giovedì 26 marzo 2026

ISTRIA 2026, Consigli e impressioni.

 


ISTRIA 2026

CONSIGLI E IMPRESSIONI





PERNOTTAMENTI

In questo viaggio ho adottato per la prima volta la formula 'alloggi e non tenda'. Ci sono i pro e i contro.

I pro: la bicicletta è più leggera di almeno 4 chili se non di più e a meno che non ci si senta davvero stanchi si affronta meglio la strada, ovviamente anche in salita. Si dorme sempre all'asciutto su comodi letti e si perde meno tempo a ripartire dato che non bisogna disfare tende e ripiegare mille altre cose;

I contro: le tappe e la loro gittata (distanza) finiscono per essere condizionate dagli alloggi secondo due variabili principali: dove si trovano e quanto costano.

Ogni sera sistematicamente bisogna fare almeno mezz'ora o più di ricerche per stabilire dove andare a dormire il giorno dopo cercando di non finire in alloggi scadenti, quindi: lungo esame delle recensioni. Giorno per giorno i costi finiscono per essere più alti della formula tenda+B&B.

Complessivamente, questo condizionamento non mi è piaciuto troppo. Mi sono sentito un po' limitato nella libertà e tornerei a usare la tenda.

A questo proposito ho notato che la Croazia in bassa stagione è un territorio di sconfinato campeggio libero. Non sto incoraggiando ciò che è legale/non legale. Voglio dire che ho viaggiato attraverso campagne deserte e territori incolti a non finire. Ho visto innumerevoli traverse laterali che portavano a posti appartati dove piazzare la tenda al tramonto per poi smontarla all'alba sarebbe stato facilissimo.

In Slovenia forse non farei lo stesso dato il gran numero di orsi presenti in quella nazione. Magari non si incontreranno mai quegli animali, ma si finirebbe comunque per dormire male (cosa che io riesco a fare anche in un letto d'albergo...)

Per prenotare ho sempre usato la piattaforma Booking.com - generalmente al di sopra di 60euro a notte colazione inclusa, non prendo in considerazione altro - mi sembra il limite. Ho trovato anche sistemazioni eccellenti a 40 euro, sia in Italia che in Croazia.







ORIENTAMENTO

Questo tour ha segnato il trionfo assoluto della navigazione gps con smartphone. Il quale, collocato su un supporto del manubrio e BEN avvitato, mi ha guidato sempre e fluidamente attraverso una quantità incalcolabile di piste ciclabili e ciclovie che altrimenti non avrei neanche immaginato esistessero. Per non parlare degli ingressi nelle grandi città, che un tempo erano un incubo.

L'applicazione che ho usato e che uso ormai da anni è Mapy.cz

La considero superiore a ogni altra perchè:

- gratuita

- mostra anche la vista satellitare

- mostra servizi che altre applicazioni non fanno vedere: parcheggi, farmacie, fontane, alimentari, meccanici

- fa vedere chiaramente e in colore rosa quello che mi serve davvero: le piste ciclabili e dove si trovano. Anche prima di comporre un itinerario.




Ho pianificato attentamente il percorso a casa generando file .gpx di circa 70-80 Km ciascuno. A differenza di altre applicazioni Mapy non incoraggia la condivisione/pubblicazione. Quindi se c'è qualcuno SERIAMENTE interessato a fare questo viaggio, potrei inviargli i file delle tracce. Se questo interesse non è forte per favore non chiedetemi di inviare i .gpx perchè ci vuole tempo e io non ne voglio perdere. Dico questo perchè in passato ho soddisfatto questa richiesta e poi l'utente ha preferito andare da tutt'altra parte.



MANGIARE

In Croazia ho mangiato sempre benissimo ovunque. Non aspettatevi però di trovare prezzi bassi - forse lo erano una ventina di anni fa. Ora sono in linea con il nord Italia, con tendenza comunque a non esagerare.

Nei panifici propongono per il ciclista due cose interessanti: panini morbidi abbondanti e non truffaldini al prezzo di circa 4 euro, e il Burek.

Il Burek è una pasta sfoglia ripiena di carne macinata o formaggio o verdure o patate. E' di origine turca molto antica. Costa circa 2 o 3 euro e sazia alla grande anche se tende a essere untuoso e ai limiti della "digestione un po' difficile". Per qualche cena economica va bene purchè non diventi un'abitudine:






Per il resto, ci sono hamburger di 200 grammi con patate a buon mercato. Non mi pronuncio sui piatti di pesce perchè non li ho provati - in genere ho visto prezzi abbastanza alti. Le pizze che ho mangiato sono state sempre ottime - anche meglio di certi posti in Italia.






Ho trovato utile portare con me il fornellino a gas e la tazza metallica perchè parecchi alloggi non offrono la colazione. Con mezzo litro di latte, un pacco di biscotti e poco altro risolvevo da me il problema senza cercare bar a destra e a manca.




Infine, sempre nel capitolo 'mangiare': per chi ha voglia di un bicchierino, nei supermercati croati vedevo questi adorabili assortimenti di bottigliette a soli 2 euro - avrei voluto collezionarle tutte:




E una gran comodità: i supermercati sono sempre aperti dalle 7 alle 21 continuativamente - a differenza dell'Italia, dove spesso soprattutto nei piccoli centri chiudono dalle 12 alle 15 - esattamente quando servono.

Il motivo è che vengono impiegati cinesi che non si lamentano a passarci tutto il giorno dentro. In particolare in Croazia.





STRADE

Per il tratto italiano ho seguito il percorso della cosiddetta ciclovia AIDA [Alta Italia Da Attraversare]. La condizione delle piste ciclabili aumenta esponenzialmente dalla Lombardia al Veneto e al Friuli.




In Friuli esistono ciclabili simili a quelle tedesche ossia completamente distinte dalla sede stradale e ad essa parallele.

In Slovenia le ciclabili sono eccellenti e diffusissime. La D-2 che idealmente congiunge Lubiana a Tarvisio è un capolavoro, soprattutto da Mojstrana verso l'Italia.

In Croazia ho trovato molte ciclabili lungo la costa e nei centri urbani. Spesso e volentieri si percorrono sterrati e ferrovie in disuso. In bassa stagione c'è poca gente e si pedala anche per parecchio tempo senza incontrare nessuno. Tenetene conto, se non state a proprio agio in solitudine.






A CHI HO DEDICATO QUESTO VIAGGIO

Come ho già scritto, ho dedicato il viaggio a una ragazza italiana nata nel 1920 in un piccolo paese dell'Istria, Norma Cossetto.

Chiunque può informarsi su chi era, cosa faceva e perchè è stata assassinata a questo o altri link.

Così come chiunque se ne ha animo può acquistare e leggere il libro Foibe rosse di Frediano Sessi. Io ovviamente l'ho fatto, proprio nel corso del viaggio. 





 

mercoledì 25 marzo 2026

ISTRIA 2026. Diario di Viaggio, seconda parte.

 


ISTRIA 2026

DIARIO DI VIAGGIO - SECONDA PARTE





Sbarcato a Muggia [ancora Italia ma per breve tratto] inizio a percorrere la litoranea passando per i centri di Capodistria e Isola d'Istria. Sono nel breve tratto sloveno costiero, dove la ciclabile coincide in parte con la ex ferrovia Parenzana, comoda per muoversi in bici al di fuori delle strade comuni.

Dopo qualche collina arrivo alla frontiera con la Croazia. Da qui seguo una carrareccia in salita che  attraverso un bosco mi porta alla minuscola frazione di Valizza dove trovo alloggio in un comodo e attrezzato bungalow.




sopra: il centro di Isola d'Istria e la frontiera Slovenia-Croazia


In serata risolvo il problema della cena recandomi in bici a un ristorante distante tre chilometri. Si mangia divinamente, anche se i prezzi sono più alti di quanto credessi. Fare ritorno col buio mi impensieriva un po', ma accendo le luci su una strada con traffico scarsissimo e dall'asfalto perfetto.



Tappa 10. Pedalo su belle strade costiere a pochi metri dal mare; sul lato interno tantissimi recenti uliveti con gli alberi bassi che incoraggiano la raccolta. 

Giungo a Parenzo e la oltrepasso - la città è sconvolta da un cantiere colossale. Riesco a tirarmene fuori grazie a un sentiero pedonale a ridosso del mare.

Arriva il momento più toccante del viaggio: prima di ripartire vado a rendere omaggio alle vittime delle foibe al locale cimitero appena fuori città. Alle vittime è stata dedicata recentemente una targa che però ipocritamente evita di citare "foibe". Domando a una impiegata all'ufficio dove si trova la targa, e mi dice di non saperne nulla e che ho sbagliato posto. Allora tiro fuori la foto da internet e gliela mostro in diretta: "aaahhh siiii i partisans, dietro a sinistra" -

Ho un fiore finto portato da casa e lo dispongo tra gli altri, anche in nome della povera Norma Cossetto [che è però sepolta al cimitero di Visinada-Santa Domenica, nell'Istria interna]. In tredici contro una ragazza di 23 anni - che coraggio, eh?






in alto: la costa istriana e l'omaggio alle vittime italiane a Parenzo



Proseguo per il piccolo villaggio di Vrsar che si trova in cima a una collina a pochi passi dal mare. L'indomani decido di passarci una giornata di riposo dato che il posto mi piace. C'è odore di legna bruciata, un piccolo incantevole centro storico e soprattutto un ristorante dove faccio una cena memorabile.



panorama da uno dei belvedere di Vrsar, Croazia



Il dodicesimo giorno di viaggio è quello delle strade sterrate: la prima è una pista pietrosa che costeggia il bordo superiore di un canyon - il fiordo marino Limski, lungo dodici chilometri. Probabilmente in estate sarà tutto un pullulare di mountain bike, gravel eccetera - adesso non c'è anima viva per ore e ore, bisogna stare a proprio agio da soli per fare queste strade.

Finita essa [la sterrata] scendo a livello del mare e risalgo di 150 metri per imboccare una ciclabile in terra battuta ricavata da ex ferrovia che si dirige in leggera discesa verso il mare poco prima di Rovigno d'Istria.




in alto: la carrareccia lungo il fiordo Limski


in basso: la ex ferrovia che porta a Rovigno d'Istria







Rovigno è incantevole - è la città croata più bella vista finora. Ho una stanzetta proprio nel centro storico, fatto di vecchi edifici alti con enormi camini e strade acciottolate che riflettono la luce dei lampioni. Passo il resto della sera passeggiando tra il porto e la città.




sopra: nella bellissima Rovigno d'Istria



13^ tappa, 13 marzo. Alle 7 di mattina esco fuori per fotografare il porto di Rovigno alla luce dell'alba. Finita la colazione lascio la stanza in direzione di un meraviglioso tratto costiero fatto di baie, insenature, pinete e scogliere calcaree che incorniciano un mare stupendo verde e blu. Un'autentica cartolina della Croazia persino "stressante" dato che viene di fermarsi ogni venti metri a scattare foto.







In tarda mattinata la bella luce lascia il posto a un cielo livido. Lunghi tratti costieri a volte sterrati mi portano infine a Pola. Qui sono numerose vestigia romane: un arco trionfale, un mosaico scoperto nel retro di un parcheggio cittadino, un tempio con sei colonne e un colosseo (Arena di Pola) che francamente è anche più scenografico di quello di Verona.

Ho una stanza in una mansarda di un vecchio palazzo un po' ai margini del centro. Si respira un misto di italianità e atmosfera balcanica.






sopra: immagini di Pola, tra cui l'Arena romana




Il giorno 14 lascio Pola con una poco incoraggiante salita a muscoli freddi. Una volta guadagnato l'altopiano la strada dà tregua, snodandosi solitaria nella campagna. Traffico quasi zero. Scendo bruscamente verso Rasa, un centro di fondovalle legato all'estrazione del carbone - e risalgo sino ai 320 metri di Labin, Albona.





Ho fatto "solo" 46 chilometri ma sono contento così. Albona è anch'esso un centro carbonifero. Ci sono strette viuzze, bei panorami e un'aria fredda e tagliente che mi rende più grato il rientro in camera, in un vecchio palazzo con i muri spessi un metro. 



Tappa 15. La colazione all'albergo di Albona è di quelle storiche: due toast (e non piccoli), uova sbattute e due enormi crepes con la nutella. Con le calorie incamerate potrei arrivare in Albania entro fine giornata, penso -

Invece, dopo aver efficacemente fatto fuori una salita e visitato il piccolo villaggio semiabbandonato di Plomin inizierà la strada costiera verso la fin troppo turistica Opatija e infine Fiume, che raggiungo alle 16.

L'arrivo in città è preceduto dal passaggio a fianco di enormi magazzini e una vecchia raffineria, ma il centro è gradevole e popolato di belle persone che passeggiano sul molo. Tutto appare enorme, come a Trieste. Le gru portuali, le banchine, i palazzi.

Ho una stanza in un vecchio edificio del quartiere del mercato a due passi dal porto. 








sopra e sotto: l'ultimo tratto croato del viaggio tra Albona e Fiume











Giorno 16. Da Fiume prendo un treno alla volta di Lubiana, nella Slovenia interna. La bigliettaia mi dà un'informazione inesatta: avevo chiesto se c'è una carrozza apposita per le biciclette, come avevo letto, e mi aveva risposto di no. Invece la carrozza specifica c'è e ha anche grande spazio all'interno. Il problema è accedervi: la porta è molto stretta e il predellino (se si chiama così) e parecchio alto. Anche una persona appesantita e con scarsa mobilità avrebbe difficoltà a salire. In pratica, per quanti sforzi faccia non riesco a mettere su la bici. Per fortuna si materializza un capotreno che si degna di darmi una mano.

Una volta a bordo è fatta. Si parte in orario con questo lento treno degli anni Ottanta e si viaggia in salita verso la Slovenia. A causa di cantieri prima di essa ci sarà un ritardo di quasi mezz'ora e sono già le 15, sotto un cielo cupo che annuncia pioggia.

Decido di prendere un secondo treno per portarmi di poco avanti in direzione ovest verso Kranj dove si trova un ostello davvero a buon mercato. Con altri 3 euro salgo su un treno stavolta moderno e lascio Lubiana e la sua stazione, in cui regna un caos infernale a seguito di un cantiere.



in alto: l'arrivo a Kranj, Slovenia


Ho fatto bene a preferire il treno e fare questo "salto della quaglia": poco dopo l'arrivo all'ostello si scatena una pioggia torrenziale -

Riassumendo: sono di nuovo in Slovenia in una camerata tutta per me a soli 22 euro. Mi faccio un tè e mi godo la pioggia da dietro la finestra con i termosifoni accesi mentre cala l'oscurità.




Tappa 17. Lasciata Kranj viaggio in direzione ovest, cioè decisamente verso l'Italia. Ciclabili e strade secondarie si snodano tra boschi e villaggi dall'aspetto austriaco. Il paesaggio è alpino, non ci sono più i lecci e gli ulivi della Croazia ma alti abeti. In tutto questa bellezza non mancano dure e improvvise salite a ricordarmi che anch'esse esistono.

Alle 12 arrivo al lago di Bled, uno dei posti più iconici dell'intera Slovenia. Faccio diverse foto, poi riparto anche perchè tira un'aria gelida da nord che fa rabbrividire anche se ci si mette al sole.

Raggiungo il piccolo villaggio di Mojstrana alle 16 - ho una stanza tutta di legno in una baita-ostello molto pittoresca. Uniche pecche: un gran caldo esagerato non regolabile e un'insonorizzazione letteralmente inesistente tra le stanze.







sopra: pedalando in Slovenia verso il pittoresco lago di Bled

sotto: verso Mojstrana







Il diciottesino giorno si presenta con cielo grigio, freddo e nevischio-pioggia. Le previsioni direbbero che durerà fino alle 10 del mattino ma ho seri dubbi. Decido di partire comunque.

Fortunatamente percorro la ciclabile D-2, al riparo dalle auto e con salite a bassa pendenza. Procedo bene sino a Kranjska Gora, ma a Ratece devo abbandonare la pista a causa dell'accumulo di neve ormai superiore ai 5 cm.

Mi dirigo sulla statale - il confine dovrebbe essere vicino e infatti vedo un cartello blu con scritto Italia. Sotto una debole nevicata indosso in giubbotto di piumino sotto l'impermeabile, anche perchè iniziano furiose ancorchè benvenute discese.












in alto: l'ultimo tratto in Slovenia, in condizioni invernali




A Tarvisio incrocio la famosa ciclovia Alpe Adria, ricavata da ex ferrovia. Ne percorro un tratto, poi la devo abbandonare perchè chiusa per lavori di illuminazione delle gallerie, e in generale chiusa "per l'inverno". Tutte questi cantieri e chiusure mi hanno proprio stancato. Cosa c'è da chiudere se la pista è libera da neve, pulita e perfetta? 

Finisco ancora una volta sulla statale, per fortuna larga e con basso traffico. Supero senza problemi tre gallerie che mi impensierivano e infine arrivo a Moggio Udinese, dove ho una camera in una vecchia pensione.






in alto: fine tappa a Moggio Udinese e uno dei tratti della ciclovia Ape Adria che ho potuto percorrere




19^ tappa, ultimo giorno di viaggio.
Alle 8 del mattino apro le vecchie imposte di legno della stanza e la fredda aria friulana la invade. Ci sono imponenti montagne a destra e a sinistra. Faccio colazione e mi metto in marcia, finalmente con pendenza e vento a favore.

Faccio una sosta nel bel centro di Venzone, dove una grande chiesa del 1300 è stata ricostruita dopo il terremoto del '76. 






sopra: immagini di Venzone, Friuli



Seguo il percorso ciclistico contrassegnato FVG-1, esso si destreggia tra piccoli centri e campagne verso sud. Diventa quindi pista in terra battuta per parecchi chilometri - pare che anticamente fosse una 'ippovia'. La bici va vanti silenziosa, è sempre stata silenziosa nelle migliaia di chilometri di strade e di emozioni che ha condiviso con me.

Non manca molto per Udine, di cui vedo già la periferia-giardino. Il navigatore mi guida verso il centro città - mancano due chilometri, poi uno. Ecco infine la piazza della Libertà con i palazzi e le insegne della Repubblica Veneta - c'ero stato undici anni fa nel corso del tour in bici lungo il Po. Il viaggio finisce qui.







L'orologio segna le 13 e 13 minuti del Km 1074. Splende un bel sole ma l'aria è fredda - c'è chi si affretta a recarsi a pranzo, chi si siede sui gradini della piazza. Faccio un paio di foto con il treppiede e l'autoscatto e mi dico: sì, è finita. Un ultimo sguardo e poi mi reco dall'altra parte della città dove si trova l'albergo. Domani rientrerò in treno a casa.

Mi sembra di aver viaggiato per mesi, tante sono le cose che ho visto.
Vorrei dire grazie a tutte le persone che si sono comportate con cortesia e gentilezza. Di alcune ricordo il nome, di altre no. Con alcuni mi sono fermato a scambiare due parole - con altri ci siamo semplicemente salutati. E' così che funzionano i viaggi.

Ho avuto momenti di estrema gioia, e qualche volta un po' di stanchezza.

 Ho visto un'altra piccola fetta d'Europa e il suo bellissimo mare. E poi vigneti, colline, case, fattorie, ponti, canali, fiumi, boschi, piste ciclabili, attraversamenti pedonali, ruderi, chiese, palazzi nobiliari, castelli.

...

E quella foto in bianco e nero di Norma, col suo sorriso.






["Ecco, l'aria è trasparente e il giorno chiaro, limpido. Che meravigliosa giornata. Si potrebbe partire tra una ventina di minuti, con il cesto del picnic sulla bicicletta, e raggiungere i boschi che scendono al mare. Troppo bello perchè si avveri. La realtà mi si è presentata quasi subito, con il sorriso sarcastico di quei due uomini che hanno passato la notte a farci la guardia.
Mi sorridono per prendermi in giro, per minacciarmi.
Nessuno ci darà più segno di rispetto. Questo è certo."]


DEDICO QUESTO VIAGGIO A NORMA COSSETTO (1920-1943).


                                                                                                                        25 marzo 2026