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lunedì 2 settembre 2024

Finita la raccolta nocciole 2024.

 


 

Finisce un'altra fase. Abbiamo terminato la raccolta delle nocciole, iniziata il 15 agosto compreso e protrattasi per 16 giorni senza soste.

Tutta la tonnellata e oltre si trova nei sacchi, asciugata al sole. Si tratta solo di conferire e non se ne parla più. Sono felice e sollevato, grato al mio corpo per quello che mi ha permesso di fare.

 



 

Come quantità è stata un'annata ricca ma senza eccessi. La pioggia torrenziale del 18 agosto ha permesso all'erba di crescere, ma tutto sommato ho dovuto ri-decespugliare soltanto due ore.

Laddove prima il terreno era giallo d'erba secca, ora c'è un'erba grassa e folta con uno spunto spaventoso alla ricrescita, complici le notti umide al 70% e oltre.

Trascorrerò tutto settembre tra lavori minori in attesa della raccolta delle noci a fine mese. Voglio riprendere le sedute di camminata veloce e running, interrotte a giugno. Per la prima volta andrò al mare, di buon mattino.

Gli ultimi pomodori sono appesi alle piante ormai stanche. Tra  poco arriverà il tempo dei fichidindia.

L'alba è adesso alle 6 e 45. Il sole non è più forte come prima.




lunedì 8 marzo 2021

Recupero dell'ultimo noccioleto. La carica dei 109.

 

 

Riassumo qui senza farla tanto lunga la grandiosa opera di recupero dell'ultimo noccioleto rimasto in disuso da oltre sette anni e localizzato nella parte superiore della proprietà.

Il recupero è iniziato a metà ottobre ed è finito di recente. Naturalmente ci sono stati numerosi giorni di pausa forzata dovuta alle piogge - soprattutto a gennaio.

L'area si presentava infestata da rovi ed edera in quantità colossali; gli alberi erano appena visibili:

 



 

 

Ci sono stati punti in cui ho dovuto sfondare il muro di vegetazione infestante usando la motosega, dal momento che la decespugliatrice attrezzata di coltello non aveva sufficiente potenza.

 



 


Particolari difficoltà abbiamo incontrato in alto - anche per la notevole pendenza del terreno:






L'OPERA FINITA

Non mi metto qui a fare una rassegna precisa e topografica - ma il noccioleto si presenta adesso così:







Gli alberi recuperati sono in totale 109. Ho realizzato inoltre centinaia e centinaia di metri di sentieri che riprendono le tracce degli antichi terrazzamenti e consentono di muoversi agevolmente a piedi anche in quest'area così relativamente scoscesa:




 

Nella parte più alta il noccioleto confina con un bosco di querce. Alcune giovanissime - altre più anziane, diciamo sui 40-50 anni. Questi alberi sono stati tutti salvati e ripuliti dall'edera alla base per quanto è stato possibile. Come ho già riportato in precedenza, in un punto di questo bosco di querce ho installato una panca di legno.



sopra: dove c'era un inferno inpenetrabile di rovi in ogni direzione, ora c'è un parco


Questo lavoro, se fatto eseguire da personale esterno, avrebbe avuto un costo colossale di svariate migliaia di euro. E dubito che anche pagando sarebbero stati realizzati gli indispensabili sentieri. 

Termino qui riportando la foto di una quercia che si trova in cima - cresciuta completamente orizzontale ed emersa da una muraglia di rovi che ha richiesto due giorni per essere rimossa.

In un futuro installerò una panca anche accanto ad essa, dato che si tratta di una posizione molto panoramica.






martedì 8 settembre 2020

Finisce (quasi) la raccolta delle nocciole.

 

 

 


 

 

Se lo scorso anno i noccioli hanno prodotto zero, quest'anno hanno prodotto infinito. Dagli alberi novantenni è venuta giù una quantità spropositata di frutti - una cosa mai vista da quando ci occupiamo di questa proprietà.

Il prezzo di vendita si può considerare soddisfacente per chi raccoglie a titolo personale, senza mettere sul campo operai. Certo, se non ci fosse la concorrenza dalla Turchia sarebbe il massimo.

Abbiamo iniziato a raccogliere il 7 di agosto e stiamo a stento terminando adesso. Ci siamo impegnati dalle 5 alle 7 ore al giorno, compreso il Ferragosto e gli ultimi giorni di agosto con temperature sui 35 gradi.

 

QUI NON SI GIOCA

 

I proventi di questa eccezionale raccolta ripagheranno tutte le spese di gestione e ne resterà d'avanzo per i lussi dell'autunno, consistenti in escursioni e piccoli viaggi.

 

 

Parte delle decine e decine di sacchi da 20 chili l'uno della raccolta 2020


 

 

I pomodori hanno dato grandi soddisfazioni anche quest'anno. Gran cosa aver fatto un orto piccolo e gestibile. Abbiamo ottenuto enormi pomodori di varietà Perbruzzo e iniziato a fare qualche bottiglia di salsa.

 

Accanto ai pomodori Perbruzzo


 



 


 




Domenica mattina alle 7 sono andato a raccogliere un po' di fichidindia che crescono ai lati della Statale. Li ho aperti e messi in frigorifero. Le belle giornate di settembre mi permettono di mantenere ancora alta la carica dell'impianto fotovoltaico - e gustare i fichidindia freddi è un gran privilegio.

Sono grato al mio corpo e contento di essere qui.

 






domenica 9 agosto 2020

Inizia la raccolta delle nocciole.

 

 

 

 

I temporali sono finiti e il sole è tornato a splendere. Abbiamo iniziato a raccogliere le nocciole; a differenza dell'anno scorso ce ne sono una montagna - una quantità colossale. La qualità è molto alta con poco scarto, anche se ovviamente quando le porterò a vendere so già che troveranno qualcosa di negativo allo scopo di far calare il prezzo al quintale.

Molte nocciole sono comunque ancora sui rami e cadranno come sempre dal 20 di agosto in poi. A quel punto ci sarà da faticare davvero, raccogliendo a mano metro per metro. 

Uno dei noccioli più precoci e produttivi si trova proprio accanto a casa:

 

 

 

 

Un altro, che si trova a circa 40 metri di distanza, è invece un nocciolo tardivo che utilizziamo come "segnale" di fine raccolta. Ormai dopo anni a anni conosciamo gli alberi uno ad uno.

Stamattina ho steso al sole il contenuto delle prime nove cassette raccolte:

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma per adesso bisogna mordere il freno e aspettare: altrimenti rischiamo di passare due-tre volte a raccogliere sulle stesse aree di terreno. 

Nel pomeriggio voglio riprendere la bici e andare su in collina dove si trova una pista in terra battuta molto panoramica e immersa nell'ombra di castagneti e noccioleti. Molti di essi sono abbandonati - altri tenuti benissimo, piccole isole di Bellezza curate dagli ultimi raccoglitori.

Come noi.

 

 

 

martedì 7 agosto 2018

Frutti dell'estate piena.



L'eclissi di Luna del 27 luglio.




I lavori di campagna arrivano a ondate. Perciò luglio lo detesto: il massimo del lavoro e il massimo del caldo. A causa delle piogge di giugno l'erba è ricresciuta e per la prima volta in tanti anni ho dovuto ripetere il decespugliamento:


Ripopolamento di felci su terreno che era già stato
decespugliato. Rendono difficoltoso l'accesso
agli agrumi e occultano le nocciole cadute in terra.
Le felci sono infestanti tenaci e vitali: d'altra parte
se sono giunte fino a noi dalla preistoria un motivo ci sarà.



Poche pere quest'anno, una cassetta scarsa. Di discreta qualità, ci abbiamo tirato per due settimane.






La frutta la raccolgo la mattina prima delle otto. Da pochi giorni sono maturati i primi fichi bianchi, che a me piacciono molto. C'è un albero vicino al grande noce che ne ha prodotti parecchi.




sopra e sotto: raccolgo i primi fichi.
Per questo tipo di albero occorre fare molta attenzione
a dove e come collocare la scala, poichè anche i rami
più grandi sono flessibili e traditori.





Raccolgo i fichi la mattina presto e 
li metto in frigo, così me li trovo ben freddi
a fine pranzo.



Sul mio terreno ci sono in totale cinque alberi di fichi. Uno è quello di cui sopra; accanto ce n'è un altro che li produce più piccoli, dolcissimi e maturi a fine ottobre-inizi novembre:


L'albero di fichi tardivi-autunnali.



Poco distante si trovano altri due alberi: uno di fichi neri che quest'anno non ha prodotto praticamente nulla. E uno di fichi bianchi che sta versando in cattive condizioni dopo la scorsa secchissima estate. Ha perso molte foglie che non sono più ricresciute - tuttavia qualche frutto lo dà ancora:









Giusto per confronto, questo è l'albero di fichi neri. Il quale invece versa in buone condizioni di salute:





Sarò ripetitivo, ma faccio notare come il terreno appaia perfettamente pulito dopo che ho dovuto rifare la falciatura ( due giorni di lavoro ).


 Area ripulita a valle della casa.
Vi si trovano: fichi, aranci, limoni, cinque ulivi secolari
e una grande quercia, più alcuni alberi sparsi di mele.




In un ( raro ) pomeriggio di pausa ho raccolto mezzo chilo di more dai rovi lungo la strada che costeggia la proprietà. Ho reperito su internet una ricetta valida e semplice per la relativa marmellata, e devo dire che mi sono pentito di non averne raccolte di più. Davvero buona.





Bisogna:
Far macerare una notte in una ciotola 1 chilo di more con mezzo chilo di zucchero e due cucchiai (grandi) di succo di limone.
Il giorno dopo si fa bollire mezz'ora il tutto. Non si aggiungono pectine addensanti, non ce n'è bisogno. Si sterilizzano i vasi con acqua bollente e vi si versa la marmellata. Fine.

Giusto un accorgimento per chi volesse rimuovere i numerosissimi semi delle more: dieci minuti prima di fine cottura si può usare un passaverdure per trattenerli; si rimette il filtrato in pentola e si completa la cottura.





sopra: cottura della marmellata di more




E le nocciole ? Quest'anno sono: di calibro mediamente maggiore, con meno scarto e precoci. La cascola che normalmente avviene dopo ferragosto risulta in anticipo di quasi due settimane. Mai successo da quando mi occupo di questo posto.

Per adesso le raccolgo dalla strada interna ogni mattina, per evitare di schiacciarle con le ruote della macchina. A breve inizieremo con la raccolta vera e propria - e spero di poter finire in un solo passaggio.




in alto e in basso:
le prime nocciole 2018






Un'altra estate che scorre, adunque. Con le sue "stranezze", i suoi effimeri fiori, il caldo umido che ci fornisce un buon motivo per eterne lamentele che si sciolgono  infine come neve al sole di fronte a una granita al limone.

Tale e quale la gustavo 25 anni fa, nello stesso identico bar.










venerdì 23 settembre 2016

La via della nocciola. In cammino tra le frazioni agricole di Tortorici, Nebrodi.






Il territorio del comune di Tortorici, città di 6500 abitanti nell'entroterra dei Nebrodi orientali in provincia di Messina, è caratterizzato da numerose frazioni sparse, molte delle quali in passato vivevano della redditizia economia della coltivazione della nocciola. Questo percorso da me ideato attraversa otto di queste frazioni e copre una distanza di circa 17 chilometri. Lo abbiamo testato ieri, camminando per più di 4 ore.



     Abbiamo lasciato l'auto presso la frazione Colla, poco più avanti di un agriturismo, e iniziato a percorrere la strada che scavalca l'alveo del torrente San Pietro e si dirige tra noccioleti e boschi di castagni per lo più in disuso verso la frazione di Masugna, particolarmente bella perchè costituita da vecchie case d'epoca.

In cammino, all'inizio del giro.

il nucleo di case antiche di Masugna, m.900

Scemenze di epoca passata.



sopra: fraz.Masugna, un architrave con la data del 1907.
sotto: in cammino tra vecchie abitazioni e cataste di legna da ardere.





Lasciata Masugna, abbiamo incontrato subito un'altra frazione: Lembo, m.850, tutta costruita su un ripidissimo pendìo. La strada è molto scivolosa e in cattive condizioni. Incontriamo solo un paio di irriducibili anziani che vivono ancora qui in una grande casa di pietra ristrutturata.

Da qui è perfettamente visibile il brullo monte San Pietro, teatro della mia Microavventura #1.


In posa a Lembo, m.850 - sullo sfondo il Monte San Pietro.




sopra e sotto: curiosando tra le poche case semidistrutte
di Lembo, frazione agricola legata all'economia dei noccioleti.







La strada sale decisamente tra i boschi invasi dai rovi, poi passa da un ultimo noccioleto, quello più in alto e forse il più curato in assoluto: meritava davvero una foto.


sopra: "se tutta questa zona fosse così...": è la considerazione
che inevitabilmente facciamo - e fa - chiunque visiti la Sicilia.


    Siamo arrivati sul versante sud del monte San Pietro, a oltre 900 metri di quota. I noccioleti hanno lasciato il posto ai pascoli; fatta una sosta presso un grande abbeveratoio abbiamo attraversato un tratto molto isolato e selvaggio sino alla frazione di Pagliara Li Ceusi ( = pagliai 'i gelsi' ), sorprendentemente abitata da tante persone lusingate del fatto che qualcuno apprezzi questi posti e ci venga a piedi. Qualcuno ci ha chiesto se eravamo dei giornalisti.


Sosta con biscotti locali presso un grande abbeveratoio nella valle del torrente Batana.

La frazione di Marù, sull'altro versante della vallata a sud di Tortorici.
Pioverà o non pioverà ?

sopra: tra le case di Pagliara Li Ceusi, l'ultima frazione
prima delle montagne, a 905 metri d'altezza.

sotto: archeologia di un tempo con meno smartphones per le mani
e (forse) più felice.




     Alle 12, attraversate le altre due frazioni di Batana e S.Nagra e ormai in vista di Tortorici, si è scatenato un diluvio che in pochi minuti ha trasformato queste ripide strade in torrenti. Un uomo ci ha offerto di consumare il nostro panino sotto la tettoia di casa sua, al riparo dalla pioggia. Altri ci hanno gentilmente fornito conferma della strada del ritorno, in parte sterrata e disastrata, che risalendo faticosamente il corso del torrente San Pietro ritorna al punto di partenza. Non ho foto di quest'ultima parte del percorso; avevo accennato a una ripresa panoramica di Tortorici dall'alto sommersa dal diluvio, ma... sarei stato fucilato sul posto !

Mi accontento di chiudere con un'immagine delle montagne che fanno da sfondo a questi nuclei abitati, forse economicamente "poveri", ma di certo ricchi di memorie del passato e di persone gentili e ospitali che non hanno mai mancato di accennare un saluto e un sorriso ai camminatori.





AVVERTENZE E CONSIGLI.
Il giro è lungo circa 17 chilometri; la quota minima è di 500 metri (Tortorici), quella massima di 905 metri (frazione di Pagliara). Per il 90% il percorso è su strade asfaltate. Chi fosse interessato ai dettagli, scriva un commento e io replicherò in via privata o con un post scritto apposta -

Attenzione ai cani. I siciliani hanno la pessima abitudine di lasciare i cani liberi di vagare ovunque. I proprietari hanno lo stesso atteggiamento dei genitori di bambini piccoli: sono convinti che il resto del mondo ami alla follìa i bambini piccoli. Così, se il loro cane sbuca fuori di casa abbaiando e saltandovi addosso, essi si limiteranno ad assicurarvi che "non vi fa niente", con uno sguardo amorevole e sorridente. E va bè !
Il pericolo sono i cani da pastore, soprattutto se in due o in tre, allorchè subentra in queste bestie la legge del branco. In media si ha un incontro ogni 5 chilometri, quindi preparatevi a mostrare deterrenti vari: bastoni o pietre. Procuratevi una scacciacani e sperate di uscirne indenni. Se scrivo questo post è perchè finora mi è andata bene... (purtroppo è così !).


procuratevi una pistola scacciacani e tenetela a portata di mano !