto (CT), 9-10 july 2015




Il vigneto eroico di Santa Maria la Nave esiste e produce; la sua storia e i suoi vini li trovate in questa pagina.

You may find informations about the heroic vineyard of Santa Maria la Nave in this page.

Per sapere cos'è una Microavventura, andate invece qui.

La notte nel vigneto è stata la mia quarta microavventura;
le altre esperienze, realizzate nel 2014, sono state:


quale sarà la prossima ? non lo so neanch'io -



Ringrazio l'operaio agricolo V.A., che mi ha accompagnato al vigneto di Santa Maria la Nave assistendomi e illustrandomi tutte le peculiarità del posto.

E un caro saluto agli amici R. e S. proprietari del vigneto. In bocca al lupo per il vino ...anzi sarebbe il caso di dire, in bocca al Lupolibero !!!