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mercoledì 4 dicembre 2019

Il periplo di Lipari a piedi nella splendida luce di Dicembre.










Periplo dell'isola di Lipari a piedi. Due giorni e 28 chilometri su strade e sentieri selvaggi. Case eoliane, cave minerarie e paesaggi straordinari.





PRIMO GIORNO
DA CANNETO (LIPARI) A CALA FICO


Canneto (Lipari, ME), il punto di partenza
del nostro giro a piedi dell'isola




8 e trenta del mattino. L'aliscafo partito da Milazzo (ME) ci lascia al porto di Lipari; da qui saliamo su un piccolo pullman per raggiungere la località costiera di Canneto, distante meno di tre chilometri.
E' da qui che iniziamo a camminare per compiere il periplo di Lipari a piedi in senso antiorario.

Il cielo è leggermente velato e in breve raggiungiamo la parte settentrionale dell'isola oltrepassando le rovine degli impianti di estrazione e lavorazione della pietra pomice.









I primi chilometri a piedi, uscendo dal borgo di Canneto









sopra e sotto: località Campo Bianco;
ex impianti di estrazione della pomice









La grande cava di pomice ha "contaminato" il mare che in questo punto assume colori polinesiani; la costa è bianca e selvaggia, punteggiata da numerose rovine di impianti industriali:













"Doppiata" la punta nord-est di Lipari i nostri passi si dirigono verso l'unico villaggio della costa settentrionale: Acquacalda.
Il mare qui è bellissimo, con tonalità verdi. Spesso ci fermiamo a osservare emergenze geologiche di ossidiana, la nera e tagliente pietra vulcanica dell'isola.








Un belvedere sul mare poco prima di Acquacalda




Luigi fotografa lo Scoglio dei Monaci




Il borgo di Acquacalda









Il borgo è semideserto: solo qualche rara auto. Le Eolie in questo periodo dell'anno possiedono un fascino particolare. Parla il mare - i turisti sono pochi. 
Ci aggiriamo tra le abitazioni affacciate sul lungomare e consumate dalla salsedine di innumerevoli mareggiate.








sopra e sotto:
in cammino tra le case di Acquacalda










Sono le 11 e trenta e lasciamo il piccolo villaggio. Ci aspetta una salita non da poco che ci porterà dal livello del mare a Quattropani, m.322.
Iniziano i tornanti e procediamo con pazienza con belle vedute sulla vicina isola di Salina.















Questa salita ha richiesto non poca fatica; è quasi l'una ed è da stamattina prestissimo che siamo in piedi. Finalmente raggiungiamo Quattropani, un agglomerato di case sparse dove Luigi ottiene una bottiglia extra di acqua da gentilissimi muratori che stanno restaurando la facciata della chiesa.








in alto e in basso:
tra le case sparse di Quattropani








Quattropani, la chiesa




Mancano ancora più di 700 metri di lunghezza e 80 di dislivello per il bivio dal quale scenderemo verso la costa occidentale di Lipari.
Una sciocchezza per chi è bene in forze. Purtroppo nel corso della giornata sono stato infastidito da un mal di gola via via crescente e da una certa debolezza generale.

Finalmente ci fermiamo a mangiare qualcosa alle cave di Caolino, sotto un bel sole tiepido.




Luigi esplora un mezzo cingolato degli anni Sessanta
presso le cave di caolino, dove abbiamo fatto una sosta 
per il pranzo







sopra e sotto:
uno sguardo alla suggestiva geologia di quest'area









Da questo punto in poi si scende decisi verso il mare. Sono più di due chilometri impegnativi attraverso un paesaggio straordinario - forse il più bello di tutto il giro: la comoda strada fatta finora diventa un sentiero che serpeggia dentro un canyon selvaggio con pareti verticali e un effimero corso d'acqua che passa al fondo della gola.





Discesa verso la costa occidentale lungo 
il sentiero selvaggio delle cave di caolino




Un punto spettacolare del sentiero





Il passaggio attraverso una delle numerose
frane lungo il sentiero




Siamo sempre più in vista del mare, che raggiungiamo in prossimità di una casa isolata. La luce dorata del pomeriggio illumina la scogliera rocciosa. Percorriamo ancora un po' di strada per reperire un posto dove piazzare la tenda.




La costa occidentale di Lipari 




La casa isolata in prossimità della quale
il selvaggio sentiero delle cave incontra la
carrareccia lungo la scogliera








sopra e sotto:
al termine della giornata lungo la frastagliata costa ovest di Lipari










Il tempo è tiranno: il sole si abbassa velocemente e sono appena le 16. Riusciamo a trovare un piccolo spiazzo tra i fichidindia dove montare le tende.
Io mi precipito a gran velocità sul bordo della scogliera per fotografare il tramonto. Siamo in località Cala Fico, uno dei punti più belli.



Montaggio del campo





Spettacolo del tramonto in località Cala Fico:
ancora venti minuti e sarebbe stato troppo tardi per
la ripresa fotografica !




Il sole scompare dietro l'orizzonte e presto fa buio. Rientriamo alle tende poco distanti e ceniamo presto, alle 18 e trenta.
Finisce così il nostro primo giorno di cammino a Lipari.






SECONDO GIORNO 
DA CALA FICO A LIPARI









Alle 6 facciamo colazione e poi smontiamo le tende. E' una giornata serena e praticamente senza nuvole. Lasciamo la bellissima cala dove abbiamo passato la notte e camminiamo in vista del mare illuminato dal sole di questa mattina di dicembre.








sopra e sotto:
inizia il secondo giorno di cammino















Giungiamo in breve all'edificio ottocentesco delle Terme di San Calogero, imbruttito da strutture in calcestruzzo affatto inopportune:




Terme di S.Calogero




Siamo a Pianoconte, un altro piccolo centro abitato dell'isola. Anche in questo caso si tratta più che di un "centro" di un insieme di case sparse.
Inizia la discesa decisa verso Lipari, preceduta da una sosta all'antica chiesa dell'Annunziata, il cui nucleo originario pare risalire al secolo VI°.




Strade strette e ripide, avare di parcheggi:
la scritta parla chiaro !
Pianoconte (Lipari), m.271









sopra e sotto:
l'antica chiesa dell'Annunziata,
con il pavimento maiolicato e la vista sul mare










Percorriamo un antico viottolo selciato che evita la strada principale, con tutto il fastidioso traffico diretto alla città.
Siamo ormai in vista di Lipari, di cui appare in alto il complesso delle chiese sul promontorio.




Ultimi chilometri in vista di Lipari





Arriviamo in città poco dopo le 10. Esploriamo un po' gli stretti vicoli e la piazza Ugo Sant'Onofrio affacciata sul porto vecchio chiamato Porto delle Genti.
Le chiese qui sono a un passo dal mare; le barche giacciono in secca bianche e luminose.







sopra e sotto:
vicoli di Lipari (ME)










Il porto vecchio di Lipari e la chiesa
di San Bartolomeo





Barche in secca in piazza Sant'Onofrio





Poche centinaia di metri ci separano dal porto nuovo di Marina Lunga da cui partono gli aliscafi; percorriamo il centrale corso Vittorio Emanuele dove presso una bottega acquisteremo dei ricordi alimentari: io una ricca busta di capperi e un'altra di "cucunci" - fiori del cappero che non avevo mai visto.



Il mio souvenir di Lipari




La nostra camminata si conclude sul molo aliscafi; c'è ancora più di un'ora di attesa per l'imbarco. I gabbiani svolazzano avanti e indietro sui frangiflutti. Tra una chiacchiera e l'altra il tempo passa presto e arriva il nostro aliscafo -

28 chilometri e 900 metri di dislivello in totale. I numeri di due giorni di cammino nel paesaggio e nella natura delle Eolie - gratificanti e meravigliosi.
Due giorni che ricorderemo con piacere.

E l'anno prossimo? Salina ci aspetta.





 Fine del trekking.
Lipari, porto aliscafi.








CURIOSITA' E CONSIGLI SUL PERCORSO


Perchè evitare di fare a piedi il tratto Lipari-Canneto?

- si tratta di due chilometri e mezzo parecchio trafficati e con una galleria; quando siamo passati noi col pullman abbiamo constatato che la galleria era per giunta chiusa per lavori, cosa che ci avrebbe costretto a un lungo e inutile detour interno con salite e tornanti;


Dove si prende il pullman che da Lipari porta a Canneto?

- sul molo aliscafi a una decina di metri dalla relativa biglietteria aliscafi si trova il "terminal bus". I biglietti si acquistano dal conducente;


Il sentiero delle cave di caolino è per tutti?

- no, si tratta di un sentiero ripido, invaso dalla vegetazione e frequentemente interrotto da frane lungo il quale occorre fare parecchia attenzione anche perchè la zona è completamente spopolata;







Cos'è il caolino?

- un silicato idrato dell'alluminio; un minerale che viene/veniva usato come "carica" = eccipiente nella fabbricazione della carta o delle ceramiche. Ultimamente troverebbe impiego nella lotta biologica alla mosca dell'ulivo. La cava di Lipari è stata sfruttata sin dalla preistoria;


Cos'è la pomice?

- una roccia effusiva magmatica bianca, leggera e porosa. Impiegata per alleggerire calcestruzzi, isolante termico/acustico, pulizia delle superfici e abrasivo. Le cave di Lipari hanno cessato l'attività nel 2005;


Conviene portarsi acqua lungo il percorso?

- premesso che non farei per niente volentieri un percorso del genere nella stagione calda, il tratto compreso tra Quattropani e Pianoconte risulta selvaggio, spopolato e privo di acqua. Se ne può reperire nei due centri citati chiedendo alla gente del posto. In qualche modo una bottiglia si rimedia sempre ma è meglio partire provvisti (e purtroppo l'acqua pesa);


Si può percorrere il sentiero delle cave di caolino in bici da montagna?

- sebbene io sia più un ciclista che un camminatore lo sconsiglio;


Un ultimo consiglio sul percorso?

- cercare di non affrontare il giro in giorni di vento forte; quello che altrove è semplicemente vento alle Eolie diventa VENTO. Se no non si chiamerebbero Eolie ! L'applicazione Windy è utilissima per questo tipo di previsioni.













giovedì 6 ottobre 2016

In tenda sul cratere di Lipari, isole Eolie.



Ogni cosa a tempo e a luogo.
( una frase che mio nonno materno usava ripetere spesso )




     Porto di Milazzo (ME), ore 9 di martedì mattina. Aria tiepida e cielo azzurro, sereno. Odore di caffè e marinai che vanno e vengono sul pontile. Sono uno dei pochi italiani in attesa di imbarcarsi sull'aliscafo per le isole Eolie. Francesi, tedeschi, inglesi - ci sono tutti. Educati, silenziosi e carichi di zaini - ma mai come il mio, che è il più pesante di tutti !  Nell'aria è palpabile quella sensazione meravigliosa, unica: sentirsi in viaggio.

Un'ora di navigazione, un breve scalo al porto della vicina isola di Vulcano e sono a Lìpari.
Lipari con le sue case marinare colorate, i suoi vicoli, la collina del castello, i negozi di souvenir, le comitive di stranieri che fotografano estasiati. 


Porto di Lipari, Marina Corta.




sopra: qui a Lipari il laborioso processo
di integrazione sembra avere avuto successo !



A mezzogiorno attendo il piccolo pullman che mi porterà a Lami, una borgata rurale all'interno dell'isola. Da lì inizierò la scarpinata verso la cima del Monte Pilato, m.477, un antico cratere che originò la colata di ossidiana detta delle Rocche Rosse.

Trascorro l'ora più calda rifugiandomi all'ombra della tettoia di una tipica abitazione eoliana - si chiama Oasi del Divino Amore e probabilmente è sede di una comunità di giovani credenti. Ma non si vede nessuno. Le porte sono prive di inferriate e il cancelletto di legno è aperto. Consulto la cartina e mangio qualcosa. Non si sentono cicale nè rumori di sorta; sono in una contrada piena di vigneti e muretti a secco sulla quale incombono le pendici di antichi vulcani, nel silenzio più assoluto -

Borgo rurale di Lami. Sosta all'ombra presso una tipica casa eoliana.


Alle 15 riprendo il cammino. L'asfalto termina e la strada diventa una pista sabbiosa e solitaria. Imbocco la deviazione per il sentiero che porta in cima al cratere, nella conca del quale si trovano vecchie case abbandonate circondate da una vegetazione bassa e lussurregiante.



sopra: Lipari, inizio della salita al cratere di Monte Pilato.
sotto: il sentiero che porta in cima, cancellato da un colossale smottamento.




Sembrava una sciocchezza, invece l'escursionismo riserva sempre qulache sorpresa: quello che doveva essere un comodo sentiero d'accesso alla cima del cratere, risalendone l'orlo occidentale, è per la quasi totalità costituito da una profonda frattura, una sorta di crepaccio originato da uno smottamento del terreno (è stato un terremoto ?), che l'acqua piovana continua a scavare senza sosta. Quando non si passa a piedi nel fondo del crepaccio, occorre passarci di lato, e questo significa trovarsi sull'orlo di una fossa profonda anche tre metri.

Sudo più per la paura che per il caldo. Attenzione massima e totale !

 - poi finalmente guadagno la cima.



sopra: vista dalla cima del cratere di Lipari; sullo sfondo, l'insenatura di 
Porticello, luogo di imbarco della pomice.
sotto: il sole tramonta dietro il Monte Chirico, m.602





E' un tramonto privo di nuvole, senza vento. Il sole gioca tra le Eolie, sospese tra cielo e mare. La piccola Panarea sembra surreale, in mezzo a un distesa madreperla su cui si posa l'ultima luce. Poi appare una falce di luna, in alto a occidente.

Smetto di pensare a tempi di posa e diaframmi e rimango in piedi. Nel silenzio, nel momento.

L'ultima luce del giorno dalla sommità del cratere. Al centro, la piccola isola di Panarèa.



Monto la tenda sfruttando i pochi metri quadrati pianeggianti disponibili. E' un piccolo spiazzo appena sotto la cima, protetto da cespugli e dal vento che inizia a soffiare a raffiche appena va via il sole, e terminerà soltanto all'alba. Passo una notte un po' tormentata a causa della pioggia, per fortuna breve e debole.
Per risparmiare sul peso ho infatti portato con me il solo telo interno della tenda.

Ma tutto sommato anche questo fa parte dell'avventura -

Faccio colazione parecchio prima dell'alba, che si preannuncia molto nuvolosa. Poi sistemo il treppiede e attendo con pazienza la prima luce del giorno.



Alba dal Monte Pilato. Sullo sfondo a destra, l'isola di Salina.
Salina ammantata di nuvole alla luce dell'alba.

Quando lo spettacolo finisce, smonto il campo e scendo a piedi. Tutta la strada fino al mare, che raggiungo nei pressi del borgo di Canneto

Sulla via del ritorno, un tratto della 'Strada del Vino' nei pressi di Lami.
Le poche case di Lami.
Il paese di Canneto ripreso dai tornanti che salgono verso l'interno dell'isola.

La giornata è ben diversa. Il cielo è nuvoloso; nubi nere si attardano sulle montagne dell'isola. Fa fresco e cade qualche goccia di pioggia. Malgrado abbia dormito poco e male, mi sento bene e in forze. Lo zaino mi pesa meno e le gambe vanno alla grande.

Cammino per chilometri lungo la costa orientale sino a Porticello, zona storica di lavorazione della pietra pomice. Incontro rare auto, qualche taxi che trasporta turisti, altri camminatori con lo zaino, tutti stranieri, e un gruppo di cicloviaggiatori francesi con i quali mi fermo a parlare.

Siamo tutti sulla strada - ci salutiamo con un gesto, o con gli occhi; ci riconosciamo al volo tra di noi.

A piedi, in bici. Siamo tutti stregati dalla magìa della strada. Metafora della vita.

Ecco, sotto questo cielo plumbeo sono arrivato al porto d'imbarco delle cave, dove il mare assume colori polinesiani. Scatto le ultime foto, poi mi fermo a bordo strada ad aspettare il primo pullman utile che mi riporterà al porto di Lipari.


Lipari, Porticello. In basso, stabilimenti abbandonati di lavorazione della pomice.


Attendo l'aliscafo delle 12 e trenta. E lascio Lipari a malincuore. E' un'isola bellissima, e anche la mia piccola avventura lo è stata. Accanto a me siede un anziano, straniero. E' silenzioso e pensa. Quali saranno i suoi pensieri ? E sono davvero i suoi, quei pensieri, o 'appartengono' all'isola ?

Anche se è sbagliato, non resisto alla tentazione di fargli una foto.

Mi fa pensare, questa foto. L'ho intitolata 'Attesa'.

tornerò qui, in un altro tempo, lo so.

Quindi...
quindi arrivederci Lipari.

Lupolibero, 4-5 Ottobre 2016



Attesa






COME DOVE E QUANDO.



Sono arrivato a Lipari in aliscafo. I natanti partono dal porto di Milazzo (ME), sulla costa tirrenica della Sicilia. Il viaggio di sola andata dura un'ora e costa 16 euro e 10. Il servizio è rapido, puntuale ed efficiente.

Portatevi da casa tutto quello che potete.
Le Eolie sono turistiche e costano care. Io quando viaggio metto il cibo in secondo piano - mi interessa far foto e godere della bellezza dei posti spendendo poco. Ho portato con me tre panini, una scatoletta di Simmenthal, due uova sode, noci del mio terreno ( che ho schiacciato con le pietre vulcaniche ! ), biscotti, caffè solubile e mezzo litro di latte. Più due litri d'acqua; e ne avrei voluta di più - non lesinate sui liquidi, se ne vanno a fiumi !
In pratica ho pagato solo il pullman per Lami più quello di ritorno per un totale di 4 euro e 20.

Il sentiero per il cratere.
Da Lami si segue l'unica strada verso nord per il cratere Fossa delle Rocche Rosse; ci sono cartelli di legno. A meno di un chilometro da Lami c'è un bivio senza segnale: andare a destra. Segue un incrocio segnalato, e quindi si piega a sud risalendo la ripida cresta del cratere. Il sentiero, scavato profondamente dall'acqua, è in alcuni punti abbastanza pericoloso. Dalla cima del cratere ci si affaccia a sud verso il docile pendìo del Pomiciazzo, una colata preistorica. A nord c'è invece l'ex voragine, ripidissima. Per farla breve: non è un posto dove porterei bambini.

Spostarsi per Lipari.
Al porto di Marina Lunga dove approdano gli aliscafi si trovano: la biglietteria della Liberty Lines e, di fronte, un minuscolo botteghino-fermata dei bus. Sebbene non ci sia scritto da nessuna parte, i biglietti si comprano sui pullman. Costano pochi euro e portano velocemente dove si vuole. E' un servizio magnifico e utilissimo. L'azienda che lo gestisce si chiama Urso.

Quando.
Recarsi alle Eolie in piena estate, soprattutto in giornate afose di Scirocco, non è secondo me un piacere ma un autentico incubo. Ressa, prezzi alle stelle, code e rischio di stare seriamente male. Ottobre è un sogno. Se fa caldo è comunque sopportabile; la luce è meno accecante, adatta alle foto. I turisti sono nettamente meno e quelli che ci sono sono quasi tutti stranieri.

La cartina.
Per questo percorso a Lipari mi sono ispirato ai consigli di una vecchia Guida Rossa del Touring dell'89. La parte dedicata alle Eolie è infatti curata molto bene, a differenza di tutto il resto del libro.

Non si va da nessuna parte senza una buona, anzi ottima carta.
Per le Eolie ci ha pensato la Kompass con la sua cartina no.693 in scala 1:25mila. La Kompass è un'editrice austriaca, e la qualità si vede eccome. Questa preziosa carta l'ho pagata 8 euro nel 2011 e me la tengo cara: con le Eolie ho ancora tanto da fare !



Il racconto della storica eruzione della pomice, avvenuto nell'anno 729, fu descritto da S.Willibald. Trovate un documento in questa pagina

L'anno scorso ho invece visitato l'isola di Vulcano, dormendo con il solo saccoletto sull'orlo del suo cratere quiescente, sempre nel mese di Ottobre a me caro. La microavventura la trovate qui.

Buone escursioni.