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giovedì 20 novembre 2025

Ricami estetici di Novembre.

 


 

Come da tradizione, non posso fare a meno di scattare qualche foto dei miei alberi in autunno. Noci, fichi e il vecchio albicocco hanno bellissime foglie gialle e rosse.

Il piccolo gruppo di ulivoni secolari dopo aver dato l'olio giace sul pendio verdissimo. Mi aggiro a piedi sino all'impianto ormai esausto di pomodori e melanzane: qualcosa da raccogliere c'è ancora.

Prendo anche qualche foglia di basilico, pregustando il piatto di spaghetti al pomodoro con ricotta salata grattugiata sopra che mi preparerò di lì a poco. Messa la pentola a scaldare, accendo la stufa a legna.

L'autunno è meraviglioso, vivrei così per sempre -

 





 



giovedì 21 novembre 2024

Una mareggiata.

 


 

Adoro alzarmi alle 5 e trenta, nel buio di Novembre. Fare colazione con la candela accesa sul tavolo, guardare dalla finestra apparire la primissima luce del giorno.

Poi il sole sorge da dietro le montagne e inizia a illuminare ciò che resta dell'orto -  i pomodori che resistono imperterriti, i limoni, i mandaranci. Giunge l'odore dei fiori del nespolo, da più sopra, uguale a quello delle mimose.

Ma questa è una foto di qualche giorno fa. Stamattina invero il cielo era scuro e soffiava vento violento di maestrale. Mare classificato in burrasca. Ho fatto un giro in auto lungo la costa tirrenica per scattare qualche immagine della mareggiata in corso, tra Capo d'Orlando e Patti (ME).

 







 


lunedì 2 settembre 2024

Finita la raccolta nocciole 2024.

 


 

Finisce un'altra fase. Abbiamo terminato la raccolta delle nocciole, iniziata il 15 agosto compreso e protrattasi per 16 giorni senza soste.

Tutta la tonnellata e oltre si trova nei sacchi, asciugata al sole. Si tratta solo di conferire e non se ne parla più. Sono felice e sollevato, grato al mio corpo per quello che mi ha permesso di fare.

 



 

Come quantità è stata un'annata ricca ma senza eccessi. La pioggia torrenziale del 18 agosto ha permesso all'erba di crescere, ma tutto sommato ho dovuto ri-decespugliare soltanto due ore.

Laddove prima il terreno era giallo d'erba secca, ora c'è un'erba grassa e folta con uno spunto spaventoso alla ricrescita, complici le notti umide al 70% e oltre.

Trascorrerò tutto settembre tra lavori minori in attesa della raccolta delle noci a fine mese. Voglio riprendere le sedute di camminata veloce e running, interrotte a giugno. Per la prima volta andrò al mare, di buon mattino.

Gli ultimi pomodori sono appesi alle piante ormai stanche. Tra  poco arriverà il tempo dei fichidindia.

L'alba è adesso alle 6 e 45. Il sole non è più forte come prima.




venerdì 19 luglio 2024

Orto, caldo, Buona Volontà e "il Rosso".

 

 


 

 La lunga traversata nel deserto del mese di luglio prosegue. Temperature come sempre odiose - quest'anno tutto sommato un po' più sopportabili. 28 gradi in casa; fuori si resiste soltanto sotto i noccioli - la sera si respira dopo le 20 e in qualche modo si dorme, anche se peggio rispetto a quel paradiso che sono stati aprile e maggio.

Buon raccolto di prugne e di pere, dopo pausa di due anni in entrambi i casi. Ieri pomeriggio un'ora di raccolta di pere Coscia, grondando di sudore e nel timore di farsi pungere da qualche vespa. Metto i frutti nella ex stalla e richiudo con una rete fine per evitare che vadano le lucertole a mangiarsele (esperienza docet).





Nocciole: sembrano esserci. Il 60% del terreno è decespugliato e gli alberi privati delle crescite. Ogni anno mi rendo conto che la campagna può essere gestita solo da chi veramente ama l'ordine e ripudia il caos. La fatica viene ripagata dalla visione del "ben fatto". Il materiale di risulta ordinatamente riposto in attesa di ottobre (possa arrivare presto).





Non sto a citare le fonti, ma ultimamente si è sviluppata una sorta di moda, di "idea" consistente nel lasciar fare alla natura, non decespugliare, permettere che prenda insomma piede un sorta di "naturale, bellissimo caos". 

Certe amministrazioni pubbliche come la Milano sinistrorsa di Sala ne approfittano per risparmiarsi le spese di tosatura erba dei giardini pubblici. I radical chic si beano invece dell'incolto e favoleggiano di natura selvaggia che si riappropria del territorio. I pigri, indolenti e scansafatiche, infine, sono pienamente soddisfatti: hanno una scusa in più per non far nulla, anzi preservano la "biodiversità", altro termine abusato per farci sotto-sotto digerire il suo omologo umano: inclusività, multietnicità eccetera.

Sono tutti metaboliti antiumanistici. Studiatevi cos'è l'anti-umanesimo e la spiegazione verrà da sè.

Tre giorni fa ho invece decespugliato per la terza volta l'area dell'orto. Se c'è una cosa che detesto è proprio vedere erba semi-alta vicino alla casa. Mi dà un senso di disordine, di cose lasciate andare a se stesse, di mancanza di controllo. Forse essa (la mancanza di controllo) verrà tra 10, 15 anni. Per adesso sono forte, mi sento bene e TENGO LE COSE BENE.

La mia arma di combattimento è la buona volontà.

 

I pomodori si stanno riprendendo dall'attacco di peronospora per il secondo anno consecutivo. L'anno prossimo farò i trattamenti preventivi adeguati. Ottimo raccolto di ciliegini, zebrini miei adorati e cuori di bue:

 



 


Infine, c'è un nuovo amico. Era arrivato già l'anno scorso in autunno, quando era ancora viva la nostra gatta, la quale non è che ne fosse felice - tuttavia non lo cacciava.

Il giovane gatto rosso, timoroso dell'uomo, non so da dove sia venuto. Sempre pulito e in buone condizioni - forse si procacciava qualche piatto di pasta da vicine contrade. Ora abita stabilmente qui mattina e sera, anzi non abbandona la postazione per la tema di perderla.

Non ci accompagna nei giri a piedi, e si fa toccare ben poco da mano umana anche se si sta abituando. E' bellissimo ed è una compagnia. Spontaneamente lo abbiamo chiamato, banalmente, "il Rosso".




lunedì 13 maggio 2024

Maggio, m come mite.

 

 


 

 

I ciclamini lasciano il posto ai papaveri. Maggio splendido, almeno fino adesso. Abbiamo fatto parecchi barattoli di marmellata di arance rosse e Kumquat. Dovrebbe bastare per tre mesi.

Ho raccolto tutte le rare arance bianche che ho potuto. I cedri sono numerosi ma quest'anno stranamente privi di sapore. Le nespole sono da record; l'albero superiore vicino alla vasca di irrigazione ne sta preparando una carica smodata, spaventosa. Se solo avessi uno zainetto antigravitazionale potrei raggiungere i rami più alti e raccoglierle a mano senza danneggiarle, per venderle.

 



 

sopra: le rare arance bianche; marmellata di arance rosse

sotto: nespole a volontà

 




Tra le cose più importanti che ho fatto, il decepugliamento del sentiero in salita che porta alla sorgente e la pulizia di quest'ultima. Manca solo da collocare il tubo nel pozzetto.

Questo lavoro è stato reso più facile dalle temperature ancora miti, magnifiche. Io al di sotto dei 25 gradi potrei rivoltare montagne.

Ho decespugliato anche grande estensioni di agrumeto in basso. So che erba e felci ricresceranno - tuttavia non con la stessa altezza, ed eviterò che l'erba troppo alta si corichi orizzontalmente, cosa che rende lo sfalcio molto più difficile.




Mi piace ogni momento della giornata, ma soprattutto la mattina. La prima luce sugli aranci, e qualche nuvola bassa che sfiora la collina.

Poi colazione e uscita per comprare il pane dal forno a legna sulla statale, con quell'odore di legna bruciata che si sparge fuori, ancora nella frescura del nuovo giorno. 

Il sole non è cattivo, implacabile. Respiro bene e ho piena forza dopo le numerose sedute di camminata veloce alternata a corsa. Non immaginavo un adattamento respiratorio così efficace.

A breve telefonerò per la vendita delle arance, che attendono numerose sui 150 alberi.

 


 




domenica 31 marzo 2024

Pasqua bucolica.

 

 


 

 

Tuttavia, stare qui è meraviglioso. Due mattine a settimana mi reco in un parco a 600 metri d'altezza, pieno di pini e abeti - faccio un'ora di camminata veloce con notevoli e immediati benefici. 

Rientro in campagna e cammino ancora. Cammino tra gli alberi, sui sentieri che ho decespugliato. Gli agrumi sono rigogliosi, stracarichi. Ci sono arance rosse, arance Spina, arance Bianche. Limoni a non finire: è un altro anno ricco.

 







Ci sono fiori di ogni genere. Acetosella, fiori di Ciliegio, di Peri, di Ciclamini. Questi ultimi diffusi a tappeto, sotto i noccioli che hanno le prime giovanissime foglie.




sopra: ciclamini e fioritura di un vecchio ciliegio potato l'anno scorso

sotto: prime foglie dei noccioli




Ho decespugliato quasi tutti i terrazzamenti; li esploro, cammino nell'aria pulita, esamino alberi, raccolgo legna rotta dal vento. Ascolto musica classica dal secondo canale radio svedese, ascolto fiumi di notiziari in inglese, la sera guardo film in lingua originale nella vecchia cucina al buio, con la candela accesa.

Dipingo acquerelli ispirati ai paesaggi di qui - quelli che amo. Ne esporrò cinque a una mostra cui mi hanno invitato, a fine aprile.



Barche in secca a fine primavera, Torrenova (ME) cm 23x31


Attendo che finisca questa ondata di Scirocco che pure non ha la "forza" che avrebbe in estate. Auspico che da martedì in poi riaccenderò la stufa a legna e farò qualcosa di bello a piedi o in bici.

E oggi? Oggi Buona Pasqua.

 

 

 

 


 

lunedì 25 marzo 2024

Addio Giovannona.

 


 

Giovanna, la nostra bellissima gattona storica, ci ha lasciati. Se n'è andata stanotte, dopo qualche settimana di malattia diagnosticata come linfoma renale.

Con Lei va via un pezzo della nostra vita. Tutto, qui intorno, parla di Lei - gli alberi su cui saliva, la panca su cui si sedeva accanto a noi, la pietra piatta su cui prendeva il sole, la sedia di vimini su cui si faceva le unghie, i mille sentieri su cui correva, il punto preciso in cui mangiava, la pianta di rosmarino su cui si strusciava.

L'abbiamo seppellita vicino a suo fratello scomparso nel 2021, tra i noccioli. Dentro la cassetta di legno d'abete ho messo un topo-giocattolo, un pensierino scritto e tre rametti di rosmarino.

Grazie per tutto quello che ci hai dato in questi undici anni.

Grazie per tutto il tempo trascorso con noi.

 

lunedì 18 dicembre 2023

All'anno prossimo.

 


 

Dopo le piogge abbondanti degli scorsi giorni è arrivata una massa d'aria fredda. Ho raccolto alcuni mandaranci - pochissimi quest'anno - e limoni. Ho fatto e completato innumerevoli lavori di potatura e di manutenzione e posso concedermi passeggiate di relax prima della ri-partenza.

Tirando le somme: gran raccolto di agrumi; scarso raccolto di nocciole; niente noci. Aria pura: tantissima. Felicità: anch'essa tanta.

Alle 13 il sole di dicembre scompare dietro la collina e fa freddo. Più tardi mi farò un tè, poi forse salirò a piedi su fino alla zona della sorgente d'acqua che con l'aiuto del figlio dei miei vicini ho disboscato per un totale di 12 ore. Un lavoro pesante ma molto gratificante.

Sarà bello sentire l'odore delle querce, lungo il sentiero. 

Stasera accenderò per l'ultima volta la stufa a legna, leggerò una rivista del 1932, poi uno o due racconti di Ercole Patti. Alle 22 sarò a letto.

All'anno prossimo - 



mercoledì 5 luglio 2023

Un'estate con l'erba verde. Arance e vecchi ricordi portati dalla pioggia.

 

 


 

Vita di campagna ormai a regime. Per la prima volta in tanti anni non c'è un filo d'erba secca nemmeno a cercarlo. E siamo a luglio. Neanche il tempo di decespugliare che già ricresce nell'arco di una settimana. Mai visti i papaveri a luglio - perlomeno qui.

A proposito di decespugliatrice vorrei rettificare quanto esposto in un mio post dell'anno scorso sulla macchina cinese Kasei che avevo acquistato. Mi ha dato un mare di problemi.

Si è rotto il serbatoio - tra l'altro in un punto "strano", non esposto agli urti. Sostituito il serbatoio si è rotto il tappo a tenuta, per cui fuoriusciva miscela durante l'esercizio, cosa abbastanza pericolosa. Il genio della meccanica che me l'ha riparata e venduta, nel chiudere la calotta di plastica ha strozzato il cavo della candela, così che ho dovuto fare un terzo viaggio - non esattamente dietro casa.

Finita qui? No. Sono andato a decespugliare il terreno di un'anziana e la macchina ha smesso di funzionare all'improvviso dopo un'ora circa di lavoro. Si spegne se accelero. Forse le membrane del carburatore. Forse ci vuole una regolata. Forse è vero quello che comunque pensavo:

1) non ci sono pasti gratis nella vita;

2) tendenzialmente le macchine cinesi FANNO CACARE

 

Che poi non è tanto il motore che è scarso, quanto certe parti vitali che lo accompagnano e portano a una continua gragnuola di riparazioni. 50 euro. 25 euro. 86 euro...

Tanto vale a questo punto fare quello che ho fatto:

1) trattenermi dal mandare affanculo il venditore dato che potrei averne bisogno;

2) comprare definitivamente una macchina NON fabbricata in Cina

Quindi ho comprato su internet da un sito serio la Kawasaki TJ53, di cilindrata doppia e con asta italiana (BluBird). Il livello di potenza e di polverizzazione dell'erba è micidiale e il peso un filo maggiore di quel cesso di macchina cinese.

Possa durare a lungo - non foss'altro per non rivedere le facce dei riparatori, che sono un misto di furbizia e inettitudine.

 

 

A livello di orto sono pronti i primi cetrioli e insalate. Pomodori inizia a rosseggiare qualcosa. Non li ho fotografati perchè ancora c'è poco da fotografare.

Piantate anche melenzane che sembrano floride.

Grandissimo successo con le arance. Vendute oltre 225 casse. Un record assoluto frutto probabilmente delle fioriture eccezionali dello scorso anno.

 


  

Naturalmente abbiamo tenuto per noi un paio di alberi in modo da non dover comprare frutta. Il clima tutto sommato fresco di giugno ha tenuto lontano la mosca dell'agrume, e le arance sono ancora in gran parte mangiabilissime.

Dal balcone vedo verde per terra. Un eterno prato verde che non accenna a seccare. Quest'anno è così. L'ultima pioggia è stata domenica scorsa. Ha lasciato un odore nell'aria - un odore intenso di campagna, di terra bagnata che in qualche modo mi riportava ai tempi delle villeggiature da piccolo, in un paese dell'Etna al tempo di  metà settembre. Quando l'estate stava per finire e si avvertiva quella tremarella da inizio imminente della scuola.

Ricordi di quando mio zio portava me e mio cugino a uno storico bar-pasticceria di Santa Venerina dove servivano una granita indimenticabile ed esponevano paste di mandorla a forma di cane, che faceva pena mangiare.

 

Oggi invece c'è un vento fresco e umido e un sole che va e viene oscurato da nuvole sparse. Viaggiano bianche e veloci su uno sfondo blu cobalto profondo.

Stamattina per prima cosa ho portato qualche fiore alla tomba del gatto che ci ha lasciato esattamente due anni fa, il 5 luglio. 

Erano le 7 e trenta di mattina e il sole era già altissimo.

 

 

giovedì 8 giugno 2023

Esordio in campagna con piogge record. Una notte in tenda sui Nebrodi.

 

 


 

 

Siamo in campagna, in Sicilia, da più di un mese - e scrivo qualcosa solo adesso. Maggio è stato un susseguirsi di piogge. Mai visto tanta pioggia in dieci anni. I primi dieci giorni giunto qui li ho vissuti con uno strano senso di "estraneazione". Ho faticato molto a prendere sonno e durante il giorno in qualche modo ho fatto quello che dovevo fare meccanicamente, senza forze nè entusiasmo. Non mi era mai successo.

Poi ho ripreso a dormire bene. Mi sono tornate le forze, come e più di prima. Ho continuato a decespugliare, a ripulire, a raccogliere nespole e arance. Le mie adorate arance Vaniglia, ad esempio -

 


 

 

A fine maggio è arrivato un vento da sud di oltre 50 Km/h, mai visto così violento. E' durato due giorni, e come tutte le cose che vengono da sud o da est ha fatto danno. Innumerevoli rami di nocciolo si sono rotti e da giorni sto/stiamo provvedendo a rimuoverli per evitare di farlo a luglio, con temperature da suicidio.

Il tempo non ha messo giudizio neanche nella prima decade di giugno: oggi 8 è il primo vero giorno di sole dopo giornate grigie, scure e piovose che hanno causato difficoltà ai pannelli fotovoltaici.

 

 

Una magnifica parentesi è stata l'escursione in tenda fatta con l'amico Luigi il 29-30 maggio. Ci siamo recati di pomeriggio sulla dorsale Castell'Umberto-Ucrìa (ME) percorrendo un'antica via di transumanza sino a una località di mia conoscenza molto panoramica. Da lì è possibile vedere l'Etna, le isole Eolie e il Monte Sori, la cima più alta dei Nebrodi.

 




sopra: paesaggio primaverile a portella S.Marco, m.1200

 

 

sotto: in tenda sui Nebrodi, m.1143

 




 

 

La cena e il tramonto sono stati davvero magnifici. Durante la notte siamo stati ripetutamente disturbati dai cani di due diverse greggi di capre. La capacità che hanno i cani di rompere le balle è qualcosa che non finisce mai di stupirmi.

L'alba, asciutta e soleggiata, è stata davvero incantevole. Alle 9 abbiamo levato le tende e fatto ritorno alle auto.






Ritornando alla campagna e ai relativi lavori - tutto prosegue come sempre. Orto avviato, sorgente d'acqua ripristinata ecc. -  la sera ho sonno già alle 22. Non ce la faccio a resistere oltre. La luce invade la stanza già alle 5 e trenta. Per fortuna la notte riesco di nuovo a dormire bene.