ISTRIA 2026
CONSIGLI E IMPRESSIONI
PERNOTTAMENTI
In questo viaggio ho adottato per la prima volta la formula 'alloggi e non tenda'. Ci sono i pro e i contro.
I pro: la bicicletta è più leggera di almeno 4 chili se non di più e a meno che non ci si senta davvero stanchi si affronta meglio la strada, ovviamente anche in salita. Si dorme sempre all'asciutto su comodi letti e si perde meno tempo a ripartire dato che non bisogna disfare tende e ripiegare mille altre cose;
I contro: le tappe e la loro gittata (distanza) finiscono per essere condizionate dagli alloggi secondo due variabili principali: dove si trovano e quanto costano.
Ogni sera sistematicamente bisogna fare almeno mezz'ora o più di ricerche per stabilire dove andare a dormire il giorno dopo cercando di non finire in alloggi scadenti, quindi: lungo esame delle recensioni. Giorno per giorno i costi finiscono per essere più alti della formula tenda+B&B.
Complessivamente, questo condizionamento non mi è piaciuto troppo. Mi sono sentito un po' limitato nella libertà e tornerei a usare la tenda.
A questo proposito ho notato che la Croazia in bassa stagione è un territorio di sconfinato campeggio libero. Non sto incoraggiando ciò che è legale/non legale. Voglio dire che ho viaggiato attraverso campagne deserte e territori incolti a non finire. Ho visto innumerevoli traverse laterali che portavano a posti appartati dove piazzare la tenda al tramonto per poi smontarla all'alba sarebbe stato facilissimo.
In Slovenia forse non farei lo stesso dato il gran numero di orsi presenti in quella nazione. Magari non si incontreranno mai quegli animali, ma si finirebbe comunque per dormire male (cosa che io riesco a fare anche in un letto d'albergo...)
Per prenotare ho sempre usato la piattaforma Booking.com - generalmente al di sopra di 60euro a notte colazione inclusa, non prendo in considerazione altro - mi sembra il limite. Ho trovato anche sistemazioni eccellenti a 40 euro, sia in Italia che in Croazia.
ORIENTAMENTO
Questo tour ha segnato il trionfo assoluto della navigazione gps con smartphone. Il quale, collocato su un supporto del manubrio e BEN avvitato, mi ha guidato sempre e fluidamente attraverso una quantità incalcolabile di piste ciclabili e ciclovie che altrimenti non avrei neanche immaginato esistessero. Per non parlare degli ingressi nelle grandi città, che un tempo erano un incubo.
L'applicazione che ho usato e che uso ormai da anni è Mapy.cz
La considero superiore a ogni altra perchè:
- gratuita
- mostra anche la vista satellitare
- mostra servizi che altre applicazioni non fanno vedere: parcheggi, farmacie, fontane, alimentari, meccanici
- fa vedere chiaramente e in colore rosa quello che mi serve davvero: le piste ciclabili e dove si trovano. Anche prima di comporre un itinerario.
Ho pianificato attentamente il percorso a casa generando file .gpx di circa 70-80 Km ciascuno. A differenza di altre applicazioni Mapy non incoraggia la condivisione/pubblicazione. Quindi se c'è qualcuno SERIAMENTE interessato a fare questo viaggio, potrei inviargli i file delle tracce. Se questo interesse non è forte per favore non chiedetemi di inviare i .gpx perchè ci vuole tempo e io non ne voglio perdere. Dico questo perchè in passato ho soddisfatto questa richiesta e poi l'utente ha preferito andare da tutt'altra parte.
MANGIARE
In Croazia ho mangiato sempre benissimo ovunque. Non aspettatevi però di trovare prezzi bassi - forse lo erano una ventina di anni fa. Ora sono in linea con il nord Italia, con tendenza comunque a non esagerare.
Nei panifici propongono per il ciclista due cose interessanti: panini morbidi abbondanti e non truffaldini al prezzo di circa 4 euro, e il Burek.
Il Burek è una pasta sfoglia ripiena di carne macinata o formaggio o verdure o patate. E' di origine turca molto antica. Costa circa 2 o 3 euro e sazia alla grande anche se tende a essere untuoso e ai limiti della "digestione un po' difficile". Per qualche cena economica va bene purchè non diventi un'abitudine:
Per il resto, ci sono hamburger di 200 grammi con patate a buon mercato. Non mi pronuncio sui piatti di pesce perchè non li ho provati - in genere ho visto prezzi abbastanza alti. Le pizze che ho mangiato sono state sempre ottime - anche meglio di certi posti in Italia.
Ho trovato utile portare con me il fornellino a gas e la tazza metallica perchè parecchi alloggi non offrono la colazione. Con mezzo litro di latte, un pacco di biscotti e poco altro risolvevo da me il problema senza cercare bar a destra e a manca.
Infine, sempre nel capitolo 'mangiare': per chi ha voglia di un bicchierino, nei supermercati croati vedevo questi adorabili assortimenti di bottigliette a soli 2 euro - avrei voluto collezionarle tutte:
E una gran comodità: i supermercati sono sempre aperti dalle 7 alle 21 continuativamente - a differenza dell'Italia, dove spesso soprattutto nei piccoli centri chiudono dalle 12 alle 15 - esattamente quando servono.
Il motivo è che vengono impiegati cinesi che non si lamentano a passarci tutto il giorno dentro. In particolare in Croazia.
STRADE
Per il tratto italiano ho seguito il percorso della cosiddetta ciclovia AIDA [Alta Italia Da Attraversare]. La condizione delle piste ciclabili aumenta esponenzialmente dalla Lombardia al Veneto e al Friuli.
In Friuli esistono ciclabili simili a quelle tedesche ossia completamente distinte dalla sede stradale e ad essa parallele.
In Slovenia le ciclabili sono eccellenti e diffusissime. La D-2 che idealmente congiunge Lubiana a Tarvisio è un capolavoro, soprattutto da Mojstrana verso l'Italia.
In Croazia ho trovato molte ciclabili lungo la costa e nei centri urbani. Spesso e volentieri si percorrono sterrati e ferrovie in disuso. In bassa stagione c'è poca gente e si pedala anche per parecchio tempo senza incontrare nessuno. Tenetene conto, se non state a proprio agio in solitudine.
A CHI HO DEDICATO QUESTO VIAGGIO
Come ho già scritto, ho dedicato il viaggio a una ragazza italiana nata nel 1920 in un piccolo paese dell'Istria, Norma Cossetto.
Chiunque può informarsi su chi era, cosa faceva e perchè è stata assassinata a questo o altri link.
Così come chiunque se ne ha animo può acquistare e leggere il libro Foibe rosse di Frediano Sessi. Io ovviamente l'ho fatto, proprio nel corso del viaggio.



































































