lunedì 10 febbraio 2014

Pagare per i disservizi


La scorsa estate un amico, una persona veramente vincente, mi ha detto: "guarda che non è vero che in Sicilia la vita costa meno, perchè finisci per pagare i disservizi".
Riflettendo e rimuginando migliaia di volte ho finito per ammettere che è vero. Maledettamente vero.
Cosa costa meno in Sicilia?
- il pane (che è una favola)
- la frutta (che è un sogno)
- in parte, ma solo in parte, la carne e il pesce
Tutto il resto costa.
Costano le autostrade, scadenti e piene di eterni cantieri
Costa la nettezza urbana, affidata in appalto a ditte esose e fallimentari, sempre in deficit
Costano le abitazioni, costruite male e raramente terminate
Costa l'IMU da versare ai comuni, che sparano i soldi in feste e fuochi d'artificio

La foto di apertura illustra bene il concetto di costo di un disservizio.
In media tre-quattro volte l'anno succede che dopo un'intensa pioggia durata un giorno o una notte, l'acqua che esce dai rubinetti assume questo colore ocra scuro che niente ha a che vedere con il miracolo di San Gennaro. Esce così perchè interviene una frana presso la vasca dell'acquedotto. La terra argillosa che ci finisce dentro dà all'acqua questo colore, e va via in genere nel corso di mezza giornata. Ormai lo sappiamo e ci facciamo due risate.

Però io mi chiedo: se mai acquistassi casa qui o la costruissi sul mio terreno, spendendoci un bel po' di soldi, ebbene: quanto durerebbe la mia bella lavatrice Ariston nuova di zecca con dentro quell'acqua?
E se avessi una vasca di raccolta con motore, quanto durerebbe il motore con dentro quell'acqua?
E se avessi una bella caldaia a condensazione di varie migliaia di euro, quanto durerebbe con dentro quell'acqua?

Dovrei comprare una lavatrice ogni due anni.
Dovrei sostituire il motore della vasca ogni quattro anni
Dovrei chiamare un idraulico tre-quattro volte l'anno per ripulire la caldaia
Dovrei curarmi l'ulcera gastrica che mi verrebbe a seguito di tutto questo

Ecco cosa significa pagare per i disservizi.

Per vivere sereni in Sicilia occorre far finta che le cose vadano bene, occorre far finta di niente.
E' necessario per la salvaguardia mentale farsi andar bene le storture, le cose mal fatte, i disservizi e tutto il resto.
Si deve pensare a quanto è bello il mare, a come sono pittoreschi i fiorellini spontanei, a quanto è buono il pane e gustosa la frutta, a quanto è mite il clima e l'aria è pulita.
Per tutto quello che non funziona (ed è TANTO) bisogna ipocritamente dirsi che va tutto bene.

Io non ci riesco.

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