Volevo concludere il meraviglioso Novembre con un'ultima escursione sui miei Nebrodi, stavolta però in bici. Sono partito alle 16 in direzione della faggeta e del bivacco dove volevo passare la notte; prima di giungervi ho fotografato il versante settentrionale dell'Etna imbiancato dalla neve.
Con sollievo ho constatato che il bivacco era libero e tutto per me. L'oscurità è arrivata dopo le 17 - ho atteso l'ora di cena e mi sono goduto la stufa alimentata a legna di faggio.
SECONDO GIORNO
Mi sono alzato alle 5 e trenta con il buio e ho riacceso la stufa. Ho fatto colazione ascoltando soft jazz e alle prime luci sono ripartito. Fuori era tutto ghiacciato. In un freddo glaciale a me gradito sono risalito in sella e ho pedalato sulla dorsale dei Nebrodi in direzione ovest.
sopra e sotto: scatti fotografici all'alba del secondo giorno
C'eravamo solo io, la bici e un silenzio assoluto in questo tratto poco battuto della pista, immersa nel bosco di faggi che avevano ormai perduto tutte le foglie.
Intorno alle 9 sono giunto al lago Biviere di Cesarò a quota 1279 m.
Qui si trova un grandioso punto panoramico - la vista spazia verso nord, il versante occidentale del massiccio calcareo delle Rocche del Crasto e il mare. Sono visibili anche le isole Eolie.
Avendo fatto colazione molto presto il corpo reclamava energie. Dopo aver provveduto a incamerare opportune calorie ho preso la strada del rientro, superando un dislivello di soli 200 metri.
Ho ripercorso la pista del giorno precedente in discesa provando l'ebbrezza della bici - niente dolore ai piedi nè vesciche, solo un divertente continuo slalom tra rocce affioranti e pozzanghere gelate sino al punto dove avevo lasciato l'auto. E' stata una bellissima escursione.












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