Lunedì pomeriggio in auto verso Genova, lasciandosi dietro
il maltempo. Autostrada semideserta, pochi camion, Autogrill che ancora non
conoscono la ressa di agosto; una notte e un giorno in mare, una pizza a
Palermo dove l’aria odora di salsedine, altre due ore d’auto sino a quella
dimensione di spazio e di tempo tutta nostra che si chiama campagna. La nostra
campagna che ci aspettava.
L’erba alta, la casa intatta che per fortuna sembra ieri che
l’avevo chiusa; le pulizie fatte con calma – prendendosi tutto il tempo che ci
vuole – il pane di qui, unico, le fave fresche donateci dai vicini, un libro di avventure in Scandinavia letto
alla luce della lampada alimentata dai pannelli solari; la notte silenziosa, un
sonno profondo che più profondo di così non si può, ininterrotto sino alla luce abbacinante
del mattino.
Ventidue gradi e un cielo azzurro anzi blu. La raccolta dei
Kumquat, piccoli agrumi che diventeranno a breve marmellata che non ha bisogno
di coloranti; con calma mi lavo i capelli e li asciugo al sole; il nibbio che volteggia
in alto, l’odore della terra, i pochi mobili di cui abbiamo bisogno qui.
Lo scaldacqua funziona ? Si, funziona ! Basta questo per
rendermi felice. Basta l’essenziale, ecco.
Le ascolto, le vostre ricette sulla felicità, credetemi - le ascolto con attenzione. Iniziano sempre con "dovresti"... Ammiro quello che fate, i vostri sacrifici hanno tutto il mio rispetto. Vi dico solo: fatevi questa domanda: vi sentite felici, davvero felici ?
Non
voglio grovigli tecnologici, altre porte usb da sfruttare, ipertelecamere GoPro
e macchine volanti. Ho fatto già le mie foto, ho vissuto già i miei viaggi, ho una marea di bei ricordi - so
quello di cui ho bisogno, sono felice così. Quest'acqua calda che esce dal rubinetto senza problemi mi ha fatto felice, ...come spiegarlo?
Vedere la vita “sotto un altro
punto di vista” ? Lo faccio da quattro anni a questa parte ogni mattina. Come
stamattina alle 7 e 30, da questa casa di pietra affogata nel verde. Sicilia 2016.













