Following the shadows of the skies
or are they only figments of my eyes ?
And I'm feeling close to where the race is run
Waiting in our boats to set sail, sea of joy.
Blind Faith, 1969
Sono già stato qui, alle Rocche del Crasto. 1300 metri circa di quota - parco dei Nebrodi. Ho fatto ritorno su quest'altopiano meraviglioso disseminato di rocce dell'era mesozoica e immerso nel silenzio per poterlo vivere, "sentire" di nuovo. Le immagini che ho scattato sono un omaggio ai proprietari della Casa del Sole, un rifugio di pietra destinato ai pastori ma aperto a tutti che si trova sull'orlo di questa montagna, affacciato verso l'infinito.
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| Mucche lungo la pista che da Portella Gazzana conduce alle Rocche. |
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| veduta della valle del Torrente Rosmarino |
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| Nuvole basse sfiorano le rocce antiche dell'altopiano. |
Nella stanzetta di pietra della Casa del Sole si trova un tavolo con su un quaderno. Chi passa da qui lascia scritte le sue impressioni, e da quello che leggo sono tutti entusiasti. Ma la quasi totalità dei visitatori si intrattiene durante il giorno, mangia qualcosa, forse accende il caminetto, poi torna a casa -
Trascorrere la notte qui non è per tutti. La stanza è fredda - di quel freddo che entra nelle ossa. La porta di legno e l'unica finestra non proteggono dagli spifferi di vento gelido che soffia dall'esterno, contro i quali non c'è camino che tenga.
Faccio ogni dieci muniti esercizi per riscaldarmi, poi leggo un libro, ascolto la radio che mi sono portata, preparo la cena. Il saccoletto invernale, quello per temperature sottozero, fa egregiamente il suo lavoro. Passare qui la notte è dura, ma regala emozioni uniche.
in alto: il pernottamento alla Casa del Sole.
Niente legna per il caminetto, causa sessione fotografica.
All'interno della stanza ci saranno circa 5 gradi.
Sveglia alle 5 e 45. Musica lirica alla radio, colazione e poi fuori a cercare le location migliori per fotografare l'alba. Mi muovo con attenzione tra queste rocce aguzze e insidiose, dove un passo falso significa farsi male. L'altopiano è immerso in una penombra quasi surreale - poi il sole di dicembre illumina le nuvole di arancione. E' giorno.
Lascio l'altopiano delle Rocche intorno alle nove. Tornerò ancora qui ?
Forse sì - perchè in questo posto provo sempre qualcosa di intenso, di molto forte. I filosofi lo chiamano "sublime".
Richiudo la porta di legno della capanna e mi allontano nella nebbia. In alto volteggiano uccelli rapaci. L'acqua della fonte poco distante è fredda, mi ci lavo la faccia e ne bevo un po'. Poi imbocco il valico che mi condurrà a Portella Gazzana, da dove sono partito. L'altopiano delle Rocche scompare subito alla vista, e mi chiedo se esista veramente.
Alle volte certi luoghi sono sospesi tra sogno e realtà, un po' come certi eventi improbabili che sfiorano la nostra vita. E che non ci è dato sapere se siano accaduti per caso o per qualche altro motivo.
Nel dubbio, possiamo solo andare avanti - e camminare.
Desidero ringraziare i proprietari della Casa del Sole,
per aver messo il rifugio a disposizione di tutti.
Che possa esso sopravvivere alla falce del tempo,
e che venga sempre rispettato !
Lupolibero, 11-12 dicembre 2015.
Il report precedente della mia escursione alle Rocche, a marzo del 2014, è reperibile
qui.